Diario di una squillo perbene

11 Nov

Può sembrare strano volere iniziare un blog con un articolo sul telefilm Diario di una squillo perbene. Eppure il mio cervello ha ritenuto questa la scelta migliore. Non lo so il motivo, so solo che era la giusta strada. Quella che leggerete non è però una recensione, ma un collage di pensieri sparsi.

Vi riporto in breve la trama, ispirata a un libro/diario, a sua volta basato sul blog gestito della vera call-girl londinese. Hannah (interpretata dalla bella Billie Piper) è una donna affascinante che si trasforma in Belle, una prostituta di lusso. Ogni puntata racconta, tra il tragico e il comico, il suo lavoro con uno stile che non lascia molto spazio all’immaginazione, senza però cadere nella volgarità gratuita. Ho visto solo la prima stagione.

Non sono un esperto, ma penso che la pecca maggiore del telefilm sia lo stile visivo. La fotografia è patinata. Sembra di assistere a un prodotto di serie b, come una di quelle orribili soap opere senza arte né parte. Forse è una scelta corretta visto il target primario, presumo, però personalmente non mi piace.

Allora perché guardo le avventure di Belle? Perché il prodotto affronta sì il tema del sesso in maniera divertente e divertita, ma soprattutto quello dei sentimenti umani. E poi Belle rompe una regola cinematografica vitale: guarda in macchina e si rivolge al pubblico per spiegare i segreti del proprio lavoro e per descrivere i sentimenti dei suoi clienti. Ma non i propri. È compito dello spettatore scoprirli.

Questa forte caratterizzazione umana è secondo me il punto di forza. E alla fine di ogni puntata ne esco disturbato, perplesso, sofferente a volte. Nonostante tutto continuo perché comunque la serie è anche divertente.

Assodato dunque che sono masochista e leggermente bipolare, mi sono venuti in mente numerosi pensieri. Ad esempio il binomio sesso–sentimento: è affascinante il primo; è superlativo il secondo.

Il sesso fa parte della vita di tutti. Non si limita però a essere una parte di noi, con cui dobbiamo convivere e spesso lottare. Si traduce nella nostra via di fuga. Il sesso abbatte le nostre barriere razionali perché è proprio in quel momento che mettiamo in mostra, volenti o nolenti, il nostro lato più animale che ci eleva a esseri bidimensionali e non a personaggi piatti. Ognuno ha le proprie fantasie, i propri riti e soprattutto i propri gusti ed è fantastico osservare come questi siano complessi, inconsci, o semplicemente vari. Così vedrete un uomo che si eccita perché fa sesso con due donne e quello che prova piacere nel ricevere ordini e comportarsi come un cagnolino in un rapporto sadomaso in latex. E ancora chi vive il sesso come una costante maratona per dimostrare di essere un maschio alfa per poi crollare miseramente non appena la donna gli inserisce un dito su per il sedere e mandando in crisi il suo mondo. O l’avvocato con la passione dei cavalli che ama farsi mettere una sella sulla schiena e portare al trotto le proprie cortigiane.

Come si può non amare una natura così espansa, complessa, folle, messa a nudo, spogliata di ideali e pensieri? È il sesso che ci conduce su strade impensabili e sconosciute, che ci distacca dal nostro io esteriore, per mostrare un altro lato di noi. Il sesso però può farsi un’arma di scambio. Perché quando diventa difficile instaurare dei rapporti concreti, di reciproca conoscenza o almeno duraturi, il sesso diventa la via più rapida per avere qualcuno da abbracciare, che ci faccia divertire. Il sesso con un altro/a ci può far sentire meno soli in quel momento. Io non sono il tipo da sveltine nei rapporti. Rispetto quelli che lo fanno. E osservate in tutto questo non m’interessa che una delle due persone sia una squillo. Rispetto anche loro.

Se l’assistere a un tale spettacolo mi diverte, ciò che mi ferisce è la vita solitaria della protagonista. È una donna che potrebbe avere tutto dalla vita, tranne proprio quell’amore incondizionato e semplice, il suo migliore amico, con il quale è più difficile mettersi a nudo. Mi ferisce che quando i rapporti con i propri clienti diventano involontariamente più morbosi o affettivi, questi debbano essere rotti per rispettare il codice deontologico delle squillo. Perché sì, anche in questi casi i rapporti umani riescono a prevalere sulle nostre pulsioni. Mi ferisce pensare che in un altro episodio, la squillo si senta tradita e stia male quando l’affezionato cliente settimanale le preferisce un’altra donna. Perché sì nonostante tutto anche le squillo provano dei sentimenti e nelle situazioni più impensabili possono nascere relazioni più solide che vanno oltre un mero rapporto sessuale. E soprattutto mi fa star male vedere come dietro ci sia una donna (ma mettiamo il caso fosse anche un uomo) che nonostante tutto voleva mantenere lo status quo forse solo perché sapeva di sentirsi apprezzata da una persona che comunque le dava, seppure in modo molto alternativo alla fiaba classica, quell’attenzione di cui tutti necessitano. E quando lei stessa conclude di aver sempre saputo che la fine sarebbe stata inevitabile, si chiede come mai il motivo di tale tristezza. “Perché non ho nessuno a cui dire che ho avuto una brutta giornata di lavoro”.

La puntata continua con Belle che si rivolge all’unica persona che forse la ama realmente per quello che è, il suo migliore amico. Che come nelle migliori fiabe rappresenta l’eroe/oggetto del desiderio del protagonista. Sì, perché alla fine in questa situazione l’unica cosa che resta da fare è fermarsi e chiedere aiuto, seppur nascondendo i motivi della richiesta. Forse non è necessario sapere. Non lo so, non ho ancora capito esattamente come funzionano le relazioni umane.

Da un lato ci troviamo davanti emozioni animali, sì profonde e varie, ma pur sempre istinti e necessità. Rovesciando la medaglia, la scena è più vuota. Una donna, diciamo in generale una persona, con dei sentimenti più difficili da gestire e con un bagaglio da portare da sola. Che ama e che contemporaneamente ha paura di amare. Che rifugia il proprio potere su relazioni sterili e fortuite, provenienti da persone a loro volta troppo spaventate dai loro istinti, dalla loro fame di affetto, dalla loro solitudine, spaventate da una società che giudica il diverso. Perché è più facile denudarsi di fronte ad uno sconosciuto anziché con chi conosciamo e che speriamo nel profondo ci dia qualcosa. E credetemi, non intendo soltanto il denudarsi come lo spogliarsi dei vestiti, ma proprio l’abbattimento delle barriere che ci costruiamo intorno. Speriamo forse che uno sconosciuto ci dia quel qualcosa che agli altri non osiamo chiedere, perché abbiamo paura di mostrarci per ciò che siamo? Perché lo sconosciuto non ci giudica, possiamo mentirgli e fingere ciò che non siamo? Del resto non lo rivedremo. Ma poi quando arrivi a fine giornata e sei da solo chi c’è accanto a te?

Io sono un osservatore. Amo guardare la gente. Sono esseri difficili, vari, originali, con storie alle spalle. Vorrei aprirmi un po’ di più. Le persone sono sempre lì a dimostrare ciò che sono e non sono, a nascondere i loro punti deboli per mostrarsi sempre forti e capaci di sopravvivere da soli. Beati loro, io non sono così. Vorrei poter capire tutto delle persone, ma so che non è sempre possibile. E ciò che vorrei fare da grande è scoprire il mondo che mi circonda.

Credo nell’amore.

©aMe

E per chi vuole reinventarsi come squillo, vi consiglio di seguire i suggerimenti di Belle!

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6 Risposte to “Diario di una squillo perbene”

  1. Tarantino 11 novembre 2012 a 21:11 #

    Fa pensare. Bellissimo il finale!

    • andmglge 13 novembre 2012 a 01:02 #

      Sono molto contento del tuo commento, per tanti motivi! Ho avuto una grandissima paura di questo articolo, forse inutilmente. Come al solito forse? 🙂

  2. Andrea 12 novembre 2012 a 22:17 #

    Mi è piaciuto un botto!!!

    • andmglge 13 novembre 2012 a 00:59 #

      Sono molto contento che ti sia piaciuto! E soprattutto grazie per il feedback e per la pazienza nell’aver letto tutto quanto! Personalmente, ho trovato estremamente liberatorio scrivere questo articolo!

  3. Davide 15 novembre 2012 a 23:14 #

    Bene, credo proprio che ora non potrò non guardare la serie TV. Mi hai proprio incuriosito. Sembra interessante. Beh…per quanto riguarda le scelte cinematografiche valli a capire…
    Il tuo intervento l’ho trovato molto interessante, anche perché è da una vita che sto cercando risposte sul perché la gente cerca sempre e solo sesso. Siamo tutte bestie 😛
    Cavolate a parte…complimenti per i post,
    Mi piace sempre più il modo in cui scrivi. Io ci sto prova di a scrivere un racconto ma fa proprio anguscia… 😦

    • andmglge 16 novembre 2012 a 00:27 #

      Guarda, ti ringrazio per i complimenti. Sono contento che troviate interessanti le mie riflessioni e che possano ispirare qualcuno, nel bene o nel male.
      Per quanto riguarda la scrittura, ti do un consiglio spassionato e anche stupido se vai a vedere: scrivi e non ti preoccupare di come uscirà. Continua e vedrai che uscirà un bellissimo scritto!

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