Madonna, American Life – Part III – Nobody knows me

28 Nov

Ho un desiderio: che voi non snobbiate questo articolo. Sì parla sì di Madonna. Ho molto a cuore questa canzone perché è per me una delle più rappresentative e nelle sue varie versioni è stata una grande fonte di ispirazione.

Vi propongo la versione utilizzata per l’MDNA Tour. Qui la canzone è trattata come una sorta di inno serio, aggressivo e arrabbiato. Inoltre, credo sia uno dei migliori interludi mai realizzati visivamente. Ed è molto attuale, purtroppo, perché nell’intenzione di Madonna si può applicare alla storia di Andrea, il ragazzo suicidatosi. Nel video, compaiono i volti di Asher Brown (13 anni), Robbie Kirkland (15), Seth Walsh (13), Tyler Clementi (19), Brandon Bitner (14), Kenneth James Weishuhn (14), Carl Joseph Walker-Hoover (12), anche loro vittime di bullismo e/o omofobia. Ragazzi innocenti che nuovamente hanno preferito togliersi la vita. Giovani di cui in molti non hanno voluto parlare, soprattutto in questo paese.

Inizio ad apprezzare le canzoni quando queste mi trasmettono una storia. Quando la musica e le parole si fondono per infondermi un messaggio. Questa canzone mi fa immaginare un viaggio nell’inconscio, onirico, con le atmosfere di Dalì. Il mio lato nascosto, il mio io segreto, che vuole una voce per parlare e per farsi ascoltare dalla parte più viva, più superficiale. Quella che mostro alla gente. È una canzone arrabbiata, dove si parla di morte, dove si parla di riposo. Tutto finalizzato all’accettazione di sé. Ma è tutto figurato.

I’ve had so many lives / Since I was a child / And I realize / How many times I’ve died

Uno dei grandi problemi dell’uomo consiste nell’essere un animale sociale, incapace di stare da solo. Nel momento in cui sentiamo questo bisogno di rapportarci verso gli altri, abbiamo la necessità di indossare una o più maschere con cui interfacciarci. E allora iniziamo un viaggio fin da piccoli, più o meno consapevoli di quanto stiamo per fare, in cui ricerchiamo l’identità più congeniale a noi. Nel processo di crescita, maturiamo. Almeno così dovrebbe. E maturando ci rendiamo conto che quel costume che ci siamo cuciti addosso spesso incomincia a starci stretto o non fa più per noi. Così uccidiamo quel nostro lato e allora ci accorgiamo quante volte siamo morti per poi rinascere. La fenice.

I’m not that kind of guy / Sometimes I feel shy / I think I can fly / Closer to the sky

Nel corso degli anni, mi sono sempre state date etichette. Credo che sia la necessità dell’uomo di catalogare tutto quanto. Nel momento in cui una persona sta nel mezzo o lo si può inserire in più scatole o ancora appare indecifrabile, il nostro pensiero diventa articolato, andiamo in crisi e ci fa paura. Pensate che stando alle persone, in merito al mio gusto sessuale, io sarei etero, ma anche gay. In merito alla politica dovrei essere invece un fascista, ma anche un bolscevica e perché no un anarchico. Sull’amicizia, io sono simpatico, ma anche deprimente e in pratica impassibile. Sarei religioso e ateo. A volte sono timido, ma in concreto vi rispondo anche di no. Non avrei fatto determinate cose se lo fossi. Io sono un piccolo pulcino che vuole crescere, levarsi e volare in alto, lassù.

This world is not so kind / People trap your mind / It’s so hard to find / Someone to admire

Ultimamente sto adottando il motto sorridi alla vita che la vita ti sorride. E alle volte ha e sta funzionando. Non sempre però. Il mondo non è buono. Le persone devono catalogare, sono affariste e fondamentalmente spaventate. Spaventate da loro stessi, dalla loro solitudine. Se tu sei diverso sei il male e dunque cercheranno di spezzarti le ali. In questo mondo chi puoi veramente ammirare? E qui aprirei anche un dibattito. È necessario ammirare qualcuno? Avere dei modelli di riferimento? Ognuno dovrebbe essere espressione di se stesso, non l’incarnazione di qualcun altro. Però qualcuno deve influenzarci, deve aiutarci a costruire la nostra forma mentis. Allora trovi qualcuno con cui ti senti più in sintonia e qualcun altro no. Ma anche questo è un viaggio difficile. Non impossibile, perché sono certo che in mezzo a quel marciume anche una bellissima rosa riesce a nascere.

I, I sleep much better at night / I feel closer to the light / Now I’m gonna try / To improve my life

Perché quando impari ad accettare come funziona il mondo e soprattutto ad accettare te stesso per quello che sei, senza farti scoraggiare in questo viaggio di scoperta interiore, trovi la pace per dormire la notte. Per star meglio. E la tua vita adesso sarà soltanto in discesa.

No one’s telling you how to live your life / But it’s a setup until you’re fed up / It’s no good when you’re misunderstood / But why should I care? / What the world thinks of me / Won’t let a stranger / Give me a social disease

Perché alla fine la soluzione è più semplice di quanto chiunque possa credere. Nessuno ti dirà come vivere la tua vita eccetto te. E tu hai il diritto di viverla nel modo scelto finché non te ne stuferai. A quel punto ti costruirai una nuova identità e andrai avanti. Non è bello essere fraintesi, giustissimo, ma le persone fraintenderanno lo stesso le tue parole, i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti. La gente è disinteressata a ciò che succede fuori dal proprio ego o al più ha una diversa forma mentis, un diverso livello di giusto o sbagliato e giudicherà comunque. Perché preoccuparsene allora? Bisogna piacere a se stessi, stare bene con il proprio lato inconscio e segreto e lasciar credere agli altri ciò che vorranno credere. L’indifferenza è la miglior arma. Non bisogna permettere ad uno sconosciuto di iniettare dentro noi quel profondo disagio, malessere e mancata accettazione.

E come non pensare a quelle persone che non sono così forti da riuscirlo a sopportare o affrontare?

I don’t want no lies / I don’t watch TV / I don’t waste my time / Won’t read a magazine

Non esiste grande libertà oggi giorno. I mezzi di comunicazione si trasformano spesso in uno strumento per manipolare le nostre teste da parte delle autorità. Ho un’estrema paura della dittatura ideologica. Però è anche vero che da artista, più precisamente aspirante creativo e regista, non posso prescindere dal medium. Il film per me diventa la mia voce attraverso cui incanalare il mio pensiero. Vorrei essere un artista libero. Allora la mia interpretazione di questa strofa è più riferita alla figura dell’artista in senso di personaggio pubblico e, per trasposizione, a quella di ogni singolo individuo: non preoccupatevi di ciò che gli altri pensano, non dategli peso, perché la verità la sapete soltanto voi.

Ciò che mi auguro profondamente è di trovare la mia pace, tra le mie identità che sono perennemente in conflitto. Vorrei che la gente non mi mentisse, ma come posso volere ciò quando sono il primo a volte a mentire a me stesso?

@aMe

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10 Risposte to “Madonna, American Life – Part III – Nobody knows me”

  1. Tarantino 29 novembre 2012 a 22:56 #

    Bellissimo intervento. Sì è vero, madonna non c’entra niente. In tutti gli interventi che comprendevano il titolo “Madonna”, l’artista in questione è solo un tramite per qualcosa di più ampio e non un innocuo elogio su di un artista. Quindi vesto i panni del giullare di corte e ammetto: “Sebbene Madonna non sia la mia cantante preferita non posso negare che non sia un’artista. Molte sue canzoni rimarranno nella storia della musica.”
    Certo, bisogna ammettere che la magica parola negli interventi ( Madonna) può essere un indizio fuorviante. Ma come hai scritto in questo intervento: Non è bello essere fraintesi, giustissimo, ma le persone fraintenderanno lo stesso le tue parole, i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti. La gente è disinteressata a ciò che succede fuori dal proprio ego o al più ha una diversa forma mentis, un diverso livello di giusto o sbagliato e giudicherà comunque. / Bisogna piacere a se stessi, stare bene con il proprio lato inconscio e segreto e lasciar credere agli altri ciò che vorranno credere.
    Termino il mio commento ripetendomi: Madonna è solo la scintilla per parlare del pulcino, della fenice, di tematiche importanti, per far pensare e riflettere. Bellissimo intervento!

    • Andrea Magliano 30 novembre 2012 a 12:19 #

      E ancora una volta grazie. E grazie per riuscire a mettere insieme i pezzi del puzzle e seguirmi 🙂

  2. marco 17 giugno 2013 a 22:27 #

    “Ho un’estrema paura della dittatura ideologica. Però è anche vero che da artista, più precisamente aspirante creativo e regista, non posso prescindere dal medium” queste frasi mi hanno fatto venire in mente dei concetti filosofici interessanti di alcuni autori che avevo studiato a filosofia, appena “recupererò il cervello” anche in quel settore ti darò un pò di titoli di libri!

    • Andrea Magliano 18 giugno 2013 a 23:32 #

      E quando avrai un po’ di pace e tempo, sarò ben felice di leggere questi libri! Ma intanto ti ringrazio anticipatamente per questi titoli! 🙂

  3. ludmillarte 11 luglio 2013 a 17:29 #

    carissimo Andrea, hai scritto questo post quando ancora neanche ero sul blog e faceva più frescolino ma, curiosando, sono contenta di essere capitata proprio qui (dopo aver letto i tuoi più recenti) attratta dal ‘nessuno mi conosce’. contenta non solo per la ricchezza dei concetti espressi, ma anche per la fondatezza. un’interazione di etica, arte, cultura, personalità, …
    Ti auguro di essere un artista libero (riguardo al mentire a te stesso non sei poi così in gamba se poi ti ‘sgami’ da solo ! 😉 ). buona serata ormai estiva 🙂

    • Andrea Magliano 11 luglio 2013 a 18:22 #

      Carissima Lud, mi fai un grande regalo con questo commento e mi rendi felice. Perché hai trovato il tempo e la voglia di spulciare un post così vecchio e perché hai sempre una buona parola e una parola saggia da spendere. E mi metti in difficoltà con il risponderti eheh
      Ti ringrazio per l’augurio 🙂 E sul mentire, beh ogni bugiardo e prestigiatore vuole essere smascherato, anche da se stessi, ma in pochi colgono gli indizi 🙂
      Una grande, e spero fresca, serata anche a te 🙂

      • ludmillarte 11 luglio 2013 a 18:31 #

        infatti era un complimento per la tua capacità introspettiva. per il resto, eh eh, via le difficoltà e sentiti libero non solo come artista, ma anche nelle risposte (sono certa che ogni tua critica/osservazione sarà costruttiva) 🙂

        • Andrea Magliano 11 luglio 2013 a 19:03 #

          Di nuovo, grazie grande e uffa sono di nuovo in difficoltà eheh 🙂 Sono dell’idea che prima di interfacciarsi con gli altri dobbiamo per forza relazionarci con noi stessi. Ho sempre maturato questo spirito indagatore, critico fino all’eccesso, ma che spesso a occhi esterni viene frainteso e vengo tacciato per ciò che non sono. Ed eppure anche in quei casi c’è sempre da imparare e cercare di vedere 🙂 Con il rischio di essere monotono, ma apprezzo ogni tuo commento e post e sono felice di essermi incrociato con te! E altro cliché, grazie di nuovo per l’augurio cara Lud! 🙂

        • ludmillarte 11 luglio 2013 a 19:28 #

          a te , AMe’s 😉

        • Andrea Magliano 11 luglio 2013 a 19:32 #

          🙂

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