La vita, un viaggio in treno

8 Gen

Per vari svariati motivi ho incominciato a prendere il treno. Il primo anno di università, pensate, ho avuto il coraggio di fare il pendolare tra Genova e Torino. Cinque giorni a settimana, per nove mesi, trascorrevo tra andata e ritorno dalle 5 alle 10 ore sul treno. Sì, 10 ore. È successo un giorno a Torino per tornare a casa. A seguito di un guasto alla linea elettrica, Trenitalia si inventò di farci attraversare tutto il Piemonte settentrionale prima di approdare in Liguria. Mi ricordo che in generale mi alzavo alle cinque del mattino e andavo a dormire a mezzanotte. Pazzie di gioventù. Perché a 23 anni, sapete, sono vecchio.

Insomma, prendo il treno e sembra che viaggio spesso. Ma ahimè non sono un viaggiatore. Non ancora almeno. Alla fine resto sempre vincolato alla tratta Genova – Torino. Inoltre, la verità è che ho un rapporto estremamente contraddittorio con questo mezzo di trasporto e con l’idea del viaggio in sé.

Vi spiego perché ogni volta è una paturnia. Innanzitutto, la colpa è prevalentemente di Trenitalia. Direi anche quasi esclusivamente! Dall’altra parte c’è da sottolineare che questi viaggi di lavoro o studio avvengono quasi sempre in solitaria. O meglio, a seconda di quale fosse la destinazione, non c’era sempre qualcuno ad attendermi a braccia aperte. Dunque mi sembrava sempre di passare da una situazione solitaria a una ancora più solitaria. Ci sono poi altre motivazioni più o meno futili. Per quelle due orette a bordo mi sento un apolide e un vagabondo. Non ho una casa. Non è mia. C’è il terrore di dimenticare qualcosa e di non riuscire a recuperarlo in tempi rapidi. E poi non va sottovalutato la questione bagni, soprattutto in questo periodo che fa freddo!

Viaggiare in treno ha tuttavia i suoi vantaggi ed è per questo che adoro quest’esperienza. E in generale prendere i mezzi pubblici. Sì, è vero, non sei autonomo e dipendi da loro come orari e luoghi fisici. Eppure il treno è ispirante. Mentre abbozzavo questo articolo, stavo raggiungendo Asti. Altre cose che ho pubblicato su questo e il mio vecchio blog, sono state partorite proprio a bordo di questi vagoni – lettera d’amore, il capodanno che vorrei, so cosa raccontarti per permetterti di entrare per fare esempi -. L’altro grande motivo è che mi ha permesso di scoprire luoghi nuovi e soprattutto gente nuova. Il treno è stato uno dei primi luoghi in cui ho visto una vasta, imperfetta, contorta umanità.

Forse, però, il vero motivo alla base di questo amore e odio – più corretto dire spavento – verso il treno è che questo sembra rappresentare la vita. Pensateci.

Ogni viaggio ha un orario di inizio e una fine. La nostra vita ha una data di nascita e una di morte. Se non ci sono imprevisti la nostra morte avviene in età adulta a conclusione del nostro percorso. Può terminare anche prematuramente, purtroppo, ma rappresenta l’anormalità. Un imprevisto. Con il treno, teoricamente, l’arrivo è dopo un certo percorso. Ma il treno potrebbe non giungere a destinazione se deragliasse, ci fosse sciopero o altro.

Voi direte d’accordo, ma io quando viaggio so a che ora arriverò, mentre ignoro quando morirò. Vi rispondo beh a questo ci ha pensato Trenitalia. Con lei, ogni arrivo non è certo finché non giungete alla meta. E vi assicuro che, avendo fatto il pendolare, ne ho viste di cose che voi umani non potreste mai immaginarvi.

Ogni viaggio ha le sue regole. Necessita di un biglietto e a seconda del tipo possiamo viaggiare in prima o in seconda classe, avere un determinato posto in una data carrozza. Così ognuno ha la propria estrazione sociale, a seconda di dove nasciamo e chi abbiamo accanto facciamo un certo tipo di vita. Non te la scegli. Come quando ti assegnano la carrozza con o senza il riscaldamento  o l’aria condizionata e fuori ci sono -20 gradi o 40.

Bisogna obliterare il biglietto, non si può né fumare né mettere i piedi sul sedile. Sono regole da osservare. Come nella vita. Le si possono rispettare o trasgredire. Nel qual caso, si può essere scoperti o meno, ma in ogni caso si producono delle conseguenze tanto positive tanto negative, che influenzano il nostro umore o la nostra persona.

Ogni viaggio in treno comporta una serie di fermate intermedie obbligatorie. Sono tappe che ci avvicinano alla meta, indicano l’avanzamento nel percorso. La nostra vita è composta da una serie di momenti che prima o poi arrivano per tutti. I 18 anni, la prima volta, il primo lavoro, la maturità, … Sono le nostre fermate. Possiamo essere precisi come un orologio svizzero, arrivarci in anticipo oppure incontrare qualche imprevisto. Ma sempre ci arriviamo. Non bisogna mai smettere di crederci e purtroppo bisogna solo avere pazienza. Arrivano e ci rendono consapevoli di essere in movimento e non fermi in una lunga, infinita e immotivata attesa.

Infine, sul treno si incontrano sempre altri passeggeri, a qualunque ora del giorno voi decidiate di partire. Alcuni di loro vi accompagneranno per tutto il tragitto, altri soltanto per una breve tratta. Con qualcuno di loro stringerete un’amicizia o scambierete anche solo qualche battuta o una risata. Confiderete chi siete e chi non siete. Alcuni di loro vi piaceranno e altri meno. Difficilmente vi incontrerete di nuovo una volta scesi. Eppure qualcuno di loro vi mancherà lo stesso perché sono stati capaci di condividere qualcosa  o di imprimervi un segno. Magari invece scenderete insieme al termine del viaggio oppure vi saluterete e ve ne andrete solitari. E nella vita il nostro cammino continua a intersecarsi con quello altrui. L’uomo è un animale sociale. Ci sforziamo di vivere da soli, ma non ne siamo capaci e ne siamo impossibilitati.

La mia vita è come un viaggio in treno. Un po’ in ritardo. Un po’ in anticipo. In attesa in stazione. In movimento lungo i binari. Ma sempre con una meta certa.

@aMe
Andrea Magliano

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16 Risposte to “La vita, un viaggio in treno”

  1. marco101984 8 gennaio 2013 a 21:42 #

    Complimenti per il bel post. Io adoro i treni, come mezzi pubblici li ritengo più efficienti, anche a genova, rispetto ai bus che sono sempre pieni di gentaglia. e poi fare viaggi anche in altre regioni è affascinante, sulla metafora con la vita invece non ci avevo mai pensato, hai proprio ragione che è così : )

    • Andrea Magliano 8 gennaio 2013 a 21:53 #

      Grazie mille, come al solito, mi riempi sempre di complimenti 🙂 Per i bus sì hai ragione, anche se non dovrei dirlo essendo figlio di un autista ;), però anche loro, sebbene più in piccolo, permettono di rapportarsi con una nutrita umanità 🙂 Il viaggio è sempre affascinante e fornisce sempre spunti interessanti, un po’ come la vita 🙂

  2. tramedipensieri 8 gennaio 2013 a 21:56 #

    Da noi il treno non è il mezzo più usato. Abbiamo ancora un binario…dobbiamo per forza di cose servirci del pullman…
    Da noi i trasporti lasciano a desiderare.. 😦

    • Andrea Magliano 8 gennaio 2013 a 22:20 #

      Guarda è un problema che si ripete un po’ in tutta Italia. Pensa che qui a Genova a volte, per raggiungere le due estremità della città, devi cambiare fino a tre pullman o due treni! Però anche il pullman è pur sempre un bel luogo d’incontro, è bello guardare gli altri e chiedersi chissà quale storia nascondono! Se non sono indiscreto, tu dove abiti?

      • tramedipensieri 8 gennaio 2013 a 22:27 #

        Vivo in Sardegna.

        • Andrea Magliano 8 gennaio 2013 a 22:28 #

          Deve essere bellissima come regione! Purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di visitarla, ma spero di rimediare presto 🙂

  3. tramedipensieri 8 gennaio 2013 a 22:56 #

    te lo auguro: ne vale la pena. 🙂
    buonanotte

  4. maga 8 gennaio 2013 a 23:09 #

    Mentre leggevo che il viaggio in treno è una metafora della vita, pensavo esattamente “tzè se vivessimo come viaggiassimo su Trenitalia o Trenord saremmo tutti fritti!” e poi ho trovato “beh a questo ci ha pensato Trenitalia” ahahah
    no, è vero, anche io lo penso, forse perché adoro viaggiare in treno (sì ma mai più stipata e in ritardo come una volta sul Napoli-Milano!) 😛

    • Andrea Magliano 9 gennaio 2013 a 14:35 #

      Sì Trenitalia sa sempre come rendere indimenticabili i vari viaggi 😉 A me è capitato Genova-Roma in pieno agosto senza aria condizionata con le valige che non si sapeva più dove metterle. Insomma forse su un carro bestiame si viaggia meglio!

  5. bartiromomarco 9 gennaio 2013 a 21:12 #

    La vita è……. un viaggio. Complimenti, bellissimo post.
    Ciao da Marco

  6. bakanek0 14 gennaio 2013 a 13:38 #

    Anch’io ho preso tanti treni, soprattutto per amore; un amore contrastato, naturalmente, da Trenitalia e le sue meraviglie (ritardi, sporcizia, siberia in inverno e tropici in estate)…ma ne è valsa la pena! Basta arrivare a destinazione!
    Per il solo gusto del viaggio, meglio il fai da te!!!
    Un saluto e grazie per le visite che vieni a fare nel mio umile blog 🙂

    • Andrea Magliano 14 gennaio 2013 a 20:39 #

      Intanto piacere di conoscerti! Non devi essere tu a ringraziarmi, ma io a ringraziarti per condividere ciò che scrivi. Purtroppo il tempo a disposizione non basta mai, dunque gradualmente riscopro anche articoli più vecchi e il tuo blog è grandioso! Sei molto brava 🙂

      E sì, Trenitalia a volta si rivela la più grande prova d’amore, ma come dici tu la destinazione era meritevole di affrontare questa sfida 😉 Viaggiare e arrivare! 🙂

      Grazie ancora!
      Andrea

  7. Andrea 16 gennaio 2013 a 23:06 #

    Questo è stato da applauso! Me lo sono riletto due volte!!!!

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