Parole

30 Apr

È da tanto che questo blog giace nel totale silenzio. Sicuramente non è una perdita per l’umanità. Però il silenzio è stato virtuale, perché le parole non hanno mai smesso di abbandonarmi. E di pagine e conversazioni ne sono state scritte. Molte.

Intendiamoci, non è successo alcun evento negativo. Solo tanti piccoli episodi, né belli né brutti, che sommatisi mi hanno portato a interrogarmi sull’uso delle parole. Vorrei aver la grande intelligenza di un filosofo e dare un senso profondo a quanto succede, ma la verità è che non ne ho le capacità.

Non so come strutturare questo articolo. Parto da due dei tanti stati di facebook che ho pubblicato in questi giorni:

Per citare Ligabue:
“Ho perso le parole, eppure ce le avevo qua un attimo fa”.
Cercando ispirazione per il cosa e per il come.

Non vi capita mai di avere tanto da dire ed eppure non riuscire a farlo? Ho scritto e riscritto varie lettere, perché ho molto da dire. Ma ogni volta le ho cestinate. L’ispirazione arriva nel sonno. Mi suggerisce le frasi e il modo di dire determinati concetti. Concetti che avrebbero potuto provocare sorrisi, spaventare o far star male. Credo che quando si vuole bene a una persona, a volte per far del bene sia necessario far del male. All’altra persona e a se stessi.

Ho imparato che le parole hanno una grandissima forza.
Ma altre volte ho conosciuto la loro totale inutilità…

Non ho un fisico possente e mi ribadiscono tutti che devo mangiare un po’ di più ché sono troppo magro. Non ho mai dato troppo peso alla fisicità del mio corpo, ma alla profondità della mia anima. Sono convinto che faccia più male la parola che un pugno. Il dolore fisico passa, ma la parola lascia un segno spesso indelebile. Anche in maniera inconsapevole. Ho ricevuto qualche complimento in questi mesi su quanto riesca a spronare gli altri e a trovare sempre la buona parola per tutti. Ma in realtà non credo di fare niente di che. Osservo le persone e vedo i loro pregi, le loro forze e cerco di rimetterli in carreggiata se vanno fuori strada. Cerco di ricordargli qualcosa che hanno momentaneamente dimenticato. Ed eppure a volte mi fa star male sapere che qualcuno è in difficoltà. Ha bisogno di una mano ed eppure non riesce ad accettare l’aiuto, perché questo vuol dire scoprirsi e lasciar entrare un’altra persona. E allora mi sento impotente. Naturalmente non sono un ente benefico che aiuto la prima persona che passa.

Alcuni brevi pensieri su due interventi del blog, Necrologio e Innamorarsi. Ultimamente ho cercato dei titoli che fossero d’impatto e in un certo senso altisonanti. Necrologio voleva giocare sulla contraddizione con il contenuto che effettivamente era vivo e parlava di un vivere, non di un morire. O meglio il necrologio rappresentava per me la morte dell’apparenza e della superficialità, per sostituirlo con l’essere. E ad alcuni di voi quel titolo ha provocato una reazione. Ma vi racconto di una che mi ha fatto un po’ ridere da parte di un caro amico che vedendo il titolo del post su facebook mi ha chiesto se andasse tutto bene. Dico di sì e gli domando se ha almeno letto il contenuto. Naturalmente la risposta è negativa.

Innamorarsi ha nuovamente provocato reazioni. Belle, indubbiamente, anche da parte di persone che non me lo aspettavo. Vi state chiedendo se c’è una ragazza a cui è rivolto e chi è? Beh, mi spiace deludervi, non lo so. L’articolo fu scritto inconsciamente, perché avevo voglia di essere positivo e di pensare a qualcosa di bello. Iniziavano le prime giornate di primavera, di fiori che sbocciano e di amori che nascono. Ho messo insieme qualche immagine, ascoltando la giusta canzone in sottofondo, e ho dato sfogo al mio inconscio. Le reazioni degli altri mi hanno portato a interrogarmi su che cosa volesse dirmi il mio io nascosto e tuttavia non c’è ancora una risposta chiara.

La domanda che mi faccio a volte è: ma se io avessi scritto un testo di un serial killer che squarta le persone, avreste pensato che io ero un sadico malato? Perché se ve lo state chiedendo, la risposta è nettamente e certamente sì. E badate bene, la mia non è una lamentela, ma è una pura curiosità. Non posso non farmi domande, perché solo domandandosi si impara e si continua a crescere. Voglio essere e sono un esploratore. E ad Aprile, grazie all’uso della parola, ho collezionato una lunga serie di fraintendimenti.

Un’ultima considerazione sulle parole. Vi capita mai di ascoltare o leggere qualcosa che immediatamente vi piace, ma che poi vi accorgete di non averne mai colto profondamente il senso finché d’un tratto capita qualcosa, una sorta di epifania, che vi svela la vera potenza di quel messaggio? Io me ne sono accorto con questa canzone di Arisa:

E per evitare fraintendimenti, questa canzone non è rivolta a nessuno. Mi è capitato di riascoltarla per caso l’altro giorno. Anche se in verità volevo solamente condividerla con voi – risata maligna -.

Tutto questo per dire che cosa? Beh che oggi per la prima volta, mentre ero sulla fermata in attesa dell’autobus e mi facevo altamente i fatti miei, uno sconosciuto si è avvicinato in macchina e ha provato ad adescarmi offrendomi un passaggio. Dite che mi devo iniziare a preoccupare? Perché eventualmente la prossima volta mi piazzo un bel cartello con scritto “non in vendita!” eheh

A presto!

@aMe
Andrea Magliano

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20 Risposte to “Parole”

  1. nu 30 aprile 2013 a 18:55 #

    La gente tende a dimenticare che l’essere umano non è una creatura bidimensionale e che le cose che si dicono non hanno una sola interpretazione possibile

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 21:45 #

      Giustissima osservazione. E non posso aggiungere altro. La loro interpretazione può dipendere da tanti fattori, perché anche la stessa frase se pronunciata a persone diverse può significare tutto e il suo opposto. Bisogna sperare che chi ascolta capisca l’intento che ci sta dietro. Grazie mille per il tuo commento! Un saluto!

  2. ludmillarte 30 aprile 2013 a 19:26 #

    quant’è vero che spesso l’ispirazione giunge nel sonno! bisognerebbe avere un dispositivo che registra immediatamente tutte le idee e come vengono espresse, perchè da svegli le parole tornano diverse, non suonano più come prima e magari viene anche un po’ di nervoso giusto per iniziare bene la giornata. ciao Andrea, buona serata

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 21:48 #

      Ciao ludmillarte! Hai proprio ragione! Già in un precedente post dicevo che volevo un robottino attaccato alla testa così da conservare ogni singolo pensiero, ma la tua idea di dispositivo mi piace molto di più. Ammetto che quel nervosismo però si mescola a un po’ di amarezza e paura perché mi domando sempre “ma quell’ispirazione tornerà a trovarmi questa sera?” eheh. Grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere! Buona serata (anche se un po’ in ritardo sob) anche a te! 🙂

  3. tramedipensieri 30 aprile 2013 a 19:29 #

    Le domande nascono spontanee…e le risposte si trovano per … caso. A volte più avanti quando non ci servono più. Ed è sempre bene conservarle, come dei piccoli mattoni di terracotta.

    ciao
    .marta

    PS: non accettare passaggi dagli sconosciuti eh.. 😉

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 21:52 #

      Ciao .marta, è sempre un piacere leggere i tuoi commenti (e sappi che nei prossimi giorni tornerò a visitare il tuo blog come un tornado per non perdermi nessun articolo! 😉 ) e ammetto che trovo veramente bella l’immagine dei mattoni di terracotta. E la mia breve vita conferma però le tue osservazioni: le risposte a molte mie domande sono giunte così, quando meno me le aspettavo e apparentemente! Un enorme saluto!

      Ps. tranquilla, non accetto né i passaggi né le caramelle dagli sconosciuti 😉

  4. bcarenini 30 aprile 2013 a 20:53 #

    E’ proprio l’ambivalenza delle parole a regalarci cambi d’umore o reazioni decisionali. Giornate scure diventano soleggiate, avversioni divengono disponibilità e via dicendo, è il fascino delle parole darci la sensazione reale di essere vivi a regalarci emozioni e sentimenti. Bell’articolo complimenti.

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 22:02 #

      Ciao bcarenini, grazie mille sia per i complimenti sia soprattutto per questo tuo commento che mi fa molto piacere. E che voglio quotare parola per parola e a cui non saprei cos’altro aggiungere. Forse, un altro potere delle parole è il loro giungere improvvise a riempire, in positivo e in negativi, vuoti improvvisi. L’importante è non rinunciare ad esse, anche con il rischio di fraintendimenti. Rinnovo i ringraziamenti e ti mando un grande saluto!

  5. valivi 1 maggio 2013 a 00:10 #

    le parole ci servono per comunicare, ma non possono esprimere tutto quello che abbiamo dentro.
    andrea, stai tranquillo, c’è tanto disordine dentro di te, ma piano piano tutto va al posto giusto…

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 22:11 #

      Ciao valivi, ti ringrazio per questo commento. Hai proprio ragione sul ruolo delle parole. E l’importante è non smettere di comunicare o di provare a comunicare. Cercare per l’appunto di mostrare ciò che c’è dentro o darne un’idea. Un po’ come la superficie del mare che può farti vedere parte del fondale, ma non ti svelerà mai tutto ciò che nasconde.
      Non so a quale disordine tu faccia riferimento, però dentro me c’è un piccolo bibliotecario che cerca di fare ordine. Anche se forse è meglio il disordine e l’imperfezione eheh Un caro saluto!

  6. oneredladybug 1 maggio 2013 a 02:52 #

    Credere di poter cogliere tutte le interpretazioni è un’illusione umana. Questa frase altisonante è gentilmente sponsorizzata dalla mia incapacità di dormire a causa della rosolia.. Magari la rileggerò a mente sana e penserò ” ma che diavolo ho scritto?” 😉

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 22:14 #

      Ma a me piacciono sempre le frasi altisonanti! 😉 Anche se mi spiace per la tua rosolia che non ti lascia dormire! E, anzi, spero sia passata o sulla via di lasciarti, perché certi amanti bisogna perderli al più presto eheh Però quella frase altisonante è vera. E’ illusorio cogliere tutte le interpretazioni, così come avere tutte le risposte a tutti gli interrogativi! Grazie mille per questo commento e di nuovo, spero tu stia meglio! Un salutone!

  7. Manuel Chiacchiararelli 2 maggio 2013 a 18:54 #

    Prima di tutto ben tornato sul blog
    Capita a tutti di interrogarsi, di sentire dentro qualcosa da dire ma non riuscire a trovare le parole…non in quel momento forse, ma come con le canzoni, un giorno il messaggio arriverà chiaro, anche se a distanza di anni
    E per questo non dovresti buttare le lettere che scrivi…un giono tele potresti ritrovare fra le mani e ti racconteranno qualcosa che, allora, ti farÀ capire molte cose

    • Andrea Magliano 2 maggio 2013 a 22:20 #

      Ciao Manuel, grazie a te per essere passato e per il commento, che come sempre mi fa molto piacere! In verità non sempre cestino, ma archivio gelosamente in sottocartelle dai percorsi impossibili da memorizzare. E proprio come dici tu, quei messaggi sono spesso ritornati e hanno provocato reazioni di vario tipo. E a mente fresca e con le difese abbassate, messaggi e risposte hanno sempre un sapore… nuovo! Grazie ancora e ancora un grande saluto!

  8. stelioeffrena 20 maggio 2013 a 20:11 #

    Ah, ti consiglio, la prossima volta che passa un adescatore, di scucirgli un biglietto da 500 e poi filartela 😉

    • Andrea Magliano 22 maggio 2013 a 12:31 #

      Ahah mi sembra un’ottima idea! Fortunatamente ho un buono scatto, anche se in compenso ho poco fiato eheh Ma lo terrò a mente per la prossima volta! 😉

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