Palloncini

27 Mag

Non avere paura. Avvicinati.
Ancora un piccolo passo. Attenta al gradino.
Ti voglio mostrare una cosa. Afferra la mia mano.

Lo so che non capisci. E ti chiedi perché ti voglio così bene.
È che non sono perfetto. Vorrei esserlo, ma non posso.

Vedi questa ringhiera?
In questi giorni ho legato tutti questi palloncini.
Ma ora è giunto il momento di liberarli.

E voglio che tu assista al loro volo.
Con me.

Questo è il palloncino di chi ha versato parole crudeli.
Di chi ha solo cercato o assunto il marcio.

Questo è il palloncino di chi non ha saputo apprezzarmi.
Di chi non ha creduto in me. E se ne è andato.

Questo è il palloncino di chi non mi ha capito.
Di chi mi ha frainteso.

Questo è il palloncino di chi ha cercato di uccidere il mio animo.
Riuscendoci.

Questo è il palloncino della sofferenza.
Di chi mi ha fatto soffrire per stare un po’ meglio.
E di chi ho fatto soffrire per mio egoismo.

Questo è il palloncino della mia rabbia.
Per coloro a cui ho voluto bene e per gli altri.

Questo è il palloncino per chi ho perso.
Perché non sono stato capace di tenere stretto.

Questo è il palloncino delle mie paure.
Causate da tante voci insoddisfatte di sé e del mondo.

Questo è il palloncino delle scuse.
Di quelle che non ho avuto il coraggio di fare.
E per quelle che ho fatto quando non dovevo.

Questo è il palloncino delle mie lacrime.
Che non ho più voglia di versare.

Guardali.
Volano palloncini.
Ali colorate a musicare il cielo.
A uccidere le nubi nere all’orizzonte.

Cosa?
Hai ragione.
Resta un ultimo palloncino.
Ma quello non deve volare.

Quel palloncino sono io.
Contiene i miei sogni.
Dimora il mio cuore.
Protegge i miei occhi.
Conserva i miei demoni.
Ricorda i miei errori.

Sembra che non può volare.
Ma ha sopportato già grandi tempeste.
E non ne troverai mai un altro come lui.

Voglio potermi levare con loro.
Ma mi alzerò ancora più in là.
Là in alto.

A guardare le stelle.

E perdermi nel loro abbraccio.

©aMe
Andrea Magliano

In un post ho detto che non avrei parlato della mia vita privata qui sul blog. Ma come potreste aver notato, la mia vita privata ha influenzato molto le sorti e la natura di questo sito. Sono stati due mesi un po’ pesanti, in cui sono volate parole grosse da parte mia e da parte altrui. 

Ho cercato di affrontare una situazione spinosa con una persona a cui voglio bene e alla quale mi sono affezionato, su cui ho investito forze e tempo per costruire un’amicizia. Ma come tutte le situazioni spinose ci è sfuggita di mano ed è sfociata in rabbia e sofferenza. E nel silenzio, forse momentaneo o forse definitivo. E ci sto male per questo. Lo sfociare di spese extra, il lavoro, il nervosismo, … hanno fatto scontrarmi con i miei genitori. So che mi vogliono bene, ma in un momento di rabbia sono state espresse parole dure e sconfortanti. Di quelle che ti assestano il colpo di grazia in un momento di maggiore vulnerabilità. Anche il blog ha subito pochi, per fortuna, ma fastidiosi attacchi che mi hanno tediato e allontanato.

Ora dico basta. Questa poesia nasce spontaneamente venerdì dopo uno sfogo. Con l’immagine dei palloncini voglio liberarmi di tutta la zavorra inutile, che tuttavia ho sempre portato con me lungo la strada. La lascio volare via leggera, trasportata dal vento. Ciò che non deve volare via è la mia essenza, quel palloncino che incarna me. E al cui interno è contenuto il meglio e il peggio di ciò che sono, compresi i miei demoni che hanno forgiato la mia sensibilità e la mia bontà, nonché i miei errori. Perché cancellare gli errori vuol dire rimuovere il proprio passato e ciò che ci ha plasmato. E l’esperienza è necessaria per affrontare i prossimi ostacoli.

Non sono perfetto e non lo sarò mai. Ci sarà sempre chi mi considererà marcio e chi mi considererà perfetto ai suoi occhi. L’importante è essere in pace e in armonia con se stessi. Ed essere se stessi. Con i propri passi falsi e successi. Con la gente che ti vuole bene e a cui vuoi bene. E fortunatamente ci sono, a partire da quei genitori agli altri. Ci provo. Voglio guardarmi allo specchio e sorridere. Non voglio portare rancore né odio. È giusto guardare al passato, ma è importante anche guardare al futuro. E questo è per me il primo vero passo per poter iniziare a scrivere quella pagina bianca. Anche qui sul blog.

Voglio guardare il bicchiere mezzo pieno. E dunque un grazie per gli incoraggiamenti, volenti o nolenti, espliciti o impliciti, a vostra insaputa. E a chi mi ha tenuto compagnia in questi giorni, fisicamente o anche solo con il pensiero. Agli amici e al mio weekend lombardo, tra magnum e auto. Perché sono una persona fortunata. Tanto. Ed è giusto focalizzarmi sulle tante fortune che ho. E accorgermi che il bicchiere è pieno fino all’orlo. Lo è sempre stato 🙂

@aMe
Andrea Magliano

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28 Risposte to “Palloncini”

  1. ludmillarte 27 maggio 2013 a 08:24 #

    Un buon giorno di brividi sulla pelle
    assicurato Andrea, mi ci sono anche un po’ ritrovata. Bisogna essere capaci a lasciare andare ed é una liberazione. Malgrado le imperfezioni che tutti abbiamo, tieni stretta la tua essenza che mi pare proprio emani una bella luce propria. Buona giornata 🙂

    • Andrea Magliano 27 maggio 2013 a 12:28 #

      Ciao Lud e grazie enormemente! Dopo questo commento ammetto di iniziare la giornata con uno splendido sorriso! 🙂 Anche io, dal tuo blog e dai tuoi commenti, mi sento molto in sintonia con te (se mi permetti naturalmente 😉 ) e mi ritrovo spesso in quello che scrivi. Hai ragione, una volta che ci si libera di questa zavorra, ci si sente molto più leggeri e in pace! Anche a te una grandissima giornata! 🙂

  2. tramedipensieri 27 maggio 2013 a 08:53 #

    Bella queste immagini dei palloncini pieni di “zavorre”…e anche strana…un ossimoro interessante….se ben ci pensi…

    Hai dato a questi pensieri\stati d’animo…un’immagine leggera eppure non lo sono…
    Mi piace sta cosa….

    Le discussioni fanno parte del nostro vivere, è meglio la parola…che il silenzio. Chi ti vuole bene (e i genitori ne vogliono, anche se come tutti sbagliano) sa comprendere, come tu a loro del resto, no?….

    buona giornata
    .marta

    • Andrea Magliano 27 maggio 2013 a 12:36 #

      Ciao .marta, e grazie per questo commento. Quando ho scritto la poesia, l’ho scritta di getto partendo da un’idea il palloncino. Ma arrivato alla fine mi sono accorto per primo di questa contraddizione. Forse però è appunto il mio modo di dire “voglio iniziare a dare il giusto peso alle cose” e queste cose non devono scivolare, ma volare via perché sono leggere. Anche se come puoi facilmente intuire hanno prodotto varie cicatrici. Sulle discussioni mi trovo nuovamente d’accordo con te. Cerco sempre di affrontare le questioni, ma purtroppo non tutti la pensano così e mi spiace. Così come per i genitori. Indubbiamente tutti commettiamo errori e soprattutto in un attimo di rabbia quando abbiamo le barriere un po’ ridotte diciamo troppo o cose che non veramente pensiamo. Anche per questo mi accorgo che bisogna sempre dare il giusto peso, seppure sia difficile.
      Auguro anche a te una splendida e meravigliosa giornata 🙂
      Un abbraccio!
      Andrea

  3. francissius 27 maggio 2013 a 15:29 #

    il bicchiere sarà sempre fino all’orlo, traboccherà e sarà tutta una cascata con tanto di arcobaleno 😀
    Ricorda e ricordiamoci delle esperienze emozionanti e positive, e basiamoci sugli errori per capire come porci meglio.
    Per una persona grigia ce ne saranno dieci brillanti.
    Ti resto vicino ❤

    • Andrea Magliano 27 maggio 2013 a 15:34 #

      🙂 questa è la prima reazione che mi hai procurato.La voglia di darti un abbraccio forte la seconda e la terza quella di ringraziarti per quanto hai fatto in queste lunghe giornate in cui mi hai sopportato e mi sopporti. Hai ragione su tutto, bisogna focalizzare l’attenzione sulle note di colore e non sul grigiore. Perché quel colore è veramente speciale! 🙂

  4. ellagadda 27 maggio 2013 a 18:17 #

    “L’importante è essere in pace e in armonia con se stessi. Ed essere se stessi. ”
    La filosofia greca, quella originaria, quella prima delle logiche, dei sensi, delle metafisiche, quella filosofia aveva questo per scopo.
    Γνῶθι σεαυτόν è forse la lezione più difficile da recuperare delle nostre origini.

    • Andrea Magliano 27 maggio 2013 a 21:09 #

      Una delle cose che personalmente mi frega spesso è di essere troppo sensibile. Come arma di difesa allora ho maturato la logica. Fino a perdermi in un vortice senza fine di delirio. Quando a volte, basterebbe ripartire da zero, dalla pagina bianca e dire. Bene chi sono? Eccomi qua. Credo che per conoscere il mondo sia necessario conoscere se stessi per prima cosa. Difficile, sono ambizioso eheh però almeno proviamoci! Grazie per il passaggio, mi ha fatto molto piacere 🙂

  5. Caterina Vetrano 27 maggio 2013 a 18:58 #

    Sai perfettamente che ci vuole del coraggio per affrontare situazioni difficili , non tutti sono capaci di affrontarsi e confrontarsi… io sono dell’idea che bisogna SEMPRE chiarirsi a discapito di un’amicizia o un amore che puo’ andare a male, “il silenzio consuma chi cerca un dialogo, ma al mondo esiste anche questo…. il silenzio… Prima di lasciare andare i “palloncini” io li provo davvero tutte… come immagino te del resto… ma poi se debbo… li lascio. ben tornato, e scusa il mio silenzio .. ma tra il mio cucciolo pelaoso e una storia non d’amicizia ma d’amore.. simile alla tua… anche io a volte mi allontano da qui e altre volte ci sto un tempo infinito. :o) Grazie per la passeggiata dalle mie parti e la pazienza… cate!

    • Andrea Magliano 27 maggio 2013 a 21:15 #

      Ciao Cate, ben contento di risentirti! E per prima cosa, non ti scusare per il tuo silenzio, assolutamente non devi. Io per primo ho fatto così e mi sembra di capire dal tuo commento che hai avuto le tue buone motivazioni per farlo. E anzi mi spiace e spero che le cose vadano un po’ meglio o siano migliorate! Sul resto del commento, come sempre, condivido il tuo pensiero. Odio il silenzio e per le cose che contano, da un’amicizia, un amore, un genitore, un qualsiasi tipo di rapporto, sia necessario confrontarsi e combattere. Purtroppo, per l’appunto non sempre va così. E resta solo portare nel proprio cuore le cose positive di quelle esperienze. E’ brutto arrivare alla fine del resto e accorgersi che non vale più la pena lottare e allora mollare… Grazie a te di nuovo per essere passata dalle mie parti. Mi ha fatto molto piacere e ti mando un abbraccio forte, sperando che davanti arrivino giornate di grande felicità! Andrea

  6. stelioeffrena 27 maggio 2013 a 23:42 #

    Mi ricorda Weird Dreams e Grand Monster Slam! Grande poesia e testo, complimenti 🙂

  7. marco 28 maggio 2013 a 00:14 #

    Bellissima la sensazione di sapere che il bicchiere è pieno fino all’orlo, e che è sempre stato così.. forse a volte siamo noi stessi a porci dei limiti. Forse sono quegli stessi palloncini che volano, è un’immagine stupenda, il ritmo incalzante, ma liberatorio e festoso e la rivelazione dell’ultimo palloncino che non deve essere disperso, ma rimanere sempre se stesso. Per liberarsi di palloncini ci vuole coraggio, ma il coraggio è come una freccia veloce, per tenere il palloncino per terra ci vuole grande forza, pazienza e costanza… e questa è la cosa più difficile, almeno per me!

    • Andrea Magliano 28 maggio 2013 a 12:19 #

      Ciao Marco e grazie per questo tuo splendido commento. Hai proprio ragione, a volte siamo noi stessi a porci dei limiti e contemporaneamente a focalizzare il nostro occhio su ciò che non va piuttosto su tutto ciò che c’è di bello. Credo che però nulla sia impossibile, se si vuole si può ottenerlo. Ogni tanto quel palloncino da trattenere sembra che sfugga via, altre volte quel palloncino zavorra viene trattenuto anziché lasciato fuggire. Però, appunto, forse non bisogna porsi dei limiti e provare nonostante tutto 🙂

  8. oneredladybug 28 maggio 2013 a 01:32 #

    Poesia dolce amara questa,come del resto la vita. Ci sono alcuni momenti in cui sembra che tutto vada per il verso storto, che qualsiasi decisione si prenda non porti che ad un punto morto e questo non fa altro che farci sentire sull’orlo di un precipizio. Sarebbe bello racchiudere tutto ciò che non ci piace o che non ci fa stare bene all’interno di un palloncino e farlo volare via… Peccato che non sempre è possibile, ma in fondo la vita è anche questo. A darti la forza di andare avanti deve essere il pensiero che ad un momento poco piacevole, seguiranno momenti migliori. Come direbbe Venditti ” e quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita… Che fantastica storia è la vita !” Te la dedico, sperando che nel tuo prossimo post ci sia una situazione migliore e più leggera! 🙂 alla prossima!! Un abbraccio

    • Andrea Magliano 28 maggio 2013 a 12:24 #

      Ciao e grazie per la tua opinione! E soprattutto per la canzone che accetto con grande piacere 🙂 Purtroppo è vero, non sempre va tutto bene e poi non appena una cosa va male, anche tutto il resto segue a ruota. Giusto per rendere il tutto ancora più interessante eheh E poi quando si è sempre più abbattuti si inizia a vedere sempre tutto più male. Quello che volevo dire con questo testo è in un certo senso di dare il giusto peso alle cose e alle persone. Ci sono frasi che non meritano di essere prese in considerazione e altre invece che sono necessarie. Errori o successi che però devono far parte del nostro bagaglio. Ti ringrazio per il pensiero, diciamo che dopo che mi sono sfogato (e che liberazione eheh) sto molto meglio. O almeno sono di nuovo sorridente, in attesa del prossimo evento 😉 Buona giornata!
      Ricambio l’abbraccio prima 😉

  9. ombreflessuose 28 maggio 2013 a 10:56 #

    Ciao Andrea, le persone sensibili risentono più di altre i momenti no che la vita presenta
    Attraverso i tuoi Palloncini hai lasciato andare le piccole cose che ci fanno vivere un po’ male
    Noi, come umani, siamo fragili e indifesi ma abbiamo un ‘arma che ci rende invincibili: l’ amore.
    Abbandonarsi al pessimismo fine a sé stesso non porta a nulla
    Cin cin con tutto il bicchiere pieno
    Baci
    Mistral

    • Andrea Magliano 28 maggio 2013 a 12:27 #

      Cin cin a te dolce Mistral!
      Il tuo commento è perfetto. Abbandonarsi al pessimismo non serve a nulla. Ci sono momenti in cui basta che una cosa vada storta, per rendere tutto nero, in cascata. Però ci sono tante cose che invece avanzano bene, ma ce le dimentichiamo. E l’amore, come giustamente sottolinei, è un’arma potentissima!
      Un saluto e un abbraccio!
      Andrea

  10. Nicola Losito 28 maggio 2013 a 18:03 #

    Che dire? Hai avuto il tuo momento di passione e, dico io, hai fatto bene ad assecondarlo. Un grosso litigio, un alzare la voce, a volte serve a riprendere contatto con la realtà. Serve a scaricare le tensioni e a vedere più chiaro dentro di noi. Disperde il rancore covato e mai espresso all’esterno. E’ una lezione per se stessi e per chi ti sta dattorno.
    Cerca di vedere in tutto ciò che ti è successo ultimamente un insegnamento per il futuro.
    Nicola

    • Andrea Magliano 28 maggio 2013 a 21:44 #

      Ciao Nicola,
      grazie per la risposta interessante come sempre. Personalmente credo che sia sempre necessario esprimersi e lottare fin tanto che c’è da lottare. Giustamente, parlare e parlare ad alta voce aiuta a volte a vedere le cose più chiaramente e a rifletterci. Come fossero delle epifanie. E come giustamente dici sono lezioni importantissime. Grazie mille per il tuo commento e per essere passato di qua. Un saluto!
      Andrea

  11. passoinindia 28 maggio 2013 a 23:44 #

    Finalmente hai tirato fuori le… e lasciato indietro i brutti pensieri che avevi qualche tempo fa. Non essere tropo severo con te stesso soprattutto non esserlo attraverso il giudizio degli altri o, peggio, quello che credi essere il giudizio degli altri. Credo che tu sia una persona profonda, almeno questo è quello che emerge da ciò che scrivi e quindi mi riesce difficile pensare che qualcuno non ti voglia il bene che meriti. Giudicati solo con i tuoi occhi. E stringi quel benedetto palloncino.

    • Andrea Magliano 30 maggio 2013 a 11:58 #

      Lo stringerò quel palloncino e non lo lascerò volare via! Sì era necessario buttar via tanti di quei brutti pensieri che mi hanno tenuto sveglio e assorbito fin troppo. Cercherò di fare come dici tu. E ti ringrazio per le belle parole che hai trovato. Credimi, questo commento è un grandissimo incoraggiamento! Un grande saluto! Andrea

  12. melodiestonate 29 maggio 2013 a 16:45 #

    bellissima la tua poesia è uno sfogo ma trasmetti anche emozioni…….un abbraccio

    • Andrea Magliano 30 maggio 2013 a 11:54 #

      Grazie Sara, contento ti sia piaciuta! Ricambio volentieri l’abbraccio 🙂

  13. nerodavideazzurro 3 giugno 2013 a 17:36 #

    Davvero splendido il connubio tra l’ossimoro sinestetico, perno dei tuoi versi, e la melodia di Cacciapaglia; conoscendo lui, ho avviato e poi letto il tutto: qualcosa di veramente affascinante. Se per caso non la conosceste, consiglio “figlia del cielo”.
    Ancora complimenti e grazie della condivisione.

    • Andrea Magliano 5 giugno 2013 a 14:57 #

      Grazie mille per questo tuo commento! Mi riempe di grande piacere! La musica doveva fare effettivamente da sfondo e non da semplice compagno accessorio, per cui nuovamente grazie! 🙂 “Figlia del cielo” è stata invece una delle canzoni ‘provinate’ proprio per questo post, insieme a molte altre di Cacciapaglia. Tutte molto affascinanti e poetiche.
      Nuovamente grazie per essere passato di qua 🙂

  14. mairitombako 5 giugno 2013 a 12:25 #

    bellissimo mondo il tuo,.complimenti…un abbraccio d’atene e da me 🙂

    • Andrea Magliano 5 giugno 2013 a 14:49 #

      Grazie mille, troppo gentile 🙂 Ricambio ben volentieri l’abbraccio! 🙂

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