MDNA

14 Giu

Mi sono girato nel letto tutta la notte, senza chiudere occhio, perché oggi sarà il gran giorno. Ho messo la maglia con la scritta C’ero anche io a quel Ciao Italia! dell’87, che ancora neanche ero nato. L’attesa mi sta uccidendo.

Biglietti, panini, acqua, cellulare, ok c’è tutto. Possiamo andare. Direzione Milano. Tutto scorre in fretta, eccetto il traffico in città. Ci siamo quasi, meno di un chilometro alla meta. Lo intuisco dalla gente, dai vestiti, da ciò che canticchiano. E questa musica? Sì, è sul palco! Sta provando I’m a sinner.

L’eccitazione cresce più ci avviciniamo allo stadio. Quanta gente. Sono attese oltre 50mila persone. Qui la coda per mostrare il biglietto. Lì l’ingresso del nostro settore, secondo anello rosso. Correte! Bei posti, un po’ decentrati e alti, ma che vista pazzesca.

Guardo l’orologio con maniacale impazienza. Scatta il dj set delle 20 e ancora entra della gente. Devo fare la pipì! L’orario di inizio è per le 9, ma c’è ancora troppa luce. Servono le tenebre per questo spettacolo. È inutile che la gente fischi. Lei è una perfezionista e una star. Ecco, l’hanno capito.

Dai manca più poco. Lo staff sta pulendo il palco e montando il turibolo gigante. E queste urla dagli anelli più bassi? I ballerini! Si stanno riscaldando! E poi eccola là… Proprio di fronte a me, in linea retta, esce dagli spogliatoi circondata da altri. È lei…

Il mio cuore si ferma. È reale e non è un sogno. Eppure tutto si spegne.

Di fronte a questa introduzione e con la consapevolezza che lì a meno di 100 metri c’è il mio idolo può non uscirmi una lacrima? Con tutta l’emozione che ho in corpo, stritolo la mano a mia sorella. Forse non le sarò mai più vicino di così, ma lei è lì con me. Madonna è di fronte a me. Mi guarda ed eppure prosegue nel suo show. Per due ore ti porge la mano e ti invita a salire sul palco con lei, per ballare e cantare – e ci riesce persino con me che ho la stessa intonazione di uno gnù e l’eleganza di un elefante -, ricordandoti tuttavia che lei è la star.

Accadeva esattamente un anno fa, ma lo ricordo come se fosse ieri. L’MDNA Tour è stato il mio primo concerto, la mia prima volta a San Siro e il mio primo incontro con Lei. Un battesimo migliore non poteva esserci. Mi sono sentito peggio di un bambino all’interno di un lunapark. Miriadi di cose da vedere, tutte nuove e ugualmente attraenti. MDNA è una sorta di codice fiscale di Madonna, ma rimanda anche alla droga MDMA e mi sentivo come sotto il suo effetto.

Ricordo di aver guardato su Youtube video dei suoi vecchi concerti fatti a Milano e in uno c’era una ragazza vestita da sposa alla Like a virgin dimenarsi sui sedili. La stessa ragazza era al mio tour, poche file sopra di me. Il pubblico era totalmente eterogeneo. Tanti omosessuali – lesbiche, gay e trans sì -, ma anche tantissimi etero. Coppie, single, gruppi di amici. Famiglie con figli di sì e no 10 anni per passare a donne incinte e a gente sui 70/80 anni. Qui si dimostra il potere di un artista, quando riesce a parlare a un pubblico così vasto ed eppure così variegato. Durante il concerto ho spiato un po’ parte di quel pubblico, chi attentissimo a non perdersi i movimenti sul palco e chi non faceva altro che ballare e cantare con i vicini sconosciuti o gli amici. Goliardico e kitsch, è vero, ma una festa.

Un concerto di Madonna è un’esperienza da fare e anche una sfida per lo spettatore. Lei non è la migliore cantante di questo mondo e lo sa benissimo. I suoi non sono semplici esibizioni live, ma veri show con una trama segmentata in atti introdotti da interludi. Madonna sale sul palco circondata da più corpi di ballo, coristi e un gruppo spalla. Alle sue spalle tre maxischermo proiettano immagini o storie. Il palco è modulabile: botole, piloni, persino la punta si alza e si inclina. Se vuoi vedere tutto non sai dove guardare. Ma è inutile: quella donna ha un carisma mostruoso e il tuo occhio tenderà a lei. Ci sono interi numeri in cui lei compare circondata da certi ballerini. Poi la segui nel suo assolo e quando si rigetta nel gruppo ti accorgi che ora quei ballerini sono altri e ti chiedi ma dove e quando sono usciti i primi e dove e quando sono entrati i secondi.

Lei crea uno spettacolo ricco di chicche. Se non erro ci sono circa sei costumi. Il primo è una versione in nero del suo abito da sposa con Guy Ritchie. Questo tour è stato definito da lei stessa un viaggio dalle tenebre alla luce. La prima parte è violenta e satanica. Dei sacerdoti (i Kazaki in tacco a spillo) invocano la Madonna per espiare le colpe, ma chi giunge è più una versione diabolica che non si fa scrupolo a trasformarsi in arma prima (Revolver) e killer dopo (Gang Bang), per essere imprigionata (Hung up) e liberarsi per urlare al mondo la sua emancipazione (I don’t give a). Dietro Nicky Minaj ribadisce There’s only one queen and that’s Madonna, bitch!

Nel secondo atto, lei cheerleader affonda il colpo sull’emancipazione femminile e sul suo ruolo. Propone Express Yourself, ma a un tratto inserisce anziché il suo ritornello quello di Born this way della rivale mediatica Lady Gaga. Calca così lo scandalo che ha colpito quest’ultima accusata di aver plagiato la canzone di Madonna. Donna d’affari di estrema intelligenza, si esprime con il semplice uso delle parole delle due canzoni in una strofa ibrida:

Express yourself / I’m beautiful in my way ‘cause I was born this way / I’m on the right track baby / Express yourself / She’s not me

Come a sottendere: Cara Gaga impara a esprimerti da sola con le tue parole. E quel She’s not me, altra canzone di Madonna, sembra ricordare Lei non è me e mai lo sarà.

Procedendo spediti al terzo atto, è il turno dell’androginia e del ribaltamento dei sessi. In un corpetto versione 2.0 del mitico reggiseno a punta, Madonna intona Vogue, canzone diventata una bandiera del movimento LGTB, vestendo gli uomini della crew in abiti femminili e le donne in quelli maschili. Resta sola con il suo amante e intona una straziante versione al piano con accompagnatore di Like a virgin. Infine nel quarto atto, propone la rinascinata. La festa dei colori, dell’amore e della ricerca spirituale di Like a prayer e I’m a sinner per realizzare una finale Celebration prima di congedarsi.

Madonna stupisce per la scelta di canzoni. Scardina le tue aspettative ripescando tracce note solo a chi ha acquistato i precedenti album (Candy Shop), bonus track uscite solo sul mercato giapponese (Cyberraga) e stravolgendo i classici (Hung up e Like a virgin). Evita il successo facile. Irrompe nel sociale con l’interludio di Nobody knows me in cui appoggia la causa omosessuale, rifiutando il potere totalitario e di regime. Proietta i volti di adolescenti morti suicida per bullismo e omofobia nei paesi anglofoni. Contrariamente a tanti altri paesi, qui in Italia siamo in pochi ad applaudire. Il pubblico in maggioranza ignora chi siano quei volti grazie a nostri media e alla Chiesa. Per chi è interessato vi consiglio caldamente il videoclip in questo post.

Naturalmente non è tutto ora ciò che luccica. Pur fan, riconosco alcune pecche dello spettacolo. Se alcune canzoni sono in playback, in altre è facile capire che sono live dalle stecche lanciate. Madonna inizia a sentire il peso degli anni e si muove molto meno sul palco rispetto a prima (anche se vorrei arrivare io a 54 anni con quell’agilità!). C’è qua e là un riciclo di idee (l’intro di Turn up the radio è nel concept identica a She’s not me e Music inferno dei due precedenti tour). Non ha molta memoria e in alcune tappe dimentica addirittura le sue stesse canzoni (Papa don’t preach)…

Però diamine che emozione quel giorno. E la voglia di annullare quella distanza che ci ha separato e la speranza, o meglio il sogno colossale, di poter lavorare fianco a fianco con questa donna. Artista e imprenditrice. Ma soprattutto immensa fonte di ispirazione.

@aMe
Andrea Magliano

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22 Risposte to “MDNA”

  1. corvobianco213 14 giugno 2013 a 16:15 #

    Domandina! Lo so che ci farò una figuraccia ma te lo chiedo ugualmente, cos’è il turibolo gigante?

    • Andrea Magliano 14 giugno 2013 a 16:18 #

      Ma figurati! Pensa che io non sapevo neanche si chiamasse turibolo fino a poco fa e lo chiamavo semplicemente coso 😉 Comunque è quella specie di vaso dove viene fatto bruciare l’incenso che tengono in chiesa o nelle processioni religiose. Qui è in una versione molto più grande e veniva fatto oscillare da alcuni ballerini sopra il pubblico durante l’introduzione 🙂

  2. ludmillarte 14 giugno 2013 a 17:01 #

    beh ho letto quasi un concerto in diretta! ancor più del consiglio di qualche titolo di canzone. i nostri media ci fanno sapere, purtroppo, solo ciò che vogliono. delizioso avere fonti d’ispirazione seppur ‘meno movimentate’ rispetto a qualche anno prima. ciao Andrea, buona serata 🙂

    • Andrea Magliano 14 giugno 2013 a 17:24 #

      Ciao Lud! Tranquilla però che per te arriverà anche la lista ché non mi sono dimenticato 😉 Sui media purtroppo hai ragione, meno male che esiste internet e che al momento è libero (o almeno così sembra!). Madonna invece è per me una vera e propria fonte di ispirazione, sono cresciuto con lei e con il suo modello di arte e di business. Insomma, una vera e propria cotta adolescenziale che perdura tutt’ora :p Buona serata anche a te Lud 🙂

  3. tramedipensieri 14 giugno 2013 a 17:39 #

    Mitica!

  4. stelioeffrena 14 giugno 2013 a 18:32 #

    Mi ricordo il primo concerto di Madonna in Italia; al contrario di Michael Jackson, lei aveva concesso che la Rai riprendesse tutto lo spettacolo. Ero piccolo e andavo pazzo per il suo primo album; poi non sono più riuscito a seguirla, perché è troppo camaleontica, ma di sicuro rimane una grande della musica. Son contento per te che sia riuscito ad arrivare ai fatidici 100 metri 🙂

    • Andrea Magliano 15 giugno 2013 a 14:22 #

      Quel concerto era proprio il ‘Ciao Italia’ eheh Pensa invece che, pur recuperando quasi tutta la sua discografia, Madonna inizio ad apprezzarla dal terzo album e solo in parte dal secondo. Ma ciò che mi piace di lei è proprio questo continuo sorprendere, questa voglia di sperimentare e di gettarsi in ambiti diversi. Insomma, c’è una Madonna per ogni esigenza eheh Grazie Stelio per essere passato di qua, un caro saluto! 🙂

  5. francissius 14 giugno 2013 a 21:50 #

    cavolo chissà che fribilliazione! Non riesco neanche a immaginarlo… E’ come un compleanno oggi, l’anno di vita passato. Una nno a rendersi conto di esserci stato davvero vicino! E poi ormai tutti sanno che Lei è immortale, quindi ci sarà tanto tempo per conservare e realizzare il sogno! ❤

    • Andrea Magliano 15 giugno 2013 a 14:37 #

      Non hai idea! Uno dei momenti più belli della mia vita e che belle parole hai usato per il sogno 🙂 E’ uno dei desideri più grandi che ho ed eppure non ho mai immaginato che cosa dirle la prima volta! Probabilmente la toccherò senza fiato, per avere la certezza che non è un miraggio! 🙂

  6. marco 14 giugno 2013 a 22:18 #

    Ecco il post-ricordo che avevi annunciato!! : ) Deve essere stato molto bella come esperienza, anch’io ho vissuto qualcosa di simile nel 2010, coi Depeche Mode a San Siro. Un primo concerto farlo proprio in quel contesto è qualcosa di indimenticabile ! In più se l’artista è uno dei tuoi idoli, tanto meglio : ) Interessante la descrizione dei concerti di Madonna, forse ho troppi pregiudizi nei confronti della sua musica, però quella frase ” Se vuoi vedere tutto non sai dove guardare. Ma è inutile: quella donna ha un carisma mostruoso e il tuo occhio tenderà a lei.” mi è piaciuta tantissimo!

    • Andrea Magliano 15 giugno 2013 a 14:41 #

      Eheh per una volta sono stato di parola! 😉 Un’esperienza che porto nel cuore e che è sempre viva nel ricordo! Proprio come per te per il concerto dei Depeche e poi San Siro non lo hai trovato fantastico come location per un tour di questi grandi artisti! Per Madonna, tranquillo, lì vale anche il gusto. Inizialmente anche io avevo molti pregiudizi, però poi ascoltando i suoi album si scopre anche una persona che è molto distante da quella dei singoli discotecari e sa essere capace di molta umanità. Grazie come al solito Marco! 🙂

  7. valivi 16 giugno 2013 a 00:08 #

    non rinunciare mai alle tue passioni, andrea. io purtroppo non ho un idolo, ma spero presto di trovarne uno. è proprio un bell’articolo, MDNA ne sarebbe soddisfatta. ci sentiamo presto in chat

    • Andrea Magliano 17 giugno 2013 a 18:42 #

      Ciao Valivi e grazie per questo tuo commento 🙂 E sugli idoli, mai dire mai e al tempo stesso è proprio necessario averli? 😉 Un grandissimo saluto! A presto 🙂

  8. ombreflessuose 19 giugno 2013 a 08:21 #

    Madonna prima di essere una cantante è soprattutto una grande manager di sé stessa
    Essere ancora all’ apice attraversando mode e tendenze musicali significa essere davvero in gamba. Non sono una fan di Madonna ma riconosco tutto il suo valore
    Il tuo reportage ci ha piacevolmente coinvolti
    A sweet smile
    Mistral

    • Andrea Magliano 19 giugno 2013 a 22:10 #

      Ciao Mistral, contento di sentirti. Hai ragione. La fortuna di Madonna è stata anche quella di avere un ottimo fiato, plasmando il suo corpo nel corso degli anni. Anticipando e trasformandosi. Poi, per l’appunto, può piacere e non piacere.
      Ricambio il sorriso e ti auguro una splendida serata!
      Andrea

  9. stellassj 20 giugno 2013 a 00:14 #

    Sono di ritorno dal meraviglioso concerto dei Kiss. Forse il trentesimo, forse il quarantesimo concerto della mia vita. Chi ha tenuto il conto. Bruce Springsteen, Bon Jovi, i Rolling Stones, Ozzy Osbourne, i Korn, i Megadeth, 7 volte solo i Metallica. Gruppi che non sto neanche a nominare, perchè magari sconosciuti ai più, artisti che non dovrei nominare nemmeno perchè troppo scontati, come Vasco e Ligabue. E ovviamente lei, Madonna. L’ho vista anch’io un paio di anni fa a Udine. Di tutti i concerti che ho visto, l’unico che non considero un vero concerto. L’unico che non mi ha lasciato nessuna emozione, l’unico da cui sono uscita con l’amaro in bocca. Il playback è stato troppo. Si bellissima lei, la coreografia, il palco, lo spettacolo, i balletti, le luci, tutto perfetto. Ma quelle canzoni cantate in playback. No. Non ho retto. Ci sono rimasta troppo male. Te lo scrivo in amicizia, il tuo post è troppo curato ed impegnato, e si vede la tua passione che è per me sacrosanta. Ma la mia, di passione, quella per i concerti live, Madonna l’ha uccisa per una sera. Ed io questo non glielo perdonerò mai.

    • Andrea Magliano 21 giugno 2013 a 14:01 #

      Ciao! Ed io sono contentissimo di questo tuo commento e di questa tua esperienza, perché è sempre bello confrontarsi, soprattutto quando traspare così tanta passione e dedizione come da questo tuo commento. Rispetto assolutamente la tua opinione e hai ragione sul playback e sulle diverse priorità di Madonna. Il concerto di Udine non lo conosco personalmente, so che mi aveva deluso il tour in sé perché è, pur per me che mi considero un suo fan, una Madonna minore. Forse quello che mi piace tanto di lei è proprio l’anima di show, di raccontastorie più che, per l’appunto, di un cantante live. Ma questo è anche un po’ una mia colpa o meglio è proprio il mio gusto artistico di stampo cinematografico. Seppur mi spiace che quel concerto live abbia ferito la tua passione, sono contento perché almeno abbiamo avuto questo scambio. E nuovamente grazie per il bel commento 🙂

      • stellassj 21 giugno 2013 a 20:42 #

        Ma scherzi, mi ero pure un pò pentita dopo averlo scritto perchè questa è anche la tua pagina e chi sono io per dire “il contrario”…
        Il tuo accenno al cinema mi ha fatto venire in mente che effettivamente andare ad un concerto è un pò come andare al cinema. Bisogna avere le idee chiare prima di entrare. Se vado a vedere Fast & Furious aspettandomi fuoriserie, muscoli e musica tamarra, non resterò certo deluso. E’ questo quello che il film si propone, ma se cerco un racconto intellettualmente impegnato non posso lamentarmi poi dicendo che è il film ad essere deludente, sono semplicemente io ad aver sbagliato sala!!!
        Lo stesso vale per i concerti.
        Grazie a te per la risposta, ho cercato in tante recensioni qualcosa che potesse darmi ragione o torto ma è solo qui ora che ho compreso come stanno le cose: le emozioni sono soggettive e personali. E per questo è bello raccontarle e condividerle.
        A presto

        • Andrea Magliano 25 giugno 2013 a 13:12 #

          Ma figurati, non ti devi pentire per questa tua critica. Credimi, e te lo dico con totale sincerità, ho apprezzato il tuo commento per quanto magari i nostri gusti siano diversi proprio perché scritto con passione e con spirito di confronto, anziché con atteggiamento di superiorità o con imposizione. Anzi, ho riflettuto un po’ sul ruolo del concerto live. Se ti interessa, ho visto che in questi giorni è uscito il montaggio ufficiale dell’ultimo tour di Madonna (http://www.dailymotion.com/scott4madonnarama) ed effettivamente hanno calcato la mano, fin abusando di ralenti che stridono con il ritmo musicale/live dell’evento, sulla dimensione cinematografica dello spettacolo (soprattutto sulla prima parte, che non ha nulla da invidiare a un film vero e proprio). E allora mi accorgo che da una parte hai ragione, musicalmente l’esperienza live si impoverisce, pur acquisendo in termini di spettacolarità. Forse è proprio come dici tu, in termini cinematografici: diverse premesse con diverse aspettative. E ogni tanto l’aspettativa non si mantiene e scatta la delusione e talvolta anche la sorpresa positiva. Però sì, le emozioni, persino il gusto, restano soggettive, però è proprio con il confronto che assumono una nuova dimensione 🙂 Dunque grazie per questo tuo commento ancora una volta 😉

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