Hachiko

21 Ago

Doverosa premessa iniziale. Per chiunque bazzichi ancora da queste parti chiedo scusa per la lunga e improvvisa assenza da WordPress. Dall’ultimo articolo pubblicato, Io (non) sono gay, il sottoscritto ha potuto effettuare una vacanza molto alternativa: riscoprire la propria città, dando ospitalità a un vecchio e importante amico che non aveva mai visto Genova. Naturalmente ogni cosa bella ha il suo prezzo, così al termine del soggiorno, il suo, è giunta una breve, ma tediosa febbre, la mia. Nei prossimi giorni cercherò di rimettermi in pari, nel possibile, con i vostri blog. Intanto, è giusto commemorare ogni nuova partenza con qualcosa e vi propongo una nuovo foto profilo. Detto ciò, buon viaggio a tutti.

Era il 2004 quando andava in onda uno dei più bei episodi della serie Futurama. La puntata, Cuore di cane, della quarta stagione era incentrata sul ritrovamento di un fossile di un cane di nome Seymour, risalente al lontano 2000. Fry, il suo proprietario risvegliatosi nell’anno 3000, ritrovato il suo vecchio compagno, scopre che c’è una possibilità di riportarlo in vita.

Poco prima di incominciare le operazioni di resurrezione, scoprono che il cane è morto di vecchiaia. Fry si convince così che Seymour non sia più il suo cane, ma che si sia fatto la sua vita, magari con un altro padrone e decide di gettare il fossile. Qui di seguito la triste verità su Seymour.

Ricordo i pianti al termine della visione del cartone. Pianti che si ripresentano con puntuale precisione alla fine di ogni rivisione. Quello che allora non sapevo era la fonte di ispirazione di quella puntata. La storia proveniente da tutt’altra parte nel mondo del cane Hachiko.

Hachi, cane di razza Akita, poi ribattezzato Hachiko fu adottato da un professore giapponese, Ueno, a soli due mesi nel 1923. L’uomo, costretto per lavoro a recarsi alla stazione di Shibuya, il cane sempre al suo fianco, saliva sul mezzo mentre Hachi tornava a casa e si ripresentava all’ora del ritorno. Due anni dopo, Ueno muore per ictus sul posto di lavoro. Nonostante la morte improvvisa, Hachiko è tornato alla stazione di Shibuya ogni singolo giorno per i successivi dieci anni, in attesa di veder scendere dal treno il proprio padrone, finché i suoi occhi non si sono chiusi definitivamente.

La storia commosse il Giappone al punto da dichiarare lutto nazionale e da dedicare una statua all’animale. Hachiko aveva colpito il mondo intero per la sua lealtà e fedeltà. Non c’era ostacolo che potesse fermarlo, niente che potesse allontanarlo dal suo obiettivo, il ricongiungimento con l’amato padrone. È rimasto là, paziente, in attesa.

La storia del cane di Fry affonda il colpo due volte. Se da una parte c’è la storia di Seymour che ricalca questa totale dedizione al padrone, dall’altra c’è la totale ignoranza (intesa nel senso più buono come non sapere) dell’uomo che si convince che il cane lo abbia dimenticato anziché atteso.

In passato sul blog (come qui in Eroi che trovo sempre attuale) mi ero posto alcune domande sull’importanza sì degli eroi, soprattutto su quelli ignari o ignorati, ma anche dei nostri gesti, anche quelle cattive azioni fatte a fin di bene.

Viviamo ingabbiati nelle nostre trappole mentali, ma in società collettive che impongono, anche per la nostra stretta sopravvivenza, il legame con gli altri. Spesso mentiamo agli altri e a noi stessi su qualcosa, poche volte siamo realmente onesti. Perché l’onestà richiede affrontare i propri demoni. Prendiamo costantemente decisioni, anche se non ne siamo totalmente consci. Formuliamo aspettative che di tanto in tanto si attendono e altre volte esplodono. Ma che cosa siamo davvero disposti a fare per gli altri?

Hachiko è una bellissima favola che scopriamo essere reale. La vera magia di questa storia sta proprio lì, nel sapere che è possibile e che esiste un Bello. Ma la vita ci ricorda che ogni nostra decisione, ogni cosa ha il suo prezzo. E la fine ineluttabile del cane è lì a ricordarcelo.

Se la mettessimo su un piano economico diremmo che ogni nostra scelta ha un suo costo. La decisione di sostenerlo dipende dalla nostra aspettativa di ricavo. Perché se il costo è certo, il ricavo è aleatorio e con sé il profitto che ne potremmo trarre. E, come in ogni buon piano economico, il successo può derivare anche dalla dose di rischio che decidiamo di assumerci, dunque dalla capacità di mettere a bada la paura. Dunque dal costo che siamo disposti a pagare per essere onesti o bugiardi.

E allora voi per il vostro prossimo, un familiare, un amico, un amore, … quale prezzo sareste disposti a pagare?

Aspettereste come Seymour su quel marciapiede?

Io onestamente non lo so…

©®aMe
Andrea Magliano

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46 Risposte to “Hachiko”

  1. Jeremy Merrick 21 agosto 2013 a 09:10 #

    Futurama in qualche puntata aveva spunti veramente grandiosi..

    • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 12:15 #

      Seriamente! Ho scoperto che molte puntate sono ispirate agli episodi di ‘Ai confini della realtà’, altre sono scritte sulla base di teorie pseudoscientifiche plausibili. Una bella serie, che tra alti e bassi purtroppo si avvicina alla chiusura!

      • Jeremy Merrick 21 agosto 2013 a 13:10 #

        Sono assolutamente d’accordo! Si, Groening infarcisce di citazioni! Preferisco i Simpson ma Futurama aveva i suoi momenti magone.. oltre a quella puntata anche quella di Fry con i vermi e del nipote..

        • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 13:20 #

          Quelle puntate da te citate sono alcune delle mie preferite, insieme a quelle in cui esplorano il rapporto di Fry e Leela, o quando scoprono la vera storia di quest’ultima. Groening è veramente un grande! Futurama e Simpson non so quale sceglierei eheh Scelta troppo difficile!

        • Jeremy Merrick 21 agosto 2013 a 13:29 #

          Concordo! eh, io preferisco i Simpson.. 🙂 e sono un fan di South park!

        • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 14:52 #

          South Park ammetto di non conoscerlo! Nel senso ho presente, ma non guardo! Non odiarmi XD

        • Jeremy Merrick 21 agosto 2013 a 17:01 #

          😀 tranquillo! Però te lo consiglio. Anche a me non piaceva ma è geniale e dissacrante a livelli demenziali.. 🙂

        • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 21:28 #

          E allora cercherò di recuperarlo al più presto e ti dirò 🙂 Grazie mille 🙂

  2. tramedipensieri 21 agosto 2013 a 12:08 #

    Ciao Andrea! Ben ritrovato…

    Penso che una persona se vuole perchè ama, prova qualcosa di veramente forte: aspetta. Non è un costo se lo fa è perchè sente di farlo…nel momento in cui lo sente come “costo” allora farebbe meglio a non aspettare.

    un caro saluto
    .marta

    • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 12:24 #

      Ciao .marta e grazie mille! Felice di risentirti e prossimo a trovarti sul tuo blog 🙂

      Il tuo commento è prezioso e interessante e lo condivido anche. Credo che se qualcosa si vuole o si sente sul serio, potente, si fa di tutto per realizzarlo. Purtroppo lo spazio è limitato e giustamente ciò che siamo disposti a fare per qualcuno dipende sempre da quel qualcuno di fronte a noi. Sul costo forse non mi sono spiegato bene; quello che mi dico è che, per quanto ci si sente disposti a fare qualcosa, sempre un costo dobbiamo pagare. Perché Seymour aspettando rinuncia alla propria vita in un certo senso. Mi colpisce molto questa totale dedizione ecco…

      Grazie come al solito! Un caro abbraccio e splendida giornata 🙂
      Andrea

      • tramedipensieri 21 agosto 2013 a 12:31 #

        Ma certo Andrea…il costo è proprio quello. Mentre si aspetta ecco non si vive appieno la nostra vita…ma si vive nell’attesa dell’altro.

        Ora mi chiedo si potrebbe aspettare e vivere comunque no?

        Vivere non significa impegnarci con altre persone, se parliamo dell’attesa di un amore…e se è forte questo sentimento: vivere significa continuare a lavorare, uscire, coltivare i nostri hobby…

        Ma la persona, quando torna ci troverà lì.

        Nel frattempo tutto può succedere: è chiaro che la vita di un animale, di un cane è completamente diversa.
        E poi, sinceramente, ci piacerebbe proprio una persona che ci aspetta per tanti e tanti anni?
        boh…

        Me lo chiedo ora…

        grazie a te
        e buon proseguo di giornata
        .marta

        • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 12:45 #

          Ti ringrazio per questo scambio, leggo con estremo piacere e metabolizzo le tue opinioni. Forse è anche questa forte mutabilità a rendere tutto ancora più fumoso. Del resto del domani non c’è certezza e tutto può succedere. Rapporti, lavoro, hobby tutto può restare fermo (ma oddio!) e al tempo stesso cambiare.

          La dedizione eterna è qualcosa che fatico sempre a credere, non la ritengo impossibile, forse fatico solo a immaginarla. O forse semplicemente a me non piacerebbe o ancora forse sono disposto alla dedizione, ma in varie e mutevoli forme, alcune che ancora non ho esplorato. Insomma, come noti è un argomento spinoso su cui sono solo fortemente confuso. Del resto tutti abbiamo fatto qualcosa di buono o cattivo per gli altri.

          Ma nuovamente grazie per il tuo contributo all’argomento, sempre bello parlare e confrontarsi 🙂

        • tramedipensieri 21 agosto 2013 a 13:04 #

          Il “per sempre” non esiste…per me è un pò utopistico.
          Non è un argomento spinoso…per lo meno io non trovo lo sia.

          Siamo un continuo divenire…

        • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 13:08 #

          Per quel poca esperienza che ho non mi sento di credere neanche io al ‘per sempre’, credo forse più facilmente all’idea ciclica intesa come ‘si cresce, si cambia, si ripresentano situazioni, le riaffrontiamo, ciclicamente’, ma ogni volta compare del nuovo

        • tramedipensieri 21 agosto 2013 a 13:31 #

          Ecco.
          Per l’appunto …

          🙂

        • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 14:52 #

          🙂

  3. nanalsd 21 agosto 2013 a 13:46 #

    Io vidi il film di Hachiko qualche Natale fa.
    I pianti si sprecarono!

    Però secondo me, l’uomo questa capacità di aspettare, questa fedeltà, questa dedizione, non ce l’ha, o comunque è raro che capiti, come è raro che ci siano situazioni per cui valga la pena fare tutto questo.

    • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 14:55 #

      Come me, anche se sapevo che avrei pianto, ho voluto guardare il film (sì sono masochista XD)! Invece è interessante la tua opinione, a volte capita anche a me di dire che gli altri animali rispetto all’uomo sono capaci fin maggiormente di esprimere questi sentimenti, ché noi più per paura e spesso egoismi rigettiamo. O forse per l’appunto le situazioni sono rare, oserei dire estremamente rare! Un saluto nana!

  4. ludmillarte 21 agosto 2013 a 15:23 #

    Andrea! 🙂 iniziavo a chiedermi se saresti rientrato a fine agosto. cercando di andare con ordine (che mi scateni mille riflessioni!):
    1. bella questa foto! la preferisco alla precedente.
    2. guardando il cartone continuavo a pensare di averlo già visto, ma non l’avevo mai visto! finalmente mi è venuto in mente il film che ho guardato in tv credo la scorsa primavera e… nodo in gola e lacrimoni .
    3. la domanda che poni: “che cosa siamo veramente disposti a fare per gli altri” è un quesito davvero importante e, intendendo ‘gli altri’ semplicemente come il prossimo e non come famigliari o amicizie strette, temo che le risposte sarebbero disastrose, se sincere.
    4. tu, però, ti riferisci a legami più stretti e, per quel che mi riguarda, ti rispondo che in genere paziento e aspetto davvero parecchio. anzi, ora mi sono un po’ anche stancata di aver tutta questa pazienza e cerco di capire se davvero ne vale la pena (visto che in genere mi autoconvinco che sempre ne valga la pena!)
    5. come i cani non ho conosciuto essere vivente così tenace e fedele. adoro i cani
    6. “I will wait for you” è struggente e bella.
    7. ora ti ringrazio per aver letto tutti i punti fino a qui e ti saluto con un abbraccio contenta di averti riletto 🙂

    • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 22:21 #

      E finalmente rispondo a questo lunghissimo commento! Eheh sarei rientrato prima, ma tra una storia e l’altra ci sono stati degli intoppi, ma vabbè (lunga storia!). Ma veniamo alle tue riflessioni 🙂
      1) contento ti piaccia la foto, la precedente mi stava dando un po’ sui nervi effettivamente!
      2) il film probabilmente era Hachiko con Richard Gere, non so tra quello e Futurama quale abbia provocato più lacrimoni e il maggior consumo di fazzoletti!
      3-4) Mi piace la tua affermazione quando dici ‘sarebbero disastrose le risposte, se sincere’. Ci pensavo anch’io, quante volte effettivamente possiamo adottare atteggiamenti anche un po’ falsati o nel reale momento del bisogno non essere capaci di realizzare ciò che pensavamo di poter fare. Sull’altro punto, beh, forse non ci crederai (eheh), ma siamo molto uguali! 😉 Anche io paziento, paziento con il rischio di farmi mettere i piedi in testa (dopo che succede divento una bestia indomabile, ma quella è un’altra storia eheh), convinto che valga sempre aspettare. E’ stancante, sì!
      5) Io inserisco anche i gatti, dopo averli avuti, devo ammettere che sono molto più fedeli di quel che sembra sai?
      6) felice ti piaccia, era una di quelle che ti ho consigliato, allora avevo fatto bene a suo tempo 🙂
      7) e qui mi è scappato un sorriso appena ho letto tutti i tuoi punti e ti saluto forte con un abbraccio altrettanto forte anche io 🙂

      • ludmillarte 21 agosto 2013 a 22:37 #

        ecco, secondo me dovremmo imparare a pazientare meno e a parlare prima per poi non sbottare in modo esagerato. (riguardi ai gatti non ho dubbi. e non sai i merli! tanti animali ricambiano l’affetto pur se a modo loro). riabbraccio 🙂

        • Andrea Magliano 22 agosto 2013 a 22:36 #

          Ehhh come non darti ragione a questo commento! Insomma, per l’ennesima volta dobbiamo trovare l’equilibrio tra il pazientare e il non sbottare! Hai colto nel segno una parte del mio carattere :p
          (Ma adesso sono curioso di sapere come dimostrano affetto i merli! però sì, gli animali hanno capacità tutte loro, ma sorprendenti e speciali, li adoro 🙂 ). Ancora una volta un abbraccio a te 😉

        • ludmillarte 23 agosto 2013 a 10:35 #

          allora come consiglio del giorno potremmo ricordare: non approfittare troppo della pazienza di chi ne ha molta 😉
          mai-visto-un-merlo-che-fa-il-bagno
          è uno dei miei primi post in cui racconto brevemente di quando “mi sono capitati” tre merlini e dove c’è un breve filmato della più grande che fa il bagno in una piccola vaschetta. tu giustamente mi chiederai cosa c’entra con la dimostrazione d’affetto.trovo attinenza perchè la fiducia dimostratami per me è segno anche d’affetto. non dimenticherò mai quando in campagna liberai l’ultimo: continuava a stare nelle vicinanze e rispondeva al mio richiamo e viceversa (come era successo con gli altri due); improvvisamente lo vidi volare verso di me e aggrapparsi al ramo di un arbusto, a meno di mezzo metro dal mio volto, col corpicino di traverso. ci siamo guardati negli occhi quasi becco contro naso, ha fatto il suo verso e se ne è volato via lontano. altre ce ne sarebbero da raccontare…sarò suonata, ma mi commuovo ancora. grazie per avermi dato la possibilità di riparlarne 🙂 ciao Andrea, buona giornata

        • Andrea Magliano 23 agosto 2013 a 22:07 #

          Ps, è sì il tuo è un ottimo consiglio. Mai abusare della pazienza di chi ne ha molta! Anche perché quando perde la pazienza è peggio del Krakatoa! eheh Splendido fine settimana a te, Lud! 🙂
          Andrea

        • ludmillarte 23 agosto 2013 a 22:23 #

          esatto! peggio del Krakatoa.
          ora sarà un fine settimana più tranquillo.
          contraccambio di cuore. ciao Andrea

  5. stelioeffrena 21 agosto 2013 a 19:46 #

    Hachiko è un mito, in ogni epoca. Ho visto con piacere il film con Gere ma non conoscevo questa “dedica” di Futurama. Le tue osservazioni sono molto pertinenti e le condivido quasi tutte. Come non essere poi d’accordo sul finale? Essere come Don Abbondio, oppure mettersi in gioco? Probabilmente dipende dal fatto che ne valga la pena o no. Questa epoca ipocrita che ci tocca vivere e subire, obnubila il senso del reale.

    Un salutone! 🙂

    • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 22:14 #

      Contento allora di averti fatto scoprire l’episodio di Futurama che è molto bello, triste uguale, ma vabbè eheh Giustamente dipende sempre dalla situazione però è anche vero fino a che punto vogliamo metterci in gioco per gli altri. L’ipocrisia di oggi, l’ignoranza (buona o cattiva), un apparente maggior egoismo, non so… Lo trovo affascinante questo tema dei rapporti umani…

  6. marco 21 agosto 2013 a 20:40 #

    Bentornato!! Quoto Ludmillarte sulla foto nuova, davvero molto bella : )
    Riguardo i gesti eroici anche secondo me quelli più importanti sono quelli quotidiani..

    • ludmillarte 21 agosto 2013 a 22:21 #

      garzie Marco 🙂

    • Andrea Magliano 21 agosto 2013 a 22:24 #

      Grazie! E contento che piaccia anche a te quella foto! Fiù, è andata 🙂
      Bella anche la tua risposta, nella vita di tutti i giorni si nascondono atti di estrema forza. Ma fino a che punto siamo disposti ad alzare l’asticella? Anche davanti a situazioni straordinarie?
      Grazie di nuovo per il passaggio 🙂 Abbi fede che recupero anche io eheh 🙂

      • marco cavaradossi 21 agosto 2013 a 22:41 #

        No, in situazioni straordinarie non credo… ci vuole un po’ di sano e puro egoismo!

        • Andrea Magliano 22 agosto 2013 a 22:38 #

          E’ una bella risposta la tua, sincera e anche interessante! Bisogna voler bene, ma anche e soprattutto volersi bene del resto 😉

  7. candidonews 22 agosto 2013 a 01:17 #

    Ricordo bene quell’episodio, che commosse anche me. Non sapevo però di Hachiko e della sua storia. Non è il primo cane a dimostrate cotanta cieca fedeltà al proprio padrone.

    Una fedeltà a cui noi esseri umani, spesso, non siamo avvezzi, presi dall’egoismo.

    Tornando ed episodi come questi, chi è il vero ‘essere umano’ tra noi e la piccola Hachiko? 😦

    • Andrea Magliano 22 agosto 2013 a 22:40 #

      Contento di averti fatto scoprire la storia di Hachiko allora 🙂 Una bellissima storia, straziante è vero, ma da cui dobbiamo molto imparare. Per l’appunto, il cane è forse il vero ‘essere’. Gli uomini sono presi troppo da sé, poi quando meno te lo aspetti si ricordano del prossimo e di dare una mano…

  8. ombreflessuose 22 agosto 2013 a 10:11 #

    Bentornato anche da me. Mi piaci di più in questa nuova posa ma anche l’altra non era niente male. Scusa la mia ignoranza, ma di Futurama ho visto qualcosina e di sfuggita, mentre nei Simpson sono più ferrata (mica tanto)
    La storia di Hachiko l’ apprendo adesso, ma non mi sorprende affatto la fedeltà e l’amore incondizionato di questi animali. hanno cuore e coraggio da vendere e non conoscono la parola egoismo.
    Io,come te, onestamente non lo so, ma ci proverei , questo è sicuro

    Grazie, i tuoi scritti sono lampadine che accendono la coscienza e il cuore
    Abbraccio
    Mistral

    • Andrea Magliano 22 agosto 2013 a 23:06 #

      Ti ringrazio Mistral come sempre per il bel commento che mi hai lasciato. Sei sempre molto gentile e buona con le tue parole. Sono dunque contento di poter ricambiare la tua gentilezza facendoti conoscere la storia di Hachiko.
      Forse gli animali (meno l’uomo) sono dotati di maggior spontaneità o istinto naturale, anche nelle emozioni, rispetto noi uomini, che ci lasciamo più tentare da passioni interne e da egoismi.
      Provare sempre, o almeno per chi merita. Meglio non avere rimpianti.
      Un abbraccio a te dolce Mistral!
      Andrea

  9. nerodavideazzurro 22 agosto 2013 a 14:58 #

    Le attese, queste “sconosciute” …
    Non credo d’aver niente di particolarmente profondo da dire a riguardo, forse è solo che a un certo punto ti può capitare d’accorgerti che l’attesa è finita perché non ha più senso oppure invece no e allora continua, chissà come e chissà per quanto.
    E che sia bene o male, chi può dirlo se non la persona diretta interessata?

    Buona fine estate.

    • Andrea Magliano 22 agosto 2013 a 23:19 #

      Invece il tuo commento l’ho trovato molto interessante. Come altri, hai espresso un nuovo punto di vista che sottende una naturalezza e spontaneità dell’azione su cui spesso non si pone molta attenzione, una sorta di si fa perché è giusto che sia così. Credimi mi è stato utile, in questo momento di maggior razionalità!
      Buona fine estate a te Davide 🙂 A presto!

  10. bcarenini 22 agosto 2013 a 18:33 #

    Ciao Andrea, ben tornato ! Quando pensi che ti sei perso qualcosa ad aspettare… forse non stai amando. Perché amare non da mai la sensazione di attesa ma di vivere pienamente la vita e sentirsi appagati. Non è solo la presenza fisica e materiale ad appagarci ma proprio l’amore come essenza della vita.

    • Andrea Magliano 22 agosto 2013 a 23:50 #

      Ciao Bruno, grazie mille 🙂 Ma quanti bei commenti per questi argomenti! Sarà che l’amore è sempre un campo minato ed estremamente complesso, o forse ancora non ho provato quel vero amore da poter capire a pieno alcune cose. Ma sulla centralità dell’amore nella nostra vita, come motore e spinta propulsiva, sono totalmente d’accordo 🙂 Grazie mille di nuovo! Un saluto!

  11. ludmillarte 23 agosto 2013 a 10:45 #

    santo cielo Andrea, oggi sono proprio stordita (e dovrei seguire meno cose contemporaneamente!). ti ho risposto convinta di un tuo commento sul mio blog e invece, rileggendolo per vedere se risultava il link, ho letto il titolo “Hachiko” e mi è preso un colpo. per fortuna il link non è venuto. lungi da me inserire cose mie sul tuo o altri blog (se non richiesto). cancella per favore appena puoi, visto che purtroppo non lo posso fare io. grazie

    • Andrea Magliano 23 agosto 2013 a 22:05 #

      Se non è un problema io lo lascerei ben volentieri, so che non è stato fatto con doppi fini o intenti pubblicitari. Anzi a me ha fatto francamente piacere il tuo contributo (ad avere più tempo sarebbero esplorare ogni singolo meandro di alcuni blog!!!) al mio post con il tuo. Come ti dicevo anche sul tuo blog, anche il semplice atto di lasciar andare sottende un grande coraggio e soprattutto una grande dedizione, amore, affetto, verso il prossimo. Un po’ come nella storia de La bella e la bestia (su cui avevo proprio fatto un post anche io in tempi non sospetti, così siamo pari con i link 🙂 ). Ma ci credo che ci si commuove davanti queste manifestazioni d’affetto e quei piccoli gesti degli animali a cui comunque si è voluto bene. Ricordo gli ultimi saluti di due vecchi miei gatti quando sono mancarono che hanno aspettato di poter salutare tutti quanti prima di lasciarsi andare definitivamente, o ancora quando vedevano che stavi male e ti venivano a tirare le testate per farti riavere il sorriso 🙂 Essì, dagli animali abbiamo moltissimo da imparare 🙂

      • ludmillarte 23 agosto 2013 a 22:18 #

        Andrea, sei proprio un gentiluomo.

        • Andrea Magliano 23 agosto 2013 a 22:31 #

          Per così poco? 😉 Di nuovo un carissimo saluto Lud 🙂

        • ludmillarte 24 agosto 2013 a 00:13 #

          grazie Andrea, ma non è poco, non lo è (almeno per me). un sorriso

        • Andrea Magliano 24 agosto 2013 a 22:36 #

          Un sorriso a te Lud 🙂

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