The giver – Il donatore

7 Set

Prendete carta e penna e immaginate il vostro mondo perfetto. Osservatelo. E adesso ditemi: come è fatto?

Magari è un mondo dove non esiste frustrazione, l’amore è sempre corrisposto, non c’è crisi d’identità, la gente non è affarista, non esistono le guerre. Nessuna malattia e nessuna discriminazione. Nessuna differenza sociale. Nessun tipo di sofferenza. Siete estasiati da una tale visione?

The Giver - Il Donatore di Lois Lowry

Lois Lowry immagina un mondo simile. È una situazione idilliaca e perfetta. Per averla, però, si è dovuto scendere a una lunga serie di compromessi. Sono stati aboliti i colori, le stagioni, gli impulsi sessuali, i sentimenti. Le famiglie sono formate dalla Comunità degli Anziani che vigila sul villaggio. La stessa organizzazione assegna ai bambini, al loro dodicesimo anno di vita, la professione che dovranno compiere. E decide quando congedare un anziano.

In un ambiente così ferreo e rigido, ma pur sempre funzionale e funzionante, a Jonas è assegnato il compito più strano e impegnativo dell’intera comunità. Un incarico conferito una tantum. Sarà il nuovo Accoglitore di Memorie. Il Donatore avrà l’onere di trasmettergli la storia, la memoria, le emozioni dell’umanità. E l’Accoglitore di Memorie è l’unico a poter mentire al resto della società.

The Giver è un libro controverso. Fa parte della categoria Young Adult, romanzi che si rivolgono a un pubblico di giovani adulti, ma trasmette un messaggio molto maturo per il suo target. Ha il coraggio di parlare di temi forti, come l’eutanasia, il suicidio, il sesso a un pubblico teoricamente piccolo. Il libro è stato per questo censurato in molte scuole e dal 1993, anno della pubblicazione, ha ottenuto una nuova vita soltanto negli ultimi anni.

Il romanzo è spesso paragonato a 1984 di Orwell. Entrambe le opere mostrano una realtà dittatoriale, seppur diametralmente opposta. Se nel secondo è una natura oppressiva, qui si trasforma in un mondo idilliaco e repressivo. Tutto ciò che può portare all’individualizzazione è annullato e definito da un gruppo di saggi che mantiene lo status quo attraverso richiami mirati via megafono e decidendo tutto, dalla vita alla morte.

Non c’è la necessità di ribellarsi perché il mondo è vissuto in armonia. Non esistono colori. La proprietà è a rotazione collettiva. I primi pruriti sessuali sono spenti sul nascere con una pastiglia. I nuclei familiari e l’assegnazione dei figli, nati dalle Partorienti, sono imposti. Tutto per il nostro bene. E fino a quando non si scopre ciò che è celato, giusto o sbagliato, non ci si può ribellare.

Il Donatore trasmette allora una memoria oramai perduta al piccolo Jonas, mostrandogli che cosa è stata l’umanità, fatta di sofferenza, guerre e carestie, ma anche di dettagli felici, emozionanti come il Natale, l’amore, l’affetto. Jonas scopre poi che la natura del caso è stata abolita per un volere puramente razionale. Una persona quando è troppo anziana o poco conforme all’ordine del villaggio è accompagnata al congedo, ovvero un suicidio assistito.

Se escludiamo però tutto ciò che caratterizza la vita umana, emozioni giuste o sbagliate, che cosa resta della nostra natura? Il paradiso si trasforma così in un inferno, dove non esiste personalizzazione e dove tutti sono uguali e la vita stessa diviene sterile. La nostra felicità non può prescindere dal nostro dolore, perché è dalla sofferenza che riusciamo a cogliere gli aspetti migliori delle cose.

Un uomo si può definire libero quando ha la possibilità di scegliere come meglio intraprendere il proprio cammino. Le diverse cadute in questo percorso fanno sì male, come quando si cade dalla bicicletta, ma sono necessarie alla nostra crescita interiore. Non sempre i percorsi conducono alla felicità o alla nostra pace, ma sono pur sempre corretti se avvallati dal libero arbitrio.

La perfezione diventa non quel mondo totalmente ordinato, bensì quello imprevedibile guidato dal caos. Fatto di colori e disuguaglianze. Perché la natura è ingiustamente giusta nel suo equilibrio, senza l’intervento di una mano ulteriore, di origine umana.

Cancellare la nostra memoria (similarmente a Se mi lasci ti cancello) diventa estremamente dannoso perché è proprio in essa che tramandiamo noi stessi. È ciò che ci rende personaggi tridimensionali e a nostro modo perfetti. Ognuno è diverso ed è in questo che troviamo la nostra bellezza e la nostra dimensione.

Perché il segreto della vita forse è questo. L’imperfezione.

©®aMe
Andrea Magliano

Recensione originariamente scritta il 4 dicembre 2012, revisione del 6 settembre 2013.

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51 Risposte to “The giver – Il donatore”

  1. tramedipensieri 7 settembre 2013 a 16:53 #

    E se poi sogniamo troppo?

    • tramedipensieri 7 settembre 2013 a 16:53 #

      correggi per favore….:(

      • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 12:56 #

        Ciao .marta, perdonami ma non ho capito il commento. Che cosa devo correggere?

        • tramedipensieri 10 settembre 2013 a 13:04 #

          Tieni…ti consegno la lettera “i” inseriscila tra la “n” e la “a” di sognamo.
          Grazie

          🙂

        • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:09 #

          Che frana che sono, manco me ne ero accorto! eheh
          E per tornare su questo sogniamo troppo o meno, bella domanda! Sembra quasi che alcuni interventi che facciamo, anche con la migliore intenzione, finiscano con il peggiorare la situazione! Però è anche vero che non possiamo sempre non fare nulla! Alla fine tuttavia sembra che la conoscenza e la consapevolezza possano aiutarci a convergere!

  2. alepeluso 7 settembre 2013 a 20:13 #

    L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

  3. http://italiacontrocultura.wordpress.com 7 settembre 2013 a 20:55 #

    L’ha ribloggato su Controculturae ha commentato:
    Da leggere.

  4. comeunjeko 8 settembre 2013 a 11:46 #

    ok, mi hai convinta, sarà il prossimo libro sul comodino. Trovo strano non averlo mai notato, sono una di quelle persone che sceglie in base alla copertina e mi chiedo se le librerie ne siano fornite o si tratti di uno di quei libri che si è costretti ad ordinare.

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:18 #

      Anch’io scelgo sulla copertina e mi ricordo di essere rimasto affascinato fin da subito dallo splendido disegno! Purtroppo come molti Young adult è un po’ bistrattato, alcuni lo inseriscono nella narrativa per ragazzi, altri in quella per adulti e finisce così per perdersi tra migliaia di altri libri! Se ti interessa approfondire, si tratta di una quadrilogia (al momento ho letto solo i primi due), ma ogni libro è a se stante, in quanto raccontano di ipotetici visioni di società future con personaggi e situazioni diverse e slegate 🙂 Detto ciò, ‘The giver’ merita assolutamente una lettura prima o poi 🙂

      • comeunjeko 10 settembre 2013 a 19:06 #

        grazie della dritta, allora ,lo leggo durante la prossima vacanza, le trilogie vanno lette tutte d’un fiato 🙂

        • Andrea Magliano 11 settembre 2013 a 10:08 #

          Eheh hai ragione 🙂 Fammi sapere allora che ne pensi quando li hai letti tutti 🙂

  5. ludmillarte 8 settembre 2013 a 20:05 #

    abolire colori, sentimenti, impulsi sessuali,…solo che pensarci un attimo… e tutto fila liscio, tutto in armonia… sembrerebbe allettante…
    … no no nun se pò fà, meglio qualche imperfezione (seppur talvolta un po’ di troppo).
    ciao Andrea! buona serata e grazie per le riflessioni sulla (non) libertà
    (avevo letto “1984” di Orwell; effettivamente affronta temi simili a “Il donatore” che dalla tua descrizione è certamente più idilliaco!)

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:23 #

      Stessa reazione, tutto scorre perfetto e liscio, ma poi a che prezzo? No no, meglio un pianto o una risata di troppo che una prigionia di perfezione! Ma per l’appunto, tra la descrizione sociale in ‘1984’ e questa qua qual è migliore, o meglio quale è la peggiore e più subdola? E la nostra società dove si colloca?
      Se mi permetti, ti consiglio anche il film ‘Pleasentville‘ di Gary Ross sul tema. Un film molto grazioso dove un’apparente società perfetta viene scossa dal turbinio delle emozioni umane e non sarà più come prima 🙂 Sì, il tema della prigione intesa anche come dittatura sociale mi affascina molto 😉 Un carissimo saluto a te Lud e grazie come sempre 🙂

      • ludmillarte 13 settembre 2013 a 17:34 #

        grazie a te per il consiglio mi sono appuntata il titolo chè dai sempre ottime indicazioni 🙂

        • Andrea Magliano 15 settembre 2013 a 20:57 #

          Speriamo di non sbagliare neanche stavolta allora 😉 Buona serata Lud 🙂

  6. francissius 8 settembre 2013 a 23:12 #

    ci sono così tante oscurità e sensi di mancanza nella perfezione… ho sempre visto questo libro nelle librerie per la sua copertina original! e poi come sempre recensione mirata per farmelo leggere! 🙂

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:25 #

      Insomma, dovrebbero assumermi nel reparto vendite 😉 La tua frase sulla (im)perfezione è molto bella. Chissà che la vera perfezione non sia proprio quel senso di imperfezione o di ‘manca sempre qualcosa’ che ci sprona a migliorare e continuamente a crescere? Assolutamente devi leggerlo, ti emozionerà 🙂

      • francissius 12 settembre 2013 a 14:14 #

        si si certo, così poi si possono fare dei metri di paragone tra tutte le imperfezioni. sai che noia se fossimo tutti perfetti e senza macchie! blè

        • Andrea Magliano 12 settembre 2013 a 15:07 #

          E poi siamo esseri umani, le macchie ci sono sempre, belle o brutte che siano 😉 A volte cerchiamo di nasconderle sotto un vestito o un tappeto, ma quelle macchie rivelano sempre qualcosa di noi. Sono tutte da scoprire 🙂

  7. manutheartist 9 settembre 2013 a 17:54 #

    Anche solo per il semplice fatto che qui descrivi così efficacemente uno dei libri che più mi ha SCONVOLTA negli ultimi anni, ti seguo!
    😀

    Io a dire il vero non ho ancora trovato il tempo di scriverne sul mio blog, ma a giugno ho terminato di leggere la trilogia, con il terzo e ultimo capitolo di questa ‘trilogia’, e volevo proprio dedicargli un bel post.

    Personalmente ciò che più di tutto mi ha colpito in The Giver, mi ha segnato nel profondo, è la descrizione di questa normalità, di questa cruda realtà ‘post-apocalittica’…di cui non conosceremo mai le cause, nemmeno nei capitoli successivi…
    Anche se alla fine, in una visione che mi ha ricordato il male assoluto dell’Ombra dello scorpione, si intravede forse la causa di questo nuovo mondo così dannatamente assurdo nella sua perfezione.

    Se ti dovessi dire la mia, sul perché davvero questa serie mi ha quasi traumatizzato, direi che ciò che mi ha più colpita sono le sensazioni che l’autrice riesce a regalarti, in modo così schietto, diretto, immediato, di una quotidianità che è assolutamente normale e accettata, e che molto riflette la continua ricerca di perfezione dei giorni nostri. Eliminando tutto ciò che è malfunzionante, l’umanità non conosce più la violenza, la morte… Ma il prezzo è così alto, che si fa fatica a non rimpiangere il mostruoso mondo ‘normale e violento’ a cui invece apparteniamo noi altri.

    Complimenti per le letture 🙂
    Alla prossima!

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:37 #

      Ciao e grazie mille a te per questo bellissimo commento 🙂
      E devo quotare ogni singola parola, compreso quel profondo trauma provocato dal libro. Ricordo come se fosse ieri quando ho letto il finale del libro con (SPOILER) questa fuga di Jonas con il bimbo destinato a morte certa perché troppo insonne e agitato (FINE SPOILER). I brividi, la sensazione di impotenza, il disagio. Faticavo anche a chiudere solo il libro in quel finale dolce amaro.
      La Lowry ha veramente talento nel descrivere questi mondi futuri, imperfetti o presumibilmente (?) perfetti, chissà. Partendo da un’idea che il futuro è solo un’evoluzione delle nostre attese o sogni o un tentativo di non commettere ulteriormente gli stessi errori. Ma come spesso capita, la cura è peggio della malattia. Poi mi è piaciuto molto anche lo stile con cui affrontava certi argomenti, senza pietà o in modo asettico.
      Al momento ho finito di leggere il secondo titolo La rivincita, mi appresto a comprare gli ultimi titoli. Toglimi una curiosità, mi era parso di capire che la trilogia si era trasformata in una quadrilogia con l’aggiunta de ‘Il figlio’, no? Invece anche ‘L’ombra dello scorpione’ è un testo che da troppo tempo vorrei leggere!
      Grazie ancora, ricambiata con grande interesse l’iscrizione 🙂
      Un salutone!

      • manutheartist 14 settembre 2013 a 13:50 #

        Grazie a te x la lunga risposta 🙂
        E scusa se ti rispondo solo ora!
        Allora i tre libri della serie sono in ordine: The Giver, Gathering blue e infine The son.
        Credo che questi tre capitoli chiudano nel modo più degno l’idea originale di questo mondo ‘distopico’.. Se anche tu, leggendo il secondo libro, ti sei ritrovato un po’ spaesato, perché credo ti stessi chiedendo “si, ma…e Jonas?” ti posso garantire che l’abilità narrativa della Lowry è a dir poco eccezionale, e con the so (in Italia appunto il figlio) il cerchio si chiuderà in maniera così naturale eppur mozzafiato…
        Ti auguro di leggerlo presto, perché è sublime 🙂
        A presto!

        • Andrea Magliano 15 settembre 2013 a 21:03 #

          Figurati, come vedi neanche io sono proprio tempestivo con le risposte 😉 Però sono confuso eheh perché ho finito di leggere ‘Gathering Blue’ e ho acquistato ‘Il messaggero’ che avevo capito essere il terzo libro della saga, che parlava del bambino Matt del secondo! Non vorrei leggere un libro che non c’entra o che magari è successivo! Però hai ragione sullo spiazzamento all’inizio di Gathering, soprattutto non solo per i protagonisti, ma anche per l’ambientazione così opposta a quella di Jonas. E infatti mi dicevo chissà se ci saranno dei punti in contatto, chissà che Jonas non appaia improvviso!
          Appena finisco la saga ti informerò e scambieremo i commenti se ti farà piacere 🙂
          A prestissimo!

        • manutheartist 16 settembre 2013 a 14:43 #

          Caro Andrea, tu hai ragione da vendere!!!
          Sono io che mi sono persa il Messaggero… tutto perché non l’ho notato per tempo in libreria!!!
          Di solito, mi documento e mi informo, ma questa volta, non volendo avere spoiler, ho semplicemente aspettato di vedere il ‘nuovo’ libro della Lowry…là su quel scaffale di quella libreria da cui faccio spesso ‘la spesa’…Evidentemente non ci sono stata abbastanza assiduamente…e questo il risultato 🙂
          Oggi da Wikipedia, da Ibs e da altre fonti, ho ricavato proprio che la trilogia inizialmente pensata era proprio quella di The Giver, Gathering Blue, The Messenger…
          In effetti, leggendo Il figlio, mi mancavano ‘dei pezzi’ abbastanza importanti, devo dire la verità…Ma non ci ho dato troppo peso, considerando il libro precedente…
          Che dire, buona lettura!
          Missà che domani corro in libreria ad ordinarlo!
          E grazie per il post…senza il quale non avrei approfondito e mi sarei persa un pezzo!
          a presto!

        • Andrea Magliano 16 settembre 2013 a 18:08 #

          Eh, grazie a te 🙂 Sono contento che almeno tu hai scoperto un nuovo libro di questa fantastica e soprattutto grazie perché mi hai fatto salire la curiosità di leggere proprio gli ultimi due libri a questo punto, che voglio vedere come va a finire!
          E poi, come ti dicevo, mi appresto allora a leggere ‘Il messaggero’ e freschi di lettura potremo commentarci l’un l’altro pensieri e opinioni 🙂
          A presto!

  8. candidonews 9 settembre 2013 a 19:14 #

    ” Ognuno è diverso ed è in questo che troviamo la nostra bellezza e la nostra dimensione.”

    La parte finale del tuo articolo racchiude il ‘senso della vita’. Diversi sono i colori, gli odori, le piante, le terre, gli animali, gli esseri umani. Diversità uguale ricchezza. Spesso però tale parola infonde paura. E dalla paura nascono tutte le azioni negative che la storia ci riporta fedelmente.

    Libro interessante Andrea, cercherò di procurarmelo.

    PS: Se mi lasci ti cancello è il titolo più brutto della storia delle traduzioni italiane. Non c’entra nulla con la pellicola delicata e gradevole di Michel Gondry, 😉

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:55 #

      Ciao Danilo, proprio vero che la varietà e la diversità sono sinonimo di ricchezza e uno dei più grandi pregi di oggi. Per quanto si punti sempre a uno spirito omologante appiattente. Se la paura è alla base di tanti gesti ingiustificabili e negativi, per ricollegarsi al libro, la cosa che fa ancora più paura è pensare come si sia cercato di cancellare questa variabilità in virtù di un intento (apparentemente) nobile quale quello di creare una società perfetta per sé e per i suoi cittadini. Insomma, per un motivo o per un altro si crea un circolo vizioso più che virtuoso!
      Per il film di Gondry mi trovi in totale accordo 🙂 Pensa che proprio l’articolo che avevo scritto su quel lungo esordiva criticando aspramente il titolo italiano degno del peggior Moccia! Maledetti traduttori 😉
      Un grande saluto!

      • candidonews 10 settembre 2013 a 21:15 #

        Pienamente d’accordo Andrea. La società perfetta non esiste, a questo punto grazie al cielo!

        Saluti! 🙂

        • Andrea Magliano 11 settembre 2013 a 10:09 #

          Mille grazie al cielo, sì, che così possiamo sempre migliorare 😉 Saluti a te 🙂

  9. marco 9 settembre 2013 a 22:23 #

    Complimenti per la recensione molto interessante! Le ultime parole tue sull’imperfezione poi sono qualcosa di sorprendentemente vero e rivelatore che viene da dirsi: ” ma come avevamo fatto a non pensarci prima?”

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 14:58 #

      Grazie mille Marco! Come al solito alcune verità, apparentemente banali, giungono come improvvise epifanie, ce le dimentichiamo o le diamo per scontate finché non ci vengono tolte. O ancora finché non ci troviamo dall’altra parte medaglia e ci accorgiamo che forse era meglio dove eravamo! Un saluto Marco 🙂

  10. nerodavideazzurro 10 settembre 2013 a 12:33 #

    Aggiunto alla mia wishlist (se “piglia” anche solo la metà di 1984 merita assolutamente).
    Poi ti fo sapere ;-).
    Salutone.

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 15:02 #

      Ciao Davide, spero allora di averti consigliato bene, è all’opposto di 1984 per società ed eppure l’ho trovato di grande impatto. Come dicevo a Ludmilla, sul tema di ‘The giver’ consiglio anche il film di Gary Ross ‘Pleasentville’, anche se la scena è spostata in un paese dell’immaginario televisivo anni ’50 🙂
      In ogni caso, aspetto con piacere le tue opinioni 🙂 Un grandissimo saluto!

      • nerodavideazzurro 10 settembre 2013 a 15:58 #

        Pleasantville l’ho visto più volte anch’io (che c’è pure Toby Maguire, quello de “Le regole della casa del sidro” e “Spiderman”, giusto?) e devo dire ch’è efficace rappresentazione di un certo strisciante (?) atteggiamento castratorio e frustrante tipico, in particolare, di certe società proibizioniste/bigotte.
        Perché va bene rispetto per il prossimo, ma “prossimo” siamo tutti, ognuno speciale e prezioso in quanto sé.
        A piccole dosi tutto è buono, no?
        Ciao ancora

        • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 16:06 #

          Proprio quello il film che intendevo! E il tipo di reazioni per l’appunto di castrazione e di prigionia. Lì c’è bigottismo, qui la ricerca di un bene supremo, ma in entrambi i casi l’annientamento dell’individuo per il bene di chi alla fin fine? Di chi esattamente? Proprio vero, ognuno è speciale, ognuno è prezioso e tutto è buono con misura. Gli estremismi non sono mai corretti, perché la verità è pur sempre nel mezzo 😉
          Nuovamente, un saluto a te 🙂

  11. ombreflessuose 10 settembre 2013 a 14:34 #

    Ciao, caro Andrea, se mi tolgono i ricordi, la mia identità vacilla
    Essere limitati in questa vita è per me un grande dono
    Sei bravissimo , sei sempre una bella sorpresa
    Abbraccio
    Mistral

    ps: scusami , mi è scappato solo il ciao, ma son contenta

    • Andrea Magliano 10 settembre 2013 a 15:05 #

      Ciao Mistral, non ti preoccupare per quel ciao scappato, sono contento perché ciò vuol dire un doppio ciao per me 😉 e poi con il tuo commento mi hai strappato un ulteriore sorriso! I ricordi sono troppo importanti, anche quelli più brutti o che più ci hanno fatto soffrire. Ci rendono ciò che siamo e ciò che saremo, ci ricordano di eventuali errori e di passi invece corretti! Insomma, non possiamo vivere senza memoria 🙂
      Ricambio con affetto l’abbraccio!
      Andrea

  12. samantagiambarresi 10 settembre 2013 a 14:59 #

    Che bella recensione 😀

  13. Nicola Losito 10 settembre 2013 a 17:27 #

    La tua recensione, ottima per altro, cade a fagiolo. Sono riuscito a trovare 1984 di Orwell e finalmente ho potuto leggerlo. Terribile il mondo da lui ipotizzato e parimenti tremendo quello descritto da Lois Lowry. Per brutto che sia (a volte) il nostro mondo reale, teniamocelo stretto e non lasciamoci affascinare da strane utopie.
    Nicola

    • Andrea Magliano 11 settembre 2013 a 10:12 #

      Ciao Nicola, grazie per il passaggio! Cadono proprio a fagiolo le nostre letture. Diametralmente opposte ed eppure sufficientemente tremende e da incubo le due società, sarà forse necessario convergere al centro di queste due finte perfezioni? Però è vero, mai lasciarsi ammaliare da conturbanti anomalie, l’imperfezione è la chiave della crescita e a volte della salvezza 🙂 Un saluto!

  14. stelioeffrena 2 ottobre 2013 a 17:18 #

    Abolire sentimenti, colori e impulsi sessuali… Quante analogie col politicamente corretto, eh? Grazie della recensione, lo leggerò!

    • Andrea Magliano 3 ottobre 2013 a 15:39 #

      Seriamente, molte analogie. Infatti era la cosa che più mi incuriosiva del libro. Per una volta non siamo di fronte a società opprimenti, ma davanti a un apparente paradiso… ne siamo proprio sicuri? Se lo leggerai, sarò curioso del tuo giudizio! Sempre un piacere Stelio 🙂

  15. Amor et Omnia 3 ottobre 2013 a 14:40 #

    Distopia e utopia sono visioni della realtà a cui da sempre cerchiamo di trovare equilibrio…., è la imprescindibile opposizione di antitetiche tendenze, nell’imperfezione possiamo guardare alla perfezione, e viceversa. L’imperfezione è follia, la perfezione è bellezza, eppure per via di imperfezione arriviamo alla parte folle di noi, la sola che consente di creare vera bellezza e quindi i mondi distopici sono necessarie prospettive inverse di quelli utopici,
    E così nell’amore… imperfetto per essere perfetto. da qualche parte nei post del mio blog c’è un riferimento a questo libro. un bacio…A

    • Andrea Magliano 4 ottobre 2013 a 10:57 #

      Ciao Antonia e scusa il ritardo delle risposte, ma ieri sono giunti un paio di contrattempi… Apprezzo molto questo commento e soprattutto lo condivido. Credo che alla fine la stessa nostra vita sia un precario equilibrio di forze contrapposte che ci spingono in direzioni tuttavia altre volte uguali. Che cosa è la perfezione? Non la possiamo conoscere senza sapere il volto dell’imperfezione e viceversa. O anche quando si dice che per accedere al paradiso bisogna prima passare per l’inferno. Tutto ci aiuta a plasmarci, a trovare il nostro equilibrio. La nostra dimensione e a guidarci sulla giusta strada! E nell’amore a trovare quel vero Amore.tanto sospirato. Ben felice di riscoprire quel post, curioso del riferimento 🙂 Un grazie di cuore, un forte abbraccio che ti auguri una splendida giornata 🙂
      Andrea

      • Amor et Omnia 4 ottobre 2013 a 11:35 #

        Andrea, buona giornata a te e non farti spaventare dai giorni bui.. hai una luce dentro lascia che illumini tutto. Ciao A.

  16. francesco barazza 31 agosto 2015 a 14:48 #

    Uno dei libri più belli che ho letto. E questa una delle recensioni (mi passi il termine?) migliori.

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