Still

27 Set

Breve premessa iniziale. Il seguente articolo non si riferisce a nessuna situazione nello specifico, ma nasce dal videoclip.

Per l’appuntamento settimanale del blog, vi presento Still, canzone del gruppo indie-pop britannico Daughter rilasciata per il debutto del loro primo album If you leave.

Sono passati quasi tre mesi da quando ho iniziato a scrivere questo articolo e, nonostante la lunga e faticosa attesa, non ho individuato un titolo opportuno. I nuovi post sono stati presentati con una sola parola e volevo mantenere questo stile. In origine avevo scelto Indifferenza, ma non mi piaceva perché volevo parlare anche delle distanze. Allora Distanze, ma pure questo termine era sempre troppo limitativo. Così, alla fine, ho optato per quel Still che incalza e si inietta sotto pelle, un ancora sofferto e sofferente difficile da sciogliere. Un ancora che per una volta non trasmette la felice voglia di proseguire o di un bis.

Questo post nasce idealmente come duale di Mi amerai ancora?, scritto per l’uscita di Young and beautiful di Lana Del Rey. Se lì c’era una sentita preghiera verso l’innamorato, qui siamo ipoteticamente oltre, al capolinea del rapporto. Riciclo però due affermazioni. Da una parte la totale bellezza della voce femminile, veicolo magnifico di vibrazioni e sfaccettature, capace di scuotere e coinvolgere.

Dall’altra l’amore verso il videoclip che bramo fosse mio. Perché preme i giusti tasti di questo pianoforte ormai non più accordato e impolverato. Parte da una situazione che dovrebbe essere bellissima, un po’ come quell’ancora, che per contraddizione trasforma invece in una prigione castrante. La casa e nella fattispecie la camera, ma ancor più in dettaglio il letto, sono i luoghi in cui dovremmo essere più sereni e in pace. Fortezze in cui poter levare le maschere e ripari che agogniamo anche solo per un semplice riposo. E poi la felicità di dividere tale ricchezza con qualcuno. Forse.

I’ll wrap up my bones / And leave them / Out of this home / Out on the road

La regia del videoclip è molto delicata. Non è un soggetto invadente, ma spia silenziosa i suoi protagonisti come se li guardasse dal buco di una serratura. Li osserva alle spalle, visualizzando i dettagli delle azioni. Li vede riflettersi negli specchi che tappezzano la stanza. Vede ombre sfuggenti e imprendibili. Come in Necrologio, la ragazza si spoglia dei vestiti e del trucco, resta corpo nudo e solo, mentre la sua immagine si scompone spezzando le pulsioni dell’anima in vetri rotti.

Two feet standing on a principle / Two hands longing for each others warmth / Cold smoke seeping out of colder throats

Still with feet touching / Still with eyes meeting / Still our hands match / Still with hearts beating

Lui è lì a pochi centimetri di distanza. Sono vicini, si possono sfiorare e toccare, sentire il respiro e il cuore dell’altro battere. Condividono il letto come due perfetti innamorati. Ed eppure adesso sono le persone più distanti. Sconosciuti, nulla di più. Lei cerca un abbraccio che trova nelle proprie mani seduta sul ciglio del letto. Sono creature indifese e intrappolate da una catena che li lega in una morsa senza fine di una relazione ormai finita.

E allora che cosa è la distanza? Non può essere esclusivamente ricondotta su un piano spaziale. Forse è qualcosa di mentale. La distanza fisica in un rapporto può trasformarsi in un ostacolo laddove si vuole viverla come un ostacolo. Due amanti, due ex amanti, condividono il letto e vivono come una coppia. Ma prevale la freddezza di un freddo respiro. Si cercano ed eppure non si trovano in uno spazio ristretto. Non riescono a incrociarsi. E nonostante tutto sono pur sempre lì, incapaci di chiudere o di capire.

L’ancora si trasforma in una lenta e agonizzante monotonia del corpo e dell’anima. E la distanza in senso diventa puramente un’illusione.

Siamo mutevoli. Tutto cambia in qualsiasi momento, compresi i sentimenti, senza che possiamo prevederne l’evolversi. Chissà cosa è successo alla coppia, ma non vedo amore, né c’è odio. C’è una distanza che si trasforma in sofferente indifferenza. E cosa c’è di peggio? L’odio o la rabbia sono pur sempre sentimenti. Opposti, negativi all’occorrenza, ma lasciano traccia di un volere l’altro. Non nascondono. Si odia qualcuno a cui si continua a pensare, la rabbia si prova verso qualcuno a cui tenevamo e/o che ci ha fatto male.

L’indifferenza è lo stato d’animo che sottende la chiusura, che impone il disinteresse verso il prossimo. È la negazione del sentimento, bello o brutto, attuale o definitivamente per sempre. I due soffrono, sì, ma soffrono per che cosa? Si cercano e non si trovano mai, lei è titubante nel mettere piede in casa, lui nell’aspettarla sveglio. Anime che si specchiavano e che ora sono fredde. E arriva la fine.

Nello spegnere la luce. Nello svanire della televisione. Nel silenzio assordante di una notte. Di due spiriti che sono lì, erranti in direzioni non intersecabili. E quando l’ultima fiamma si spegne…

… Darkness falling, leaves nowhere to go.

©®aMe
Andrea Magliano

Per relazione intendo un qualunque rapporto familiare, di amicizia o come in questo caso di amore, a cui applicare i concetti di distanza e indifferenza.

Tre mesi per scrivere questo articolo e ancora insoddisfatto del risultato.

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36 Risposte to “Still”

  1. nerodavideazzurro 27 settembre 2013 a 13:30 #

    Ciao Andrea.
    Ammetto che da ignorante mi riuscirebbe ben difficile analizzare gli elementi del video così come hai fatto tu e magari impiegherei anche più tempo (se mi sostenesse una ferrea volontà a riguardo) e non sarebbe mica detto che coglierei tutto.
    Sulle distanze concordo ci sian fattori molteplici e molto spesso contraddittori che variano da storia a storia oltre che da essere umano ad essere umano, un caleidoscopio.
    Ecco, questa chiosa l’ho apprezzata moltissimo, perché anche non l’essere del tutto soddisfatti del proprio operato è da vedere in positivo come molla ulteriore per i prossimi, non credi? Ed eppure (mi piace questo rafforzativo seppur vagamente pleonastico) saremo ancora a tentare e cercare.
    Un abbraccio amichevole e ottima giornata 🙂

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:55 #

      Ciao Davide,
      mi sopravvaluti ché anche io sono molto ignorante in tante cose e sono certo che anche tu riusciresti a scriverne in modo migliore e magari proprio evidenziando qualcosa che io non ho visto o dato per scontato. Diciamo che provo a vivere sulla mia pelle quella storia, come una sorta di attore silente che cerca di calarsi in ogni ruolo possibile 🙂
      E’ vero dipende sempre da storia a storia e da ogni individuo, insomma dal contesto (come avrebbe ribadito una mia vecchia insegnante eheh), alla fine è sempre tutto estremamente relativo. Ma qui mi straziava proprio questa freddezza glaciale pur chissà cosa si nasconde dietro!
      Grazie anche per comprendere la mia perenne insoddisfazione. Come modello c’è Kubrick, colui che di fronte al 99esimo ciak lamentava ancora l’imperfezione e la possibilità di migliorare, sempre e comunque 🙂
      Ricambio con grande affetto il tuo abbraccio e ti auguro di passare splendide giornate 🙂

  2. Amor et Omnia 27 settembre 2013 a 14:25 #

    Bellissima fotografia e lettura, attenta, fatta con la penna della pelle e l’intelligenza del cuore. Lettura aperta.
    Nulla si può aggiungere è tutto lì, nella sua assoluta compiutezza. Mi vien da dire solo una cosa “alcune distanze sono assolutamente necessarie, perché il dolore lo è”… ogni vuoto crea spazio al pieno. baci A.

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:46 #

      🙂 Carissima Antonia lasci sempre un mucchio di complimenti e soprattutto belle e importanti riflessioni. Ci sono distanze forzate dal corso degli eventi, soprattutto se il dolore si fa troppo grande e inevitabile da sopportare. Siamo pur sempre esseri umani con dei limiti. Ma la tua chiusura, ‘ogni vuoto crea spazio al pieno’, è quanto di più vero! Dietro il dolore della perdita e della distanza, dimentichiamo spesso che quel posto può (anche se non sempre) un domani essere rioccupato 🙂 Grazie mille, baci e abbracci 🙂
      Andrea

      • Amor et Omnia 30 settembre 2013 a 08:50 #

        Ciao Andrea, la bella scrittura va apprezzata così come le anime sensibili. Dopo aver commentato qui ho pensato che questa riflessione sul vuoto che crea altro spazio meritasse un post ad hoc, e mi è venuta la canzone di Mimì, forse non tra le più conosciute, ma che a mio avviso ne interpreta l’emozione. grazie, un abbraccio A.

        • Andrea Magliano 2 ottobre 2013 a 10:24 #

          Come sempre, correrò a leggere il post e ad ascoltare la canzone che effettivamente non conoscevo e sarò ben felice di leggere le tue riflessioni su questo argomento 🙂 Grazie a te A., ricambio con affetto l’abbraccio e a prestissimo 😉

        • Amor et Omnia 2 ottobre 2013 a 10:38 #

          sei sempre il benvenuto Andrea, 🙂

        • Andrea Magliano 2 ottobre 2013 a 12:20 #

          🙂

  3. Nicola Losito 27 settembre 2013 a 20:06 #

    D’indifferenza si può morire, diceva qualcuno. Non c’è peggior cosa di un sentimento di questo genere fra due (o più) persone che un tempo si sono frequentate e, forse, amate.
    Nicola

    • tramedipensieri 27 settembre 2013 a 22:24 #

      Nicola mi ha preceduto: volevo scrivere lo stesso pensiero e lui lo ha scritto al meglio.

      Il video è terribilmente bello.

      ciao
      .marta

      • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:37 #

        Ciao .marta, ho risposto al commento di Nicola condividendo proprio il suo pensiero, perché l’indifferenza è qualcosa di totalmente sofferente e trasmette questa sensazione glaciale. Sono contento che ti sia piaciuto il video! Non se ti ricordi che qualche mese fa ti avevo passato una cover di ‘Get lucky’ fatta proprio da questo gruppo musicale 🙂
        Splendida giornata a te, .marta 🙂

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:33 #

      Ciao Nicola, condivido il tuo pensiero. Soprattutto tra due persone che si sono amate o anche solo volute bene. L’indifferenza è per me qualcosa di intollerabile e si è una malattia o una sensazione totalmente glaciale. Un saluto!
      Andrea

  4. LuceOmbrA 28 settembre 2013 a 08:36 #

    Non so se ci siano parole che bastino per dire lo strazio di essere in due ed essere da soli…Questo video è molto bello, molto delicato, molto struggente…

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:31 #

      Forse è per questo che non sono contento del post che ho scritto, non trovavo proprio le parole adatte per questa situazione straziante. Contento però che il video ti sia piaciuto 🙂 Un saluto! 🙂

  5. ludmillarte 28 settembre 2013 a 11:39 #

    e quando mai sei soddisfatto del risultato?! 😉 trovo invece che il post faccia riflettere e trovare quasi assurda una vicinanza fisica minima in contemporanea ad una distanza mentale massima. come è vero che accade il contrario: ci si sente mentalmente vicini anche se ci si trova fisicamente a migliaia di chilometri di distanza. guardando il videoclip ho pensato che lei fosse mentalmente vicina ad un altro uomo e che non volesse trovarsi fisicamente in quella camera divenuta prigione e mi è parso anche che il compagno avesse chiara negli occhi questa percezione o certezza. ho anche pensato però che magari lei avrebbe voluto esser perdonata. difficile in certe situazioni scegliere quando e se accorciare le distanze o addirittura allontanarsi del tutto.
    bravo Andrea,come sempre 🙂 buon week!

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:29 #

      Eheh Lud, come dicevo in un altro commento, ‘insoddisfatto’ è il mio secondo nome! 😉 Grazie per questo commento, pensa che dopo averlo pubblicato tempo un’ora ero lì per lì dal cancellarlo e se ti ricordi ti parlavo di questa canzone già via mail qualche settimana fa!
      Il senso del video è quello, distanza/vicinanza fisica e mentale, ispirato anche da alcuni commenti in cui dicevamo che blogger, amici virtuali chissà dove, sono più ‘vicini’ di gente fisica che incontriamo per strada. Il video mi colpiva per questa atmosfera così fredda, mi immagino tipo della neve in questa stanza. E la scena finale con entrambi con lo sguardo aperto a sentire la presenza dell’altro, ma così distaccati, mi provoca sempre un grande magone.
      Ho pensato poi alla tua interpretazione del video ed effettivamente non ci avevo pensato. L’ho riguardato con attenzione immaginando questa nuova storia in background. A me veniva in mente due che lavorano e lei ritarda il più possibile il rientro proprio per non dover passare del tempo con lui e liberarsi da questa situazione.
      Un carissimo saluto a te Lud, buon fine mmm domenica e inizio settimana 🙂

  6. francissius 28 settembre 2013 a 16:00 #

    si appunto! sempre insoddisfatto del risultato sei!! e’ una nozione che mi è rimasta impressa. l’indifferenza fa riflettere molto verso una persona, il disinteresse come hai scritto tu! La distanza può far durare il rapporto perchè modifica la percezione dell’altro. La vicinanza può diventare una cosa quotidianamente noiosa. Ma la prima è sempre un impedimento per qualche evoluzione delle relazioni, forse! Riesci sempre a cogliere molto delle storie celate nei video, o comunque nelle storie piccole o grandi che vedi. E’ davvero una grande abilità, perchè molti ne sono privi 😀

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 16:16 #

      Ma caro Sir Francissius lei dovrebbe sapere che ‘insoddisfatto’ è il mio secondo nome eheh 😉 L’indifferenza è una brutta bestia, l’ultimo stadio dei rapporti a cui spero sempre di non dover giungere perché gli indifferenti scompaiono e si volatilizzano!
      Per quanto riguarda la distanza, beh, la troppa vicinanza può provocare noia se non scossa ogni tanto da qualche novità e curiosa sorpresa. Ma la distanza fisica io non la vedo necessariamente come un impedimento. Sì è un ostacolo al rapporto, ma come altri ostacoli si può superare e credo che la distanza possa dare nuove opportunità di evoluzione. Insomma, se qualcosa merita, non ci sono ma che tengano! 🙂
      Ti ringrazio come al solito, troppi complimenti, mi fanno gongolare rosso di imbarazzo, cerco di vivere quelle storie e di immaginarle, ci proviamo insomma 🙂 Abbraccio!

  7. ombreflessuose 28 settembre 2013 a 16:48 #

    Ciao, Andrea, buon weekend
    Mistral

    ps : sto provando ancora

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 15:26 #

      E rispondo anche qua lo stesso, augurandoti ormai una bellissima domenica e mi porto avanti un buon inizio settimana 🙂
      Andrea

  8. ombreflessuose 28 settembre 2013 a 16:59 #

    Il commento mio, sopra, ha un significato ben preciso: dopo altri commenti miei non visibili, sono riuscita a postare ( e non capisco dove sono andati a finire gli altri)
    Comunque, sia lo scritto che il video sono notevoli
    La visione di due corpi vicini ma lontani dalla loro attuale realtà, è in assoluto la sconfitta dell’amore. L’ indifferenza è l’unica che vive e vince
    Grazie, il tuo novellare appaga sempre
    Un abbraccione
    Mistral

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 15:25 #

      Ciao Mistral, riesco a leggere i commenti e uffa, mi spiace per i problemi che ci sono stati e il fastidio provocato da WordPress, chissà cosa è successo 😦
      Sempre gentile per i complimenti che fai e come sempre in accordo con te. In amore, e in generale nella vita, preferisco piuttosto odiare che provare indifferenza. E l’indifferenza è il peggior nemico delle relazioni.
      Un caloroso abbraccio dolce Mistral 🙂
      Andrea

  9. afinebinario 28 settembre 2013 a 19:23 #

    Hai reso benissimo, coinvolgendo attraverso le parole, l’emozione che suscita questo videoclip. Fino alla sua fine.
    Sei stato molto bravo Andrea, complimenti. 😉
    Buon fine settimana, un abbraccio
    AFB

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 14:56 #

      Ciao AFB, grazie mille per questi complimenti! E pensare che è stata una vera sofferenza questo articolo, allora non è proprio tutto da buttare! eheh 🙂
      Una splendida domenica (spero con un sole iper raggiante!) 🙂
      Andrea

  10. marco 28 settembre 2013 a 22:30 #

    Del post mi ha colpito la riflessione sulla distanza: essa è prima di tutto mentale, il corpo è solo un veicolo, la distanza si percepisce prima ancora dalla parola

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 14:50 #

      Ciao Marco, personalmente ho questa visione:la distanza sembra quasi un costrutto della testa. Ci troviamo a volte meglio con sconosciuti o gente che più è opposta a noi, spesso non con quelle stesse persone con cui condividiamo una stanza o una vicinanza fisica. Poi indubbi il corpo ha anche le sue esigenze, ma volere è potere e le soluzioni si trovano 🙂

      • marco 1 ottobre 2013 a 09:03 #

        E’ la stessa identica cosa che penso anche io, basti pensare al rapporto con i genitori, oppure agli stessi relazioni d’amore, quando diventano troppo “stretti”. La distanza è un costrutto della testa è vero, ed è comunque un pregio quello di sapere aprirsi anche agli sconosciuti, diventa una condanna quando ti fa vivere male quei rapporti stretti che comunque valgono. Però ti rimando alla tua bellissima iscrizione sotto la foto, in cui personalmente mi ritrovo: “non c’è niente da fare…”

        • Andrea Magliano 2 ottobre 2013 a 10:27 #

          Eheh bella citazione, oserei dire, che mi spiazza alquanto! Purtroppo credo come in qualsiasi cosa, che ci vuole predisposizione e tanta pazienza. Distanza/vicinanza/apertura hanno tutti i loro pregi e i loro difetti, il vivere male il rapporto può derivare da tanti fattori, può partire da noi quanto dall’altro soggetto o da ulteriori variabili. Oscilliamo da un essere qui presenti a un essere là lontani…

  11. bcarenini 29 settembre 2013 a 15:23 #

    La distanza divide inconsciamente da ciò che desideriamo : un luogo, un oggetto, un affetto, un’amicizia o un amore. Siamo noi a crearla quando qualcosa di tutto ciò non interessa o lo è apparentemente, quando così non è, non la percepiamo ed è pura indifferenza, cioè colei che rende la distanza reale, viva e tangibile in qualunque contesto assimilabile. L’altra, quella intangibile, vive solo nella nostra mente . Grazie Andrea, il video e la musica toccano e fanno riflettere su momenti di personale vita quotidiana. Buona domenica Bruno.

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 17:24 #

      Grazie Bruno per essere passato e per aver lasciato quest’interessante commento 🙂 Pensandoci effettivamente io sono convinto che se qualcosa lo si vuole/desidera seriamente/ardentemente, la distanza è pur sempre un ostacolo che deve far crescere questo desiderio e come molti ostacoli è abbattibile. Per l’appunto diventa più frutto della nostra testa, un po’ come paure e angosce, spesso anche prive di fondamento. Sono contento che il video vi sia piaciuto, per me è stato un colpo di fulmine, e come molta musica mi ha aiutato a ragionare un po’ e volevo condividerlo 🙂 Anche a te una splendida domenica e visto che ormai siamo verso la fine di questo weekend un felice inizio di settimana 🙂
      Andrea

  12. manutheartist 29 settembre 2013 a 17:02 #

    Sei così bravo, un vero artigiano delle parole. Complimenti davvero per questa tua capacità così analitica e allo stesso tempo emozionale, non è da tutti davvero 🙂

    Siccome questo blog mi piace davvero molto, ti ho nominato! Spero ti faccia piacere 🙂
    Buon Versatile Award Blogger a te 😀
    http://manutheartist.wordpress.com/2013/09/29/versatile-blogger-award/

    • Andrea Magliano 29 settembre 2013 a 17:42 #

      Se mi fa piacere? Certo che sì 🙂 E anzi sono persino un po’ in imbarazzo di fronte a così tanti complimenti, che non so proprio cosa dire! Soprattutto quando arrivano da un’artista così brava come te 🙂
      Grazie mille!!!!! Ecco ora per colpa tua ho un sorriso gigantesco sulla faccia 😉 Un abbraccio!

      • manutheartist 29 settembre 2013 a 19:49 #

        :O Così non vale, adesso esageri! Eh… magari fossi un’artista…vivrei di questo!
        Ma per ora mi accontento di esistere come alter ego…mi fa molto piacere ricevere i tuoi complimenti sentiti!
        Di nuovo, buona domenica

  13. stelioeffrena 2 ottobre 2013 a 17:08 #

    Bellissima… All’inizio mi pareva di sentire quasi la voce di Björk Guðmundsdóttir, ahah! Buone riflessioni, grazie davvero!

    • Andrea Magliano 3 ottobre 2013 a 15:16 #

      Grazie di nuovo Stelio! Però sappi che ora per colpa tua sto cercando di pronunciare il cognome di Björk eheh Contento ti sia piaciuta 🙂

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