Il quinto giorno

11 Feb

Per quanto sembri assurdo, l’uomo conosce più l’universo che il suo stesso pianeta.

Ancora oggi ignoriamo molte specie viventi, passate e presenti, ed esistono luoghi inesplorati o avvolti nel mistero. Per esempio sappiamo ben poco dei fondali marini e in generale degli oceani che ricoprono i due terzi del pianeta. La fossa delle Marianne, il punto più profondo con i suoi circa 11mila metri, è stata raggiunta da solo tre persone, tra cui James Cameron, il regista di Titanic e Avatar, nel 2012.

Assodando l’idea dell’evoluzione, gli scienziati stimano che oltre il 90% delle specie viventi mai apparse sul pianeta risulti estinto e l’uomo, membro del regno animale, è solo uno dei moltissimi possibili rami evolutivi. Si dà per scontato che la vita provenga dal mare, ma ancora non si conoscono le sue origini.

Tra le pseudoscienze si annovera la criptozoologia, lo studio di animali sconosciuti o ritenuti teoricamente estinti, ma di cui si hanno prove circostanziali. Capita che alcuni di quei mostri si rivelino reali come il calamaro gigante. Il mare con  i suoi misteri fornisce molto materiale. Lo sapete che nel 1997 fu captato un rumore nelle profondità del Pacifico, il Bloop (qui), e si pensa sia riconducibile o al distacco dei ghiacciai in Antartide o a una creatura gigantesca non ancora scoperta? O conoscete i globster, enormi masse gelatinose organiche spiaggiatesi, derivanti spesso da carcasse di balena in decomposizione e altre volte dall’origine ignota?

Nel 1979, l’inglese James Lovelock formula la teoria di Gaia, l’altro nome con cui è chiamato il nostro pianeta. Secondo tale ipotesi, il mondo è immaginabile al pari di un essere vivente che vive e si evolve in simbiosi alle altre specie che lo abitano in un delicato equilibrio.

Queste sono alcune delle premesse che portano Frank Schätzing alla pubblicazione nel 2004 di Der Schwarm (letterale Lo sciame), edito in Italia da TEA con il titolo Il quinto giorno.

Il quinto giorno

Copertina essenziale con quello che sembra un iride blu che spia il lettore, è un thriller ecologista fantascientifico degli oceani. Partendo dallo stato dell’arte della scienza, l’autore prova a rispondere ad alcuni di quei misteri imbastendo una storia in cui ogni elemento è plausibile grazie alla collaborazione di tecnici e teorici nella stesura. Il risultato è un racconto ben distante dalle solite americanate, capace di toccare nelle oltre 1.000 pagine numerosi temi dall’ecologismo alla filosofia, dall’economia alla politica e persino la religione.

Secondo la Bibbia in quel quinto giorno Dio creò gli oceani e le creature marine.

Il primo evento è datato 14 gennaio. Al largo del Perù un giovane pescatore esulta dopo settimane di magra per l’abbondanza di pesci. D’un tratto il banco rompe la rete e rovescia la piccola imbarcazione. Nel tentativo di riemergere, i pesci si compattano come fossero una cosa sola impedendo la risalita.

A marzo l’azienda energetica norvegese Statoil scopre che lo zoccolo continentale, ricco di giacimenti di idrati di metano, è invaso da milioni di vermi sconosciuti intenti a scavare nel terreno. Nessuno sa il motivo, né da dove arrivano, ma la loro azione nel lungo periodo potrebbe causare un cataclisma.

Vancouver Island, nota per l’attività di whale watching, è sconvolta dal comportamento anomalo dei cetacei. I giganti buoni prima scompaiono, poi attaccano le imbarcazioni in quelle che paiono azioni di gruppo coordinate.

Nel giro di qualche giorno le anomalie si estendono globalmente. Gli attacchi si fanno sempre più violenti e rapidi, portando alla morte di centinaia di milioni di persone. C’è un altro elemento comune: una strana bioluminescenza blu. Gli stati creano un comitato anticrisi al cui vertice si pongono gli USA, con il vero obiettivo di aumentare la loro influenza politica. Chi è il vero nemico in questo scenario?

Nonostante la dimensione del libro e la presenza di molte, ma necessarie, spiegazioni scientifiche, facilmente raccontate per un pubblico generico, Il quinto giorno diventa un bestseller mondiale. Con un ritmo serrato, l’autore incolla il suo lettore in una storia realistica che non ha confini geografici e i cui eventi avvengono in un anno non specificato del nostro tempo.

Snocciolando notizie reali di attualità, evidenzia come l’uomo si sia convinto, anche grazie alle religioni occidentali, di essere re del pianeta, pur trattandosi di un mero ospite del progetto evoluzionistico. Responsabile dell’inquinamento delle acque, si macchia dell’estinzione di interi ecosistemi grazie a tecnologie o allo sfruttamento intensivo delle risorse marine. In questo contesto non esistono paesi virtuosi.

Si critica la natura litigiosa dell’uomo in cui l’unità di specie è subordinata all’interesse politico-economico. Mentre tutti sono vittime, la CIA sostiene l’idea che si tratti di un attacco terroristico arabo ignorando la scala globale del dramma. Gli USA intervengono con lo scopo di sterminare il nemico e di rafforzare il predominio, particolare che avrà un triste risvolto nell’epilogo.

A fronte di tale spirito, si può osservare la natura non-artificiale che opera coordinata per il perseguimento di un obiettivo condiviso. Esiste un cervello dietro, forse una forma ben più intelligente dell’uomo presuntuoso, che gli ricorda il suo non essere all’apice della catena. Ma questo cervello non è per forza migliore di noi essendo disposto a lanciare animali kamikaze nel suo piano. Né è esattamente ciò che molti si aspetterebbero.

L’artificio umano è precario. Schätzing ricorda come l’uomo abbia necessità dell’acqua per vivere. Da sempre la civiltà si è sviluppata in prossimità dell’acqua, ma ancora oggi i trasporti delle risorse materiali avviene tramite mare. La nostra sopravvivenza dipende dalla corrente del Golfo, che impedisce la nuova era glaciale. Ma in generale è Gaia che sopravvive grazie a un delicato equilibrio e noi con essa. E il punto di non ritorno è già stato superato.

Mi piacerebbe condividere con voi l’epilogo che infligge il colpo più pesante di tutti, sconsigliato a chi vuole leggere il libro. SPOILER Gli attacchi sono causati da una specie sconosciuta, gli yrr, esseri unicellulari strutturati in una società complessa presente fin dalla Pangea. La forma di vita più semplice si rivela la più evoluta ed efficiente. Rispetto agli uomini sono capaci di memorizzare la storia nel loro DNA. Mentre gli USA cercano un veleno per sterminarli (ma che ruolo hanno realmente nell’ecosistema? Quanti e dove sono?), un gruppo di scienziati trova un inganno per far cessare gli attacchi. È però una vittoria di Pirro. La fiducia verso l’America crolla definitivamente e gli stati iniziano guerre reciproche per appropriarsi delle risorse. Segue inoltre il crollo delle religioni occidentali a vantaggio di quelle orientali e dell’animismo. Se è difficile accettare l’esistenza di altre forme di vita intelligenti, decadono i testi sacri che nell’uomo vedono erroneamente il disegno divino e il compito di governare il pianeta. Che senso ha la vita e qual è il nostro ruolo? Siamo forse un errore del destino? E la pace con gli yrr per quanto durerà e chi avrà la meglio? FINE SPOILER.

Sottolineando la fragilità della nostra natura, la storia è possibile scientificamente e ciò ne aumenta il terrore. Siamo davvero noi i padroni ultimi della vita?

Non guarderete più il mare con gli stessi occhi.

©®aMe
Andrea Magliano

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51 Risposte to “Il quinto giorno”

  1. emanuele 11 febbraio 2014 a 20:34 #

    letto. complimenti per la recensione.
    gran bel libro. l’ho apprezzato davvero moltissimo. ricordo ancora la colonna sonora di quei giorni di lettura: Viva la Vida or Death and All His Friends dei Coldplay. lo ascoltavo a ripetizione, ancora adesso alcune canzoni mi rimandano a passi del libro.

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 13:00 #

      Grazie mille! All’inizio ero spaventato dalla dimensione del libro, ma l’ho letteralmente divorato e lo rinizierei nuovamente più che volentieri! Interessante la scelta musicale, anche se in verità non sono un grande fan dei Coldplay!

      • emanuele 14 febbraio 2014 a 16:13 #

        sarà che erano usciti da poco… e quindi ho scelto loro. molto spesso ascolto un solo album mentre leggo un libro. 🙂

        • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 16:51 #

          Ma ti dirò, è una di quelle band che non mi fanno impazzire, una sorta di antipatia a pelle eheh Invece faccio come te, ma per periodi. Ad ogni periodo ha la sua colonna sonora, per i libri immagino un ipotetico score di qualche compositore cinematografico 🙂

        • emanuele 14 febbraio 2014 a 16:53 #

          ci sono le antipatie a pelle 🙂
          io vado random. ma tutto dipende molto da come è il mio umore. 🙂

        • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 17:08 #

          Più che altro si lasciano ascoltare (mi piacciono The scientist e Fix you), ma mi sembrano un po’ monotoni. Ma considera che sono un profano della musica, vado più a sensazioni e come te a umore! 🙂

  2. Sonia Esse 11 febbraio 2014 a 21:36 #

    Anche io ti faccio i complimenti per l’analisi, bravo.
    Questo è uno dei libri che ho più visceralmente letto, arrivavo addirittura a leggerlo camminando!!
    http://solo1altrariga.wordpress.com/category/autori-autrici/frank-schatzing/

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 13:02 #

      Grazie mille e corro a vedere anche le tue di opinioni 🙂
      Ti capisco, io che sono una lumaca a leggere ho impiegato 8 giorni, autosconvolgendomi eheh Facevo le 3 del mattino e mi imponevo di andare a letto prima di collassare! Ora ho ordinato il saggio ‘Il mondo d’acqua’, non vedo l’ora 🙂

      • Sonia Esse 14 febbraio 2014 a 13:13 #

        Ho letto anche quello!
        Ma non sono riuscita a prendere altri suoi libri in mano perchè erano altri temi.
        Spero ti piaccia da me 🙂
        besos!

        • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 13:45 #

          Stessa tua situazione e poi va detto che sono letture che richiedono molto tempo visto la lunghezza! Ho dato per ora una rapida occhiata, sembra molto interessante e ben articolato 🙂
          Ciao 🙂

  3. francissius 11 febbraio 2014 a 21:40 #

    Argomento interessantissimo!!! Chi siamo noi per definirci i “proprietari” della Terra? Come se l’avessimo creata noi, o timbrato con un gigantesco ©\™ ogni parte vivibile e non.
    Ho chuso gli occhi alla parola spoiler perché spero do leggere questo libro. Gran bell’articolone – recensione nel quale sviluppa sia trama corale che nozioni scientifiche non pertinenti alla storia. Che voglia di visitare gli abissi!!!

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 13:18 #

      La presunzione umana non ha limiti. Ed eppure non siamo né la specie più diffusa (ci battono per esempio gli insetti) né la più forte (i batteri sopravvivono pressapoco ovunque). A me piace e intimorisce questo profondo e delicato equilibrio su cui si poggia la natura e la vita stessa.Questo libro riesce a evidenziarlo in modo tangibile.
      Mi spiace per lo spoiler 😦 Maledetto WordPress che non prevede l’inserimento di elementi a scomparsa >.< Spero di non averti rovinato la sorpresa! Non so se riuscirei ad accompagnarti nel viaggio negli abissi, ma voglio esplorarli anch'io!!! Chissà cosa ci nascondono ancora 🙂

  4. marco 11 febbraio 2014 a 22:15 #

    Bellissima recensione! Mi piacciono molto i temi che hai toccato, è vero che tutto ciò che ha dei presupposti scientifici certi talvolta può creare ancora più angoscia nell’uomo, talvolta è l’incontrario, e mi sembra che l’autore non dia una visione moralizzante e giudicante, lasciando libere interpretazioni per ognuno dei temi delicatissimi ed affascinanti che ha toccato.

    • marco 11 febbraio 2014 a 22:18 #

      Ps Ho ascoltato il Bloop, inquietante! Mi piacciono un sacco questi aneddoti ;:)

      • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 13:32 #

        Dobbiamo parlare più spesso di misteri pseudoscientifici eheh E come promesso, ho un altro suono misterioso da farti sentire, questa volta però arriva dalle profondità dello spazio, precisamente da… Saturno!

        Che ne pensi? 😉

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 13:29 #

      Grazie! Un libro molto illuminante per certi aspetti 🙂 Ho dato un taglio più sui fatti piuttosto che sui personaggi perché lì il libro maggiormente si concentra. Diciamo che la morale è “Attento uomo: smettila di inquinare e di crederti il padrone di tutto. Vivi, ma in armonia con ciò che ti circonda”. Detto questo non dice che tutto è marcio; del resto in natura esiste la simbiosi e anche la religione per esempio non è sconfitta a priori, ma solo ridefinita.
      Il brivido vero è stato proprio il rimarcare come gli eventi sono sì un’ipotetico scenario, ma comunque realizzabile. E come tutto è così precario…

  5. Eric Tonningsen 11 febbraio 2014 a 22:37 #

    We, in great abundance, are a small part of the universe of sentient beings. On our planet alone, there is immense existence beyond just we humans. As for our natural resources, especially water, we waste and eventually, we will regret.

    • Andrea Magliano 19 febbraio 2014 a 14:33 #

      Dear Eric, first of all, I’m sorry not to answer last week. I thought I did but I was wrong, so please forgive my rudeness. About your comment, I agree with you. I think universe is too big for a unique inhabited planet and at the same time our planet is too big only for humans. We often forget it and we put ourselves on the throne. I hope people’s mind will change.

  6. nerodavideazzurro 11 febbraio 2014 a 23:24 #

    Sai, a me a volte pare la scienza un
    surrogato di religione nella misura in cui spesso ci dà (o pretende di darci) la percezione di ciò che ci circonda per la prima volta insieme alla spiegazione. Almeno secondo me.

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 16:57 #

      Quando andavo a scuola avevo la tua stessa opinione della scienza, qualcosa che volesse spiegare a tutti i costi tutto anche sbagliando. Poi, per alcuni aspetti, ho iniziato a percepirla in maniera diversa o meglio l’ho ibridata con la spiritualità e le pseudoscienze (non alla Voyager e Mistero però eheh). Nella natura/vita riconosco per esempio qualcosa di magico e di indecifrabile e contestualmente il paradigma scientifico della catena.
      Non so se riesco a rendere l’idea 🙂

  7. stelioeffrena 12 febbraio 2014 a 01:01 #

    Ehi, davvero interessantissimo! Non sono seguace delle teorie su “Gaia”, ma questo genere di romanzi lo trovo coinvolgente. Grazie della recensione! Ciao 😉

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 17:00 #

      Altamente consigliato! Io sono una lumaca a leggere ed eppure ho letteralmente divorate le 1.030 pagine in una settimana e dopo un mese ci penso ancora. Spero non ti deluda se lo leggerai! Ciao Stelio 🙂

      • stelioeffrena 20 febbraio 2014 a 21:01 #

        Leggere veloce o lentamente… L’importante è leggere 😀 Un salutissimo anche a te!

        • Andrea Magliano 23 febbraio 2014 a 22:33 #

          Su questo hai ragione 🙂 buon inizio di settimana Stelio!

  8. sherazade 12 febbraio 2014 a 14:14 #

    sai che ti dico? intanto mi è venuta voglia di riveder Avatar che è per uno dei film più emozionanti dopo Blade runner (guai a chi mi tocca quell’Harrison Ford 😉 e poi cerchero prestaMENTE questo libro e ti saprò dire.

    sheragraziedavveroàbientot(GaianomisadiCasaleggioblahhhh

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 17:05 #

      Blade Runner, con la mitica interpretazione di Ford, è un capolavoro! Avatar diciamo che si lascia guardare, che è ben fatto, ma sulla trama…. sembra di assistere a un incrocio tra Pocahontas in blu e un documentario (so che dopo questa non mi rivolgerai più la parola eheh). Di Cameron ti consiglio ‘The Abyss’ se non lo conosci, anche se una fantascienza di tutt’altro tipo 🙂 Aspetto notizie sul libro allora!

      ciaosheranonodiarmiperAvatar!!!!

      • sherazade 14 febbraio 2014 a 18:07 #

        NUlla per me supererà mai Blade runner ma in Avater mi piace il mescolamento con il cartone. Mi è piaciuta la mescolanza dei colori lividi.
        Ottimo il richiamo a Pocahontas di cui mia madre mi regalò illo tempore il libro prima ancora che uscisse il cartone.
        Abyss sì ma…che mi dici allora di Matrix? una bella miscela di mitologia e di science fiction.

        sheramachesifàdipiùasanvalentinochenonsifarebbedomani 😉

        • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 19:13 #

          Di Matrix ho apprezzato tantissimo i temi filosofici e il futuro immaginato, per quanto si tratti sempre di visioni piuttosto cupe.
          Di Avatar, tra l’altro, mi sono dimenticato di dirti che nel secondo capitolo pare Cameron inserirà alcune ‘sensazioni’ riguardanti proprio la sua discesa nella Fossa delle Marianne. Mentre, più fuori tema, si sta costruendo una land nel parco Animal Kingdom, Walt Disney World a Orlando 🙂

          sherasheraaltrosanvalentinoconamici,maalmenoincompagniaeheh 🙂

        • sherazade 14 febbraio 2014 a 19:28 #

          se ti aiuta mio figlio di una sua amica ‘riaccasatasi’ in pochi mesi (lui solo) ha detto ‘gLa gente NON sa stare sola.’
          sherabuonacenainallegriaquestobastailrestodevessereilmeglio

        • sherazade 14 febbraio 2014 a 19:30 #

          ps quando firmi devi agganciare le vocalinon raddoppiare:
          sherasheraltrosanvalentinocongliamicimalmenoincompagniahahah

          sher

        • Andrea Magliano 15 febbraio 2014 a 12:53 #

          Meglio soli che male accompagnati e se ben accompagnati meglio stare con le persone giuste 😉

          pardonsheraseguolaregolaenonfaròlostessoerrorebuonweekend

  9. ludmillarte 12 febbraio 2014 a 18:34 #

    eeh l’equilibrio…ricordi? è sempre ‘lui’! ho letto tutto tutto, anche lo spoiler intanto prima che riuscirò a leggere il libro, mi sarò già dimenticata! 😉 il pensiero degli abissi mi ha sempre inquietata (al contrario di Francissius) ed il mare preferisco guardarlo alla dovuta distanza e senza avventurarmi nè troppo a largo, nè troppo a fondo. bella recensione che pone interrogativi per i quali, come hai scritto tu, il punto di non ritorno, ahinoi, è già stato superato (non per questo bisogna proseguire allo stesso modo). ciao Andrea, buona serata 🙂

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 17:15 #

      Nel libro si dice che chi ama il mare, ne ha un profondo timore. Ecco quella è la mia sensazione, non posso vivere senza, ma come te ho quasi paura di stare al largo o in profondità. Nonostante ciò ho spirito d’avventura e sono curiosissimo di sapere quali segreti e quali creature nasconde!
      Detto ciò, l’equilibrio… e come posso dimenticarmene? Alla fine, gira che ti rigiri, il nostro equilibrio è la ricerca di un equilibrio :p Anche se ormai siamo, probabilmente, oltre il punto di non ritorno qualcosa si può sempre fare per salvare il salvabile e imparare di nuovo il rispetto della Terra per prima cosa.
      Buon weekend cara Lud, un abbraccio 🙂

  10. stefaniazan8 13 febbraio 2014 a 08:26 #

    E adesso come faccio a leggerlo se me l’hai già svelato tutto?
    Dispettoso!
    Comunque noto con piacere che la vita in mare aperto ti fa bene, ogni passa in terra ferma, non vorrei mai che ti spuntassero le squame…
    Ritornando seria, rileggo l’ultima domanda che ci poni. No, non lo siamo, padroni ultimi. Quello che fa paura e tristezza è che nonostante lo sappiamo, non cambiamo atteggiamento…
    Ci sembra tutto così lontano da noi.
    E non mi riferisco solo a questo, rifletto in generale, in questi giorni più che mai.
    Alle emozioni soprattutto.
    Ma mi fermo, potrebbe essere un altro post 😉

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 18:46 #

      Ehhhh ma avevo messo la scritta spoiler apposta :p Colpa di WordPress che non mette il testo a scomparsa (o sono io impedito). Che poi un po’ di squame ce le ho abitando a Genova 😉
      Hai ragione. Per quante campagne di sensibilizzazione, sull’ambiente e non (eh già che si rischia il fuori tema adesso, anche se quanto mai attuale!), l’uomo ha la tendenza a farselo scivolare ed è incapace di guardare e pensare a medio e lungo termine. Finché poi non è troppo tardi!
      Alzo la pinna in segno di saluto; ops intendevo la mano 😉

  11. ombreflessuose 13 febbraio 2014 a 09:10 #

    Incantata dal tuo novellare, mi aprresto solo a dire che leggerò il libro e che l’ Uomo non merita di abitare La nostra Terra (almeno attualmente)
    Abbraccione
    Mistral

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 18:59 #

      In fondo si parla sempre di Amore, un profondo sentimento per la Terra che quotidianamente calpestiamo, senza accorgersi dei suoi bisogni o necessità. La sensazione è quella di essere un parassita, ahimè. Spero ti piacerà la lettura! Un abbraccione 🙂

  12. Nicola Losito 13 febbraio 2014 a 15:35 #

    Interessantissimo libro e ottima la tua disanima. Stanotte non dormirò pensando agli yrr cattivi quanto gli uomini, mi pare di avere capito.
    La faccenda che mi dispiace è sapere che quando non ci sarò più succederanno cose straordinarie che mai nessuno aveva immaginato. Comparirà una razza strana mezzo pesce e mezzo tigre più forte di quella umana e gli uomini finiranno in pasto ai pesci…
    Ok, il libro di Schätzing mi ha messo fifa e non lo leggerò… 😀 😀
    Ciao, Andrea.
    Nicola

    • Andrea Magliano 14 febbraio 2014 a 19:06 #

      Io ho inteso che non sono né buoni né cattivi, ognuno persegue la sua lotta alla sopravvivenza e per farlo ognuno usa le sue armi, anche se gli uomini si macchiano da sempre di comportamenti irrispettosi ecco…
      Lo sai che è un pensiero condiviso? Cosa succederà fra mille, centomila, un milione di anni? La curiosità verso le nuove forme di vita o anche solo le scoperte che si riusciranno a fare è altissima! C’era una serie di documentari che partendo dall’evoluzione fino a oggi ipotizzavano alcune forme di vita del futuro! Era divertente e interessante: tra le altre si ipotizzava di un calamaro-elefante di terra! Chissà nella realtà cosa succederà 😉
      Un saluto a te Nicola!
      Andrea

  13. Missandry 26 febbraio 2014 a 11:48 #

    Andrea, non sapevo che avessi l’attitudine del divulgatore, bravo!

    • Andrea Magliano 28 febbraio 2014 a 16:57 #

      Sul tema dell’ecologismo è sempre un bene divulgare, in realtà mi diverto a sorprendervi a ogni post 😉 Grazie 🙂

  14. admin1962 26 febbraio 2014 a 23:38 #

    Complimenti Andrea!
    Trovare tanta profondità in un giovane come te, da sollievo ad un vecchio giovane come me!

    • Andrea Magliano 28 febbraio 2014 a 17:04 #

      Grazie mille e benvenuto 🙂
      Alle volte l’età è poco più che un numero e attraverso la condivisione e qualche chiacchierata si scopre sempre qualcosa di nuovo 🙂

  15. vittoriot75ge 21 maggio 2014 a 18:11 #

    Ho sorvolato sullo spoiler 🙂
    Post magnifico, ce ne fossero…

    La criptozoologia mi affascina, sono un amante del mistero (anche se, tendenzialmente, molto scettico) perchè mi piace la il metodo investigativo che sta dietro alla ricerca di una nuova scoperta.

    Spero di riuscire a leggerlo presto, grazie per il consiglio 🙂

    • Andrea Magliano 21 maggio 2014 a 18:31 #

      Sì perdona lo spoiler, me ne ero dimenticato >.< Dovrebbero inventare anche per wordpress il box a scomparsa 🙂

      Anch'io adoro la criptozoologia e il mistero in generale (hai sentito il suono misterioso captato nei pressi di Saturno che ho inserito in un vecchio commento? Brividi…). Anche se spesso il mistero è solo una bufala, mi piace osservare come ci siano costanti nella storia umana, popoli che non si sono mai incontrati con miti simili, … E poi il nostro pianeta e la nostra stessa natura sono così indecifrabili alle volte che è bello fantasticare 🙂

      Grazie a te, Vittorio, spero che i libri ti possano entusiasmare 🙂

      • vittoriot75ge 21 maggio 2014 a 19:07 #

        Ecco, il fatto delle bufale getta cattiva luce su eventi che, in altri contesti, potrebbero attirare maggior interesse.
        Purtroppo bisogna ricorrere allo scetticismo per filtrare tante scempiaggini dei soliti egocentrici.

        • Andrea Magliano 25 maggio 2014 a 11:55 #

          Concordo. Purtroppo internet contribuisce spesso alla creazione di queste bufale, ma ammetto anche che certi programmi televisivi, italiani e non, non aiutano a loro volta eheh

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