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Il quinto giorno

11 Feb

Per quanto sembri assurdo, l’uomo conosce più l’universo che il suo stesso pianeta.

Ancora oggi ignoriamo molte specie viventi, passate e presenti, ed esistono luoghi inesplorati o avvolti nel mistero. Per esempio sappiamo ben poco dei fondali marini e in generale degli oceani che ricoprono i due terzi del pianeta. La fossa delle Marianne, il punto più profondo con i suoi circa 11mila metri, è stata raggiunta da solo tre persone, tra cui James Cameron, il regista di Titanic e Avatar, nel 2012.

Assodando l’idea dell’evoluzione, gli scienziati stimano che oltre il 90% delle specie viventi mai apparse sul pianeta risulti estinto e l’uomo, membro del regno animale, è solo uno dei moltissimi possibili rami evolutivi. Si dà per scontato che la vita provenga dal mare, ma ancora non si conoscono le sue origini.

Tra le pseudoscienze si annovera la criptozoologia, lo studio di animali sconosciuti o ritenuti teoricamente estinti, ma di cui si hanno prove circostanziali. Capita che alcuni di quei mostri si rivelino reali come il calamaro gigante. Il mare con  i suoi misteri fornisce molto materiale. Lo sapete che nel 1997 fu captato un rumore nelle profondità del Pacifico, il Bloop (qui), e si pensa sia riconducibile o al distacco dei ghiacciai in Antartide o a una creatura gigantesca non ancora scoperta? O conoscete i globster, enormi masse gelatinose organiche spiaggiatesi, derivanti spesso da carcasse di balena in decomposizione e altre volte dall’origine ignota?

Nel 1979, l’inglese James Lovelock formula la teoria di Gaia, l’altro nome con cui è chiamato il nostro pianeta. Secondo tale ipotesi, il mondo è immaginabile al pari di un essere vivente che vive e si evolve in simbiosi alle altre specie che lo abitano in un delicato equilibrio.

Queste sono alcune delle premesse che portano Frank Schätzing alla pubblicazione nel 2004 di Der Schwarm (letterale Lo sciame), edito in Italia da TEA con il titolo Il quinto giorno.

Il quinto giorno

Copertina essenziale con quello che sembra un iride blu che spia il lettore, è un thriller ecologista fantascientifico degli oceani. Partendo dallo stato dell’arte della scienza, l’autore prova a rispondere ad alcuni di quei misteri imbastendo una storia in cui ogni elemento è plausibile grazie alla collaborazione di tecnici e teorici nella stesura. Il risultato è un racconto ben distante dalle solite americanate, capace di toccare nelle oltre 1.000 pagine numerosi temi dall’ecologismo alla filosofia, dall’economia alla politica e persino la religione.

Secondo la Bibbia in quel quinto giorno Dio creò gli oceani e le creature marine.

Il primo evento è datato 14 gennaio. Al largo del Perù un giovane pescatore esulta dopo settimane di magra per l’abbondanza di pesci. D’un tratto il banco rompe la rete e rovescia la piccola imbarcazione. Nel tentativo di riemergere, i pesci si compattano come fossero una cosa sola impedendo la risalita.

A marzo l’azienda energetica norvegese Statoil scopre che lo zoccolo continentale, ricco di giacimenti di idrati di metano, è invaso da milioni di vermi sconosciuti intenti a scavare nel terreno. Nessuno sa il motivo, né da dove arrivano, ma la loro azione nel lungo periodo potrebbe causare un cataclisma.

Vancouver Island, nota per l’attività di whale watching, è sconvolta dal comportamento anomalo dei cetacei. I giganti buoni prima scompaiono, poi attaccano le imbarcazioni in quelle che paiono azioni di gruppo coordinate.

Nel giro di qualche giorno le anomalie si estendono globalmente. Gli attacchi si fanno sempre più violenti e rapidi, portando alla morte di centinaia di milioni di persone. C’è un altro elemento comune: una strana bioluminescenza blu. Gli stati creano un comitato anticrisi al cui vertice si pongono gli USA, con il vero obiettivo di aumentare la loro influenza politica. Chi è il vero nemico in questo scenario?

Nonostante la dimensione del libro e la presenza di molte, ma necessarie, spiegazioni scientifiche, facilmente raccontate per un pubblico generico, Il quinto giorno diventa un bestseller mondiale. Con un ritmo serrato, l’autore incolla il suo lettore in una storia realistica che non ha confini geografici e i cui eventi avvengono in un anno non specificato del nostro tempo.

Snocciolando notizie reali di attualità, evidenzia come l’uomo si sia convinto, anche grazie alle religioni occidentali, di essere re del pianeta, pur trattandosi di un mero ospite del progetto evoluzionistico. Responsabile dell’inquinamento delle acque, si macchia dell’estinzione di interi ecosistemi grazie a tecnologie o allo sfruttamento intensivo delle risorse marine. In questo contesto non esistono paesi virtuosi.

Si critica la natura litigiosa dell’uomo in cui l’unità di specie è subordinata all’interesse politico-economico. Mentre tutti sono vittime, la CIA sostiene l’idea che si tratti di un attacco terroristico arabo ignorando la scala globale del dramma. Gli USA intervengono con lo scopo di sterminare il nemico e di rafforzare il predominio, particolare che avrà un triste risvolto nell’epilogo.

A fronte di tale spirito, si può osservare la natura non-artificiale che opera coordinata per il perseguimento di un obiettivo condiviso. Esiste un cervello dietro, forse una forma ben più intelligente dell’uomo presuntuoso, che gli ricorda il suo non essere all’apice della catena. Ma questo cervello non è per forza migliore di noi essendo disposto a lanciare animali kamikaze nel suo piano. Né è esattamente ciò che molti si aspetterebbero.

L’artificio umano è precario. Schätzing ricorda come l’uomo abbia necessità dell’acqua per vivere. Da sempre la civiltà si è sviluppata in prossimità dell’acqua, ma ancora oggi i trasporti delle risorse materiali avviene tramite mare. La nostra sopravvivenza dipende dalla corrente del Golfo, che impedisce la nuova era glaciale. Ma in generale è Gaia che sopravvive grazie a un delicato equilibrio e noi con essa. E il punto di non ritorno è già stato superato.

Mi piacerebbe condividere con voi l’epilogo che infligge il colpo più pesante di tutti, sconsigliato a chi vuole leggere il libro. SPOILER Gli attacchi sono causati da una specie sconosciuta, gli yrr, esseri unicellulari strutturati in una società complessa presente fin dalla Pangea. La forma di vita più semplice si rivela la più evoluta ed efficiente. Rispetto agli uomini sono capaci di memorizzare la storia nel loro DNA. Mentre gli USA cercano un veleno per sterminarli (ma che ruolo hanno realmente nell’ecosistema? Quanti e dove sono?), un gruppo di scienziati trova un inganno per far cessare gli attacchi. È però una vittoria di Pirro. La fiducia verso l’America crolla definitivamente e gli stati iniziano guerre reciproche per appropriarsi delle risorse. Segue inoltre il crollo delle religioni occidentali a vantaggio di quelle orientali e dell’animismo. Se è difficile accettare l’esistenza di altre forme di vita intelligenti, decadono i testi sacri che nell’uomo vedono erroneamente il disegno divino e il compito di governare il pianeta. Che senso ha la vita e qual è il nostro ruolo? Siamo forse un errore del destino? E la pace con gli yrr per quanto durerà e chi avrà la meglio? FINE SPOILER.

Sottolineando la fragilità della nostra natura, la storia è possibile scientificamente e ciò ne aumenta il terrore. Siamo davvero noi i padroni ultimi della vita?

Non guarderete più il mare con gli stessi occhi.

©®aMe
Andrea Magliano

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