Andrea sotto la doccia

23 Gen

Uno dei momenti più importanti della giornata è la doccia. È talmente importante che richiede dai trenta minuti a un’ora al giorno. Naturalmente non tutti sotto l’acqua. A quest’ora altrimenti avrei le branchie e la pelle totalmente squamosa. Ma almeno dieci, quindici minuti li trascorro lì dentro. Il resto è preparazione, metodo. A ogni doccia devo avere della musica in sottofondo. Ogni volta la musica deve essere ben scelta e ben orchestrata. Non accetto tracce casuali, né tutte le canzoni della mia playlist. Anche se trovandosi nel mio lettore, dovrebbero farmi piacere. Ogni doccia è un evento a sé. E come tale va appositamente musicato.

L’importanza di questo momento non è legato a un mero discorso di pulizia o di estetica. Seppure è uno dei principali motivi. Potete vedermi con la barba sfatta e con i capelli in disordine, ma mai uscirò di casa senza farmi la doccia. Persino per buttare i sacchetti della spazzatura passo prima dal bagno. Lo so è una mia follia. Ma è una cosa a cui ci tengo.

Adoro la doccia in sé perché è un momento privato, intimo. Ci sono solo io, privo di indumenti e di qualsivoglia maschera. Sono nudo come mamma mi ha fatto, avvolto da un abbraccio d’acqua, uno degli elementi più importanti. Sì lo so, non sono un bello spettacolo nudo. Per evitare nausee, giramenti di testa, svenimenti improvvisi, a meno che non siate incinta, immaginatemi comunque con un bollino nero a coprire le vergogna, piuttosto che con un sacco di iuta addosso. Se non siete già svenuti, spero possiate proseguire nella lettura. Altrimenti, se siete già stati ricoverati, beh è troppo tardi per chiedervi scusa e fornirvi il contatto del mio avvocato.

Dicevo, sono completamente privo di qualsiasi voglia barriera. Sono soltanto Andrea. Oramai ho imparato a coordinare ogni movimento sotto la doccia e tendo a chiudere gli occhi. Sempre. Non soltanto per colpa dello shampoo che brucia terribilmente. Mentre sono lì sotto, lascio che il mio cervello liberi ogni pensiero, bello o brutto. In particolare quelli brutti. Lasciare che ogni tanto qualche lacrima scorra via.

Le lacrime si mescolano con l’acqua, si mimetizzano e non si lasciano vedere. Per me è importante un pianto, perché è un modo per far fuoriuscire tanto il brutto quanto il bello. Posso piangere dal ridere o piangere per un dispiacere. Ma è una liberazione. Vuol dire scaricarsi di un peso. E sentirsi più leggero. La doccia mi serve per rimettere insieme i pezzi del puzzle o semplicemente per fare un po’ di ordine mentale. È la mia pausa riflessiva. Probabilmente inizierò a fare presto yoga. Maledetta crisi spirituale!

L’acqua è un po’ una sorta di purificazione. Una sorta di nuovo battesimo. Il senso del pulito è più trascendentale. Mi sento pulito dentro, più che fuori. E ogni tanto ci vuole questa rinascita. Per questo motivo ogni doccia deve avere la giusta colonna sonora. Se sono triste, voglio canzoni che siano un pochino triste. Se penso a una cotta non corrisposta o giunta al termine, ascolto canzoni che parlano di rapporti fallati. Se penso a una festa, la musica deve essere relativamente tamarra e gioiosa. Se penso a un film, necessito della sua colonna sonora.

L’altra sera ero triste. Stressato dall’agenda. Stanco da una trasferta. In ritardo per via di un treno in ritardo e di una coincidenza mancata con l’autobus. Pensieroso per un messaggio inviato. Vergognoso per il contenuto del messaggio inviato. Rattristato per aver mostrato, nuovamente, un lato di me che non mi piace e che cerco di celare. Un mio lato spaventato, ansioso, causato da vecchie storie passate. Non forte. Provavo vergogna. Sono estremamente critico verso gli altri perché sono ipercritico nei miei confronti.

La prima cosa che ho fatto tornando a casa è stata una doccia. E in parte ha funzionato. Togliermi quel peso di dosso, quello stress e quella tensione. Il mio battesimo quotidiano. Lo so, sembro sciocco. Ma ciascuno di noi ha i suoi rituali. Qualcuno legge un libro. Un altro va a correre. Uno preferisce fare yoga. Un altro canta. Chi invece balla. E chi fa i pesi. Io faccio la doccia.

Lì ci sono io. Solo e soltanto io. E l’acqua.

@aMe
Andrea Magliano

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7 Risposte to “Andrea sotto la doccia”

  1. Sally 23 gennaio 2013 a 19:31 #

    La si può paragonare un pò alla notte, sono quei momenti dove sei solo con il tuo corpo, con la tua testa e spesso i pensieri sono molto più pesanti di tutta quell’acqua che ti scorre addosso. Però ha azione purificatrice, non risolve certo i problemi, ma aiuta a rilassarti 🙂 Buona doccia 🙂

    • Andrea Magliano 23 gennaio 2013 a 21:26 #

      Grazie 😉
      E’ vero anche la notte ha lo stesso effetto. E infatti adoro anche la notte! Però ha una differenza non da poco, nella notte, nel sonno nella fattispecie è il nostro inconscio a prendere il sopravvento, mentre sotto la doccia restiamo pur sempre vigili. Certo che in entrambi i casi possono rivelarsi due modi per rilassarsi, assolutamente fantastici!

  2. valivi 23 gennaio 2013 a 22:22 #

    ciao, ti ho lasciato un regalino! Guarda un po’ qui: http://centauraumanista.wordpress.com/2013/01/23/piccolopremiopermegrazieeeee/

    • Andrea Magliano 23 gennaio 2013 a 22:59 #

      Ciao! Grazie mille!
      Sei gentilissima! Stavo dando un’occhiata adesso!
      Grazie grazie veramente di cuore!
      Andrea

  3. Davide 24 gennaio 2013 a 00:30 #

    È un momento che adoro! Solo con me
    Stesso e la musica. Non c e nulla di meglio.

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