Trip

18 Mar

Il post è un po’ particolare. Accomodatevi. Allacciate le cinture. Si parte!

In inglese la parola trip significa viaggio. La nostra escursione inizia nel 1865 nell’Inghilterra vittoriana. Charles Lutwidge Dodgson era un matematico e logico di estremo talento, nonché un grande fotografo e scrittore. Ma la storia si ricorderà difficilmente il suo nome, preferendogli lo pseudonimo Lewis Carroll.

Secondo la leggenda, durante una gita in barca con tre bambine, tra cui Alice Pleasance Liddell, racconta una storia molto fantasiosa e piuttosto irriverente di cui la stessa Alice è protagonista. La bimba cade nella tana del coniglio bianco e arriva così nel Paese delle meraviglie, un posto scriteriato di petulanti fiori, regine irascibili dal Tagliatele la testa! facile, uomini-carte, cappellai matti e molto altro.

Alice nel paese delle meraviglie e il suo seguito Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò divennero tra i libri, per l’infanzia e non, più famosi della storia. Poco importa se su Dodgson sono calate accuse (mai chiarite) di pedofilia, complici un discutibile rapporto con Alice e numerose foto di bambine, talvolta in pose succinte o in nudi.

Nel 1951, dopo svariati infruttuosi tentativi, Walt Disney presenta forse l’adattamento più celebre e discusso dell’opera di Carroll. Il suo Alice è reo di aver apportato sostanziali e opinabili modifiche all’originale, incapaci di tradurre l’arguzia e l’ironia di Carroll. La protagonista si tinge di biondo ed è catapultata in un mondo illogico abitato da pazzi e da colori eccentrici.

Il film ebbe un’involontaria seconda vita e la definitiva consacrazione a opera ultra-pop grazie alla canzone White rabbit (1967), cantata da Grace Slick, entrata da poco nei Jefferson Airplane. La canzone si ispira nel testo alla storia di Alice e nella struttura musicale al Bolero di Ravel.

Divenuta celebre grazie all’esibizione al Festival di Woodstock (1969), White rabbit rapisce l’ascoltatore con un crescendo musicale ipnotico che trova nel suo massimo la totale e improvvisa interruzione. Il testo omaggia l’opera di Carroll, pur con qualche licenza artistica, intravedendo nelle avventure psichedeliche della bimba le antesignane di quelle sotto acidi e stupefacenti, come l’LSD, che si diffondevano rapidi tra gli artisti e i giovani.

“One pill makes you larger and one pill makes you small.
And the ones that mother gives you don’t do anything at all.
Go ask Alice when she’s ten feet tall. […] 
[…] Feed your head!”

A partire da questi anni il termine trip si avvale di un nuovo significato: il viaggio mentale, lo stato di alterazione psico-fisica dovuto all’assunzione di droghe e sostanze allucinogene.

Molti artisti e intellettuali dichiararono di far uso di sostanze illecite, inserendo continui riferimenti nella cultura popolare. Se vi sorprende il testo di White rabbit, pensate alla ben più nota Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles, le cui iniziali non sono casuali.

Anche l’Italia vanta un caso interessante. Sotto le note di un appassionante e sofferto tango, Giovanni Lindo Ferretti descrive un amore totalizzante che si rivela prima distruttivo, ma tuttavia indispensabile e consolatorio, all’interno della sua Amandoti.

“Amarti m’affatica, mi svuota dentro. Qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto.
Amarti m’affatica, mi dà malinconia. Che vuoi farci è la vita. È la vita, la mia.
Amami ancora, fallo dolcemente. Un anno, un mese, un’ora, perdutamente.
Amami ancora, fallo dolcemente. Solo per un’ora, che sia per sempre.
Amarti mi consola, le notti bianche. Qualcosa che riempie vecchie storie fumanti.
Amarti mi consola, mi dà allegria. Che vuoi farci è la vita. È la vita, la mia.”

Leggendo tra le righe, si notano le parole di un (oggi ex) eroinomane che racconta il contraddittorio rapporto con la sua dipendenza, causa di sbalzi d’umore e tossica per il fisico e la mente.

Nel 2004, Gianna Nannini consacra la canzone al successo. Mantenendo inalterata la struttura del tango accompagnato da archi e da un tono graffiante e sporco, poi abbandonato e liberatorio sul finire, la sua cover dà l’idea di una profonda preghiera al partner.

Possono due versioni così identiche avere interpretazioni così lontane? Può l’amore della Nannini essere più sano della droga di Ferretti? Ciò a cui alludo è che entrambe non descrivono dei rapporti salutari. C’è sì la speranza di un rapporto che pur difficile è possibile, ma questo rivela la sua natura alienante e sfibrante.

Quando si parla di droghe, intese come sostanze illecite, si associa il termine di dipendenza. La dipendenza è una situazione di insoddisfazione personale che provoca un persistente bisogno verso qualcosa. Il termine di dipendenza non è però automaticamente associato a quello di droga in senso stretto. Esistono dipendenze da fumo, alcol, cibo, farmaci, ma anche da sesso e persino dipendenze affettive.

In questo caso il partner intravede nelle attenzioni verso l’altro la sua ragion d’essere e la possibilità di colmare un vuoto personale. L’amore perde la sua dimensione salutare e lascia spazio alla gelosia, alla paura dell’abbandono e alla disattenzione dell’altro, spesso una persona sfuggente, creando una dimensione di tossicodipendenza. Qui per approfondimenti.

La definizione di droga è dunque da intendere nella sua accezione più ampia come tutto ciò capace di creare assuefazione e limitare la nostra autonomia, sia esso un alimento, un medicinale o ancora una persona. Spesso non è l’oggetto in sé a essere sbagliato, ma l’uso che ne facciamo.

Dopo 150 anni di peregrinazioni il nostro viaggio giunge al termine. In pieno post-modernismo, è interessante osservare come tutto appare strettamente collegato e niente mai realmente nuovo. Si tratta solo di riletture diverse che ne espandono i significati originali. Perché il passato racconta anche la storia del nostro futuro. E niente è per forza ciò che appare. C’è sempre un segreto pronto a essere svelato. Come ciò che si nasconde dietro un’illusione.

Il mio trip termina qua. Spero che il prezzo del biglietto ne sia valso la pena.

©®aMe
Andrea Magliano

Nonostante l’oggetto del post, il sottoscritto non sostiene l’uso di sostanze illecite.

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47 Risposte to “Trip”

  1. Niko 18 marzo 2014 a 12:08 #

    Ciao Andrea, bel post!
    Mitica la Regina di Cuori quando dice: “Off with her head!!” 🙂

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 17:39 #

      Ciao Niko grazie mille 🙂 Eh sì la Regina è mitica, ma mi terrorizza: pensa a incontrarla per strada o a fare una partita con lei a cricket! Poor my head! Please, let me eat a pill to make me smaller and vanish! 🙂
      (e soprattutto, please sii clemente con il mio inglese eheh)

      • Niko 21 marzo 2014 a 13:29 #

        🙂 right! Your English’s good. Bye 🙂

        • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 18:42 #

          I’m only a lucky man eheh
          Bye bye Niko, have a good (and I hope sunny) weekend 🙂

        • Niko 21 marzo 2014 a 19:33 #

          🙂 thank you Andrea

        • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 19:50 #

          🙂

  2. vittoriot75ge 18 marzo 2014 a 12:25 #

    Davvero complimenti, alcune cose mi erano note (l’accusa di pedofilia su tutte) ma altre no.
    Scopro sempre dettagli nuovi dai tuoi post 🙂

    E’ interessante come Disney abbia praticamente riscritto quasi tutte le storie alle quali si è ispirato.

    ps: personalmente, io non sostengo le droghe e non le consumerei nemmeno se fossero legali.

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 17:53 #

      Grazie a te Vittorio per accogliere il mio vagante flusso di coscienza, ma credimi imparo più io da voi! E sappi che da ieri sono ossessionato con la graviola eheh

      Per Disney (e la sua compagnia), in pratica sì ha riscritto qualsiasi storia. Da una parte ci sono tagli giustificabili per esigenze produttivi e per addolcire fiabe altrimenti molto violente. Ma altre scelte non le capisco. Ci sarà un motivo, ma perché Alice è diventata bionda???

      Sulle droghe, leggere e non, legali o meno, in generale mi spaventano. Mi spaventa tutto ciò che crea dipendenza e come tale me ne sto alla larga

      • vittoriot75ge 20 marzo 2014 a 18:01 #

        LOL la graviola, avvisami se ti capita di assaggiarla 😀

        Sui film animati Disney ci sarebbero tante cose da dire, a partire dai messaggi subliminali (per me, a volte, semplici casi di pareidolia) per finire sui finali addolciti.
        Un po’ contradditorio, per l’azienda che utilizzava i propri personaggi per arruolare soldati durante la Seconda guerra mondiale.

        Concordo sulla droga e su tutte le sostanze che creano dipendenza ed alterano, pericolosamente, la percezione della realtà.

        • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 11:22 #

          Ahah se trovo la graviola, visto che siamo vicini, ti invito e l’assaggiamo insieme 😀

          E su Disney concordo! Non solo è contraddittoria l’azienda in sé (che tra l’altro possiede qualsiasi cosa, persino degli atolli nei Caraibi…), ma anche lo stesso Walt. Ti consiglio, sei sei interessato, la biografia “Vita di Walt Disney – Uomo, sognatore e genio’ di M. Barrier. Molto interessante 🙂

          E sempre grazie a te ho scoperto il significato di pareidolia XD

  3. tramedipensieri 18 marzo 2014 a 12:38 #

    Bel post Andrea!

    Ottima analisi della dipendenza che è la cosa più pesante da sconfiggere perchè coinvolge l’io più profondo.
    E dici bene…questa limita, opprime anche i sentimenti: il sentimento per eccellenza quale è l’amore.

    Ma soprattutto è il segnale che la persona che ne soffre…dipende dagli altri, in pratica non si ama. E non amando se stessa vive di riflesso quella degli altri, accoglie briciole prende ciò che arriva….

    buona giornata
    .marta

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 18:06 #

      Grazie .marta, sei molto gentile 🙂

      Le dipendenze sono spesso assai subdole. Per esempio, per ‘banali’ allergie, ho maturato involontariamente un’assuefazione a uno spray nasale che ho sconfitto solo un mese fa dopo diversi anni. Ho tirato fuori una grandissima forza di volontà e nel mio piccolo sono tuttavia contentissimo 🙂

      Mentre mi informavo sulla dipendenza affettiva ho trovato questa frase: crediamo che nell’amore due metà incomplete si uniscono per vivere, ma in verità siamo due individui autonomi che si incontrano. Quanti rapporti viviamo in termini sbagliati perché non amiamo noi stessi, amori, amicizie, ma persino rapporti familiari, o troppo presi da noi o troppo ‘dimentichi’ di noi?

      Grazie ancora e buona serata 🙂

  4. francissius 18 marzo 2014 a 15:53 #

    Beh se poi il prezzo del biglietto è gratis e i post sono sempre cosí, è una cosa meravigliosa!!! Adoro follemente il nonsense di carrol e il suo utilizzo della matematica nonostante disprezzi questa materia da quando ho imparato a leggere e a scrivere XD non mi piace invece la trasposizione della disney, una cosa tipo LA fabbrica di Cioccolato di Tim Burton. Ha mischiato le due storie creando confusione per chi conosceva prima l’opera di Carroll. Vabè! Passando all’altro discorso attaccato a questo, la droga dimostra come hai spiegato tu una mancanza che viene riempita ma mai tappata con nuove esperienze che si rileveranno distruttive! Strano a dorsi preferisco la canzone della nannini che white rabbit. Credo che la droga più “usata” sia internet al momento. Ai “mi piace” su FB o alle “stelline” di twitter. Buon non compleanno!!!!!!! 🙂

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 18:13 #

      Sei molto gentile e ora la compagnia del mio cervello sta già tastando nuove rotte per portarvi su nuove inesplorate strade 🙂

      Con Carroll ho avuto inizialmente un rapporto travagliato a causa del cartoon Disney: troppo insensato, psichedelico e alla fine senza capo né coda. Poi anni dopo riscoprendo il libro, con tanto di spiegazioni e illustrazioni (eh sì quel libro 😉 ), ho iniziato ad apprezzare il reale valore della storia di Alice e a negare ogni adattamento in salsa Disney eheh (ps però a me ‘La fabbrica di cioccolato’ di Burton piace :p )

      Hai puntato l’attenzione su un’altra importante dipendenza: quella da Internet! C’è gente che ormai è totalmente dissociata con il mondo reale e insegue la sua ‘realizzazione’ nel web. Eppure restano sempre più vuoti…

      Intanto un buon non compleanno a te, a me, a te, a noi! 🙂

  5. sabato83 18 marzo 2014 a 16:46 #

    Interessante questo tuo articolo. Hai toccato vari argomenti, pur non allontanandoti dal tema centrale. Bello.

    Comunque si, la dipendenza è veramente una cosa tremenda. Una delle peggiori, secondo me, è quella del gioco. Vidi una volta una vecchietta giocarsi 2500€ su di un cavallo che fu eliminato alla prima curva…Non immagino una persona del genere cosa sia capace di fare pur di giocare.

    Per non parlare della dipendenza, di cui tu già hai perlato, per l’amore. Si sente troppo spesso di donne picchiate o ammazzate per gelosia.

    La dipendenza è veramente un brutto male!

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 18:36 #

      Ciao, grazie mille! Sono un fervente sostenitore del potere del flusso di coscienza, anche se purtroppo molto volte si finisce fuori strada 😉

      Anche la dipendenza del gioco è qualcosa di spaventoso e purtroppo è una ‘droga’ legalizzata e sempre più diffusa, complice anche la crisi. Non solo tra la gente più anziana, ma anche tra giovani che sperano in una partita al poker di guadagnare lo stipendio che alla fine nessuno vede.

      Un brutto male a cui non si è mai troppo desensibilizzati…

  6. lupokatttivo 18 marzo 2014 a 20:56 #

    Il vero trip e’ mettere nello stesso post white rabbit e la gianna!!! Grande andrew!!!!!!

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 18:24 #

      Ahahah visto che trip carissimo Lupo? Solo roba da queste parti 😉
      – E venni arrestato per spaccio virtuale :p –

  7. Alessandro 18 marzo 2014 a 22:58 #

    Voglio anche io la roba che ti fai prima di scrivere arricolo così! Grande post, ora potrò usare la parola “trip” con cognizione di causa! 😀

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 11:25 #

      Ahahah, come dicevo a Lupo, solo roba buona da queste parti!
      E venni arrestato per spaccio XD

  8. Alessandro 18 marzo 2014 a 23:04 #

    E comunque io sono a favore delle droghe leggere. La Marijuana ad esempio. Che mondo sarebbe senza. Ricordo ancora quell’estate greca a fumare erba quotidianamente. Fatta in casa, eccezionale. Non ho mai riso così tanto in vita mia come in quelle settimane. Mi aiutava a disinibirmi, riuscivo a parlare di tutto con tutti senza problemi o sciocco remore. Mai abusarne però, alla lunga ti fa perdere qualche rotella. Fortuna che io non le ho mai avute.

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 11:36 #

      E invece sei tu che spacci a me 😉 Naturalmente scherzo 🙂
      Non ho mai provato, ma ammetto di non essere neanche tentato. Troppa paura delle assuefazioni e della morte prematura dei pochi neuroni liberi che mi sono rimasti. Insomma, mi limiterò a leccare i francobolli… mmm mi dicono che ci si drogava così un tempo e che diamine!!!

  9. marco 18 marzo 2014 a 23:31 #

    Mi è piaciuto un sacco questo post! Hai effettuato una serie di collegamenti curiosi e sempre pertinenti, passo dopo passo sei arrivato a ciò che probabilmente volevi esprimere sul tema della dipendenza, lasciando aperte anche una serie di questioni (mi ha colpito per esempio l’accusa di pedofilia nei confronti di Lewis Carrol), accompagnando il tutto da buona musica, perché spesso è proprio il suo potere che ci permette accostamenti mentali tra cose diverse, stimolandoci la fantasia e la libertà.
    A me piacciono i Cccp ma il significato della canzone non l’avevo mai interpretato! Inoltre il sottotitolo della canzone nell’album è “sedicente cover”, per cui pensavo non fosse loro ma una cover! Invece la cover l’ha fatta la Giannini e quella era l’originale… un ottimo spunto di riflessione anche questo, basta una voce diversa per dare una diversa tonalità a un concetto o un’emozione.
    In tema di trip psichedelici e Lsd mi viene in mente la canzone dei Bluvertigo “Lsd” che diventa “La Sua Dimensione” : )

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 12:01 #

      Ti ringrazio Marco 🙂 Svelo un po’ di backstage: il post nasce per festeggiare (anche) la mia disintossicazione allo spray nasale e oltre alle dipendenze volevo parlare di segreti e chiavi di lettura. Così sono partito dalle canzoni e pezzo dopo pezzo sono andato a ritroso concludendo che veramente nulla si crea, ma solo si trasforma, come sostengono i fisici!

      Secondo me, la musica ha un ruolo fin salutare sulla nostra vita. Che mondo sarebbe senza musica (e senza Nutella)? Persino nei momenti più difficili (come gli schiavi nelle piantagioni), cantiamo e affidiamo a essa la nostra libertà. Ma anche in quel caso, potrebbe nascere una dipendenza? Nel mini studio dietro questo post ho scoperto che quasi tutto può creare assuefazione. L’importante è che non ci sentiamo mancare e riusciamo a vivere anche nell’assenza di quel qualcosa o qualcuno. In questi termini, sono arrivato alla conclusione di dire ‘non è in sé sbagliato, ma sbagliato è l’uso che ne facciamo’. Però qual è spesso il confine tra giusto o sbagliato? Tutto questo pensiero a partire proprio da quello spray eheh

      Non conosco la canzone dei BluVertigo, mi informerò 🙂 Per i Cccp e la loro ‘Amandoti’ non ho trovato molte informazioni a riguardo. So che l’ha scritta Ferretti, ma forse (non voglio dirti castronerie) potrebbe averla fatta eseguire inizialmente da una donna o forse in coppia con lo stesso Giovanni. Quel ‘sedicente cover’ mi aveva spiazzato anche a me!

  10. ylian89 19 marzo 2014 a 08:07 #

    E’ una delle mie storie preferite! Ma dicono che leggere alice nel paese delle meraviglie in inglese sia veramente spettacolare per le rime e i giochi di parole

    • Andrea Magliano 20 marzo 2014 a 18:40 #

      Concordo, anche se il mio inglese non so se ne sarebbe capace eheh
      In italiano ho apprezzato molto l’edizione ‘Oscar Mondadori’ per via delle tante note che spiegavano giochi e strutture e includevano estratti dell’originale 🙂

  11. paroleacapo 19 marzo 2014 a 12:36 #

    L’ha ribloggato su cristina capodaglio.

  12. Nicola Losito 20 marzo 2014 a 11:22 #

    Partendo da Alice sei approdato a un trip poco consigliabile: Lo hai fatto con una scioltezza e sicurezza di scrittura che di post in post segnala un costante incremento della tua bravura di blogger e di scrittore. Il testo non presenta sbavature ed è gradevolissimo da leggere.
    Cordiali saluti.
    Nicola
    P.s.
    Sostituisci nella frase: La definizione di droga è dunque… ” la ripetizione di definizione col termine “accezione”.

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 12:14 #

      Sono andato a correggere immediatamente Nicola, grazie mille! Cerco di prestare sempre attenzione eppure qualcosa mi sfugge sempre.
      E anche grazie per i complimenti che accetto con grande umiltà. Sperimento e gioco un po’, anche se non so ancora quanti post scriverò… Ma ogni scusa è buona per mettersi alla prova e imparare, provo sempre a vederla in questi termini 🙂
      Un saluto
      Andrea

  13. stefaniazan8 20 marzo 2014 a 14:52 #

    Ma tu lo sai che ha pubblicato come Lewiss Carroll perché si vergognava e non voleva mettere il suo vero nome?
    Diciamo che il suo e’ un caso di fortuna, si invento’ la storia su richiesta di quelle bambine..
    Sul fatto che tu non ti ” faccia” non posso confermare… non ancora;)
    P.s.
    Non e’ che partecipi al corso di scrittura e io non ti vedo vero? Abbiamo parlato proprio di questo libro ieri sera… :0

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 18:59 #

      Eheh cara Stefy non te l’ho detto ché mi vergogno! Sì, vengo al corso. Solo che sono timido e per non dare nell’occhio mi travesto da cactus e mi metto attaccato al muro silenzioso! 🙂 Ma è difficile scrivere con gli aghi nelle mani!!!

      Non sapevo della ragione per la pubblicazione dietro al nome di Carroll. Invece sapevo che la Regina Vittoria, fan dell’opera di Alice, gli chiese una nuova storia in anteprima. Lui le consegnò in risposta un libro… di matematica. Chissà se la reazione della regina è stata ‘tagliategli la testa’!

      E credimi che non mi ‘faccio’, croce sul cuore, ho solo una pessima comicità :p Ma nonostante questo, è vero che mi parlerai ancora? eheh 🙂

      • stefaniazan8 22 marzo 2014 a 08:40 #

        Questa e’ la prova che ho ragione io: e’ uno dei pochi casi di colpi di fortuna per una storia…
        Anche il tuo Andrea e’ un colpo di fortuna che tu mi abbia ” incontrata”!
        Si continuo a parlarti nessun problema 😉

        • Andrea Magliano 22 marzo 2014 a 15:07 #

          Eheh ogni tanto un po’ di fortuna ci vuole nella vita e la mia troppe volte è bendata e guarda altre persone! Evviva 🙂

  14. samantagiambarresi 20 marzo 2014 a 17:44 #

    Interessante veramente, caro Andrea, come sempre. Sei partito dal padre di un celebre personaggio, “dipendente” o forse no da qualcosa, per approdare alle varie interpretazioni di viaggio inteso sia in senso di “partenza” ma soprattutto di viaggio mentale e psicotico. Poi conquista la scena la “dipendenza” che può essere vista in tanti modi, si può essere dipendenti anche di un odore, di un luogo, di un ricordo. Ma la dipendenza può essere molto, molto pericolosa…

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 19:13 #

      Ciao Samanta, grazie mille 🙂
      Contento che vi sia piaciuto questo ‘trip’. Il viaggio è un tema che mi è molto caro sul blog e ho provato a declinarlo in maniera un po’ più laterale, ecco. Condivido il tuo pensiero: un odore, ma persino un ricordo possono creare una dipendenza. Aggiungo anche le routine (monotone) in cui spesso ci incastriamo per sentirci sicuri. Credo che la vita affannata, rapida e stressante di oggi non aiuti di certo purtroppo…
      Un carissimo sorriso e un saluto a tutti voi 🙂

  15. ombreflessuose 20 marzo 2014 a 19:20 #

    Che viaggio…caro Andrea, aggiungerei solamente : bravissimo
    Comunque dipendere da qualcosa o qualcuno non è mai sano Io, purtroppo, dipendo tanto dal mio passato.
    Un grande abbraccio
    Mistral

    PS vado ad ascoltare White Rabbit

    • Andrea Magliano 21 marzo 2014 a 19:16 #

      🙂 Grazie mille dolce Mistral e grazie per aver fatto questo viaggio con me!
      Pur non conoscendoti, posso in parte intuire (e condividere) la dipendenza al tuo passato. Che alla fine il nostro passato descrive ciò che siamo, ma è anche vero che ci dà la possibilità di una svolta nel nostro futuro. Come per ogni dipendenza, con un po’ di fatica e tanta forza di volontà si può prendere una nuova direzione 🙂 Spero che ‘White rabbit’ ti sia piaciuta 🙂
      Con affetto ricambio il grande abbraccio
      Andrea

  16. ventisqueras 21 marzo 2014 a 09:27 #

    così, con quello che ho letto, si viaggia veloci anche dal Pc, non so se il commento che hai fatto da me fosse riferito anche al fatto che anche nel mio post parlavo di allucinogeni e di donne che volano…un amico mi ha risposto in Poesia, e l’ho inserita nel post…sì, la droga è una mancanza, forse, anzi certo, mancanza di amore in primis per se stessi, questo non preclude l’attenzione e l’amore per chi persegue vie sbagliate ( uno degli autori che più amo è Charles Baudelaire)
    ti ringrazio per il tuo passaggio da me che mi ha permesso di gustarmi questo post
    serenità

    • Andrea Magliano 22 marzo 2014 a 15:18 #

      Ciao Ventisqueras! Ammetto che è stata più una coincidenza involontaria. Capitato per fortuna sul tuo blog sono rimasto affascinato dalle foto e soprattutto da Alicudi (non ricordo mai il nome eheh), di cui ignoravo storia ed esistenza di un posto simile in Italia 🙂
      Condivido il tuo pensiero sul tema delle droghe. Del resto il mondo è pieno di persone che una tantum o costantemente ne hanno fatto uso, artisti e non, persino gli sciamani che grazie agli oppiacei riuscivano a ‘vedere oltre’.
      Grazie a te per il passaggio e per questo commento 🙂
      Felice weekend

  17. Amor et Omnia 21 marzo 2014 a 14:02 #

    ottimo post Andrea, interessantissimo approfondimento.
    Vorrei ricordare Lewis Carrol anche per un’altra cosa, ovvero la poesia Jabberwocky http://it.wikipedia.org/wiki/Jabberwocky presente in Attraverso lo specchio…una dei più celebri esempi di metasemantica, parole macedonia o nonsenso
    È costruita usando quasi tutte parole prive di senso, che però vengono poi in parte spiegate dal personaggio di Humpty Dumpty, Rappresentante italiano di questa tecnica è Fosco Maraini nel suo la Gnosi delle Fanfole….

    bravo!
    A,

    • Andrea Magliano 22 marzo 2014 a 15:27 #

      Ciao Antonia, grazie a te per questo contributo! Personalmente non conoscevo il significato di parole macedonia, né il lavoro di Fosco Maraini. Ho subito dato un’occhiata al volo e mi ha colpito notare come parole anche banali, quali smog o brunch, sono esempi di questo tipo. Ho letto ‘Attraverso lo specchio’ nell’edizione Oscar Mondadori che conteneva anche diverse note esplicative, ma darò ben volentieri una bella ripassata per approfondire ulteriormente l’opera di Carroll. Grazie mille per questo bel spunto 🙂

  18. vittoriot75ge 27 marzo 2014 a 10:23 #

    Ciao, sei stato nominato per due Award http://vittoriot75ge.wordpress.com/2014/03/26/liebster-award-e-the-versatile-blogger-award/
    Ovviamente, a te la scelta se continuare o no 🙂

    • Andrea Magliano 27 marzo 2014 a 15:59 #

      Ti ringrazio anche qua e alla pubblicazione del prossimo ‘vero’ post che farò troverai un ulteriore ringraziamento 🙂 Si è capito che sono contento di questi due premi? eheh

  19. stelioeffrena 3 aprile 2014 a 22:29 #

    Ehi, ciao! Hai toccato un tema interessante, quello della droga nel tempo 🙂 Per caso anche io ho toccato questo tema nel mio libro ed è proprio questa sezione che sto limando per esprimere chiaramente proprio quello che penso a proposito di queste sostanze, eheh. Spero che potremo approfondire l’argomento quando capiterà l’occasione. Ciao!

    • Andrea Magliano 4 aprile 2014 a 18:41 #

      Ciao Stelio, ben ritrovato 🙂 Ho pensato a questo post un po’ sui generis fondendo vari pensieri e tematiche. Ed è stato un ‘trip’ faticoso perché il rischio di perdersi o di farsi fraintendere era molto elevato. Non immagino gli ostacoli che stai affrontando nel libro visti i minimi incontrati qui nel post. Sarò ben felice di approfondire l’argomento 🙂 Aspetto paziente, lo sai 🙂 Un abbraccio

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