Archivio | maggio, 2013

Palloncini

27 Mag

Non avere paura. Avvicinati.
Ancora un piccolo passo. Attenta al gradino.
Ti voglio mostrare una cosa. Afferra la mia mano.

Lo so che non capisci. E ti chiedi perché ti voglio così bene.
È che non sono perfetto. Vorrei esserlo, ma non posso.

Vedi questa ringhiera?
In questi giorni ho legato tutti questi palloncini.
Ma ora è giunto il momento di liberarli.

E voglio che tu assista al loro volo.
Con me.

Questo è il palloncino di chi ha versato parole crudeli.
Di chi ha solo cercato o assunto il marcio.

Questo è il palloncino di chi non ha saputo apprezzarmi.
Di chi non ha creduto in me. E se ne è andato.

Questo è il palloncino di chi non mi ha capito.
Di chi mi ha frainteso.

Questo è il palloncino di chi ha cercato di uccidere il mio animo.
Riuscendoci.

Questo è il palloncino della sofferenza.
Di chi mi ha fatto soffrire per stare un po’ meglio.
E di chi ho fatto soffrire per mio egoismo.

Questo è il palloncino della mia rabbia.
Per coloro a cui ho voluto bene e per gli altri.

Questo è il palloncino per chi ho perso.
Perché non sono stato capace di tenere stretto.

Questo è il palloncino delle mie paure.
Causate da tante voci insoddisfatte di sé e del mondo.

Questo è il palloncino delle scuse.
Di quelle che non ho avuto il coraggio di fare.
E per quelle che ho fatto quando non dovevo.

Questo è il palloncino delle mie lacrime.
Che non ho più voglia di versare.

Guardali.
Volano palloncini.
Ali colorate a musicare il cielo.
A uccidere le nubi nere all’orizzonte.

Cosa?
Hai ragione.
Resta un ultimo palloncino.
Ma quello non deve volare.

Quel palloncino sono io.
Contiene i miei sogni.
Dimora il mio cuore.
Protegge i miei occhi.
Conserva i miei demoni.
Ricorda i miei errori.

Sembra che non può volare.
Ma ha sopportato già grandi tempeste.
E non ne troverai mai un altro come lui.

Voglio potermi levare con loro.
Ma mi alzerò ancora più in là.
Là in alto.

A guardare le stelle.

E perdermi nel loro abbraccio.

©aMe
Andrea Magliano

In un post ho detto che non avrei parlato della mia vita privata qui sul blog. Ma come potreste aver notato, la mia vita privata ha influenzato molto le sorti e la natura di questo sito. Sono stati due mesi un po’ pesanti, in cui sono volate parole grosse da parte mia e da parte altrui. 

Ho cercato di affrontare una situazione spinosa con una persona a cui voglio bene e alla quale mi sono affezionato, su cui ho investito forze e tempo per costruire un’amicizia. Ma come tutte le situazioni spinose ci è sfuggita di mano ed è sfociata in rabbia e sofferenza. E nel silenzio, forse momentaneo o forse definitivo. E ci sto male per questo. Lo sfociare di spese extra, il lavoro, il nervosismo, … hanno fatto scontrarmi con i miei genitori. So che mi vogliono bene, ma in un momento di rabbia sono state espresse parole dure e sconfortanti. Di quelle che ti assestano il colpo di grazia in un momento di maggiore vulnerabilità. Anche il blog ha subito pochi, per fortuna, ma fastidiosi attacchi che mi hanno tediato e allontanato.

Ora dico basta. Questa poesia nasce spontaneamente venerdì dopo uno sfogo. Con l’immagine dei palloncini voglio liberarmi di tutta la zavorra inutile, che tuttavia ho sempre portato con me lungo la strada. La lascio volare via leggera, trasportata dal vento. Ciò che non deve volare via è la mia essenza, quel palloncino che incarna me. E al cui interno è contenuto il meglio e il peggio di ciò che sono, compresi i miei demoni che hanno forgiato la mia sensibilità e la mia bontà, nonché i miei errori. Perché cancellare gli errori vuol dire rimuovere il proprio passato e ciò che ci ha plasmato. E l’esperienza è necessaria per affrontare i prossimi ostacoli.

Non sono perfetto e non lo sarò mai. Ci sarà sempre chi mi considererà marcio e chi mi considererà perfetto ai suoi occhi. L’importante è essere in pace e in armonia con se stessi. Ed essere se stessi. Con i propri passi falsi e successi. Con la gente che ti vuole bene e a cui vuoi bene. E fortunatamente ci sono, a partire da quei genitori agli altri. Ci provo. Voglio guardarmi allo specchio e sorridere. Non voglio portare rancore né odio. È giusto guardare al passato, ma è importante anche guardare al futuro. E questo è per me il primo vero passo per poter iniziare a scrivere quella pagina bianca. Anche qui sul blog.

Voglio guardare il bicchiere mezzo pieno. E dunque un grazie per gli incoraggiamenti, volenti o nolenti, espliciti o impliciti, a vostra insaputa. E a chi mi ha tenuto compagnia in questi giorni, fisicamente o anche solo con il pensiero. Agli amici e al mio weekend lombardo, tra magnum e auto. Perché sono una persona fortunata. Tanto. Ed è giusto focalizzarmi sulle tante fortune che ho. E accorgermi che il bicchiere è pieno fino all’orlo. Lo è sempre stato 🙂

@aMe
Andrea Magliano

Pagina bianca

21 Mag

Esplodono stelle in lontananza.
Sono bagliori dorati.

Li osservo,
in questo muto silenzio,
afflitto per quel tesoro ormai perso.

Si sgretolano i pianeti
erranti orbite in fuga.

Promesse maestose
in lontane e aride terre
forze dolenti ma ferree.

Perdo l’appiglio,
resto sospeso.

Vuoto bianco.
Mare casto.
Nuova pagina.

Con una matita in mano,
sono il narratore.

E questa sarà la mia storia.

©aMe
Andrea Magliano

In qualità di aspirante artista quanto vi ho mostrato di questo mio lato? Sono terrorizzato dal raccontare le idee che ho in testa per film o storie. Non esclusivamente per il rischio di furti, quanto per il fatto che se mai un domani riuscirò a realizzarle, non ci sarà più nessun effetto sorpresa. Che l’effetto sorpresa è spesso fondamentale.

In realtà non mi piace aprire il fiato così tanto per dire qualcosa. A parte Kubrick e pochi altri, la maggior parte delle persone produrrà un capolavoro. Il resto sarà corollario. E questo articolo è l’unico di cinque provati a scrivere oggi che salvo. Con un gravemente insufficiente.

Però non volevo vanificare gli sforzi di questa lunga, lunghissima giornata. Di dolce far nulla.

©®aMe
Andrea Magliano

Mi amerai ancora?

11 Mag

Guardate questo videoclip musicale.

Si tratta di Young and beautiful, canzone originale di Lana Del Rey, per il film di prossima uscita Il grande Gatsby. Vi vorrei parlare proprio di questa canzone e di questo splendido video. Perché era da un po’ che non mi emozionavo così. Ma quella che leggerete non sarà una recensione.

Da aspirante artista quale sono, non c’è niente che cambierei. Forse giusto un’espressione di lei che appare un pochino incerta e sporca in un certo punto. Per il resto, lo definirei sublime. Uno di quei prodotti che vorrei fossero miei.

Perché è elegante. Il video possiede una sua eleganza formale visiva, racchiusa in quello che sembra un fotogramma di una pellicola. La cantante prosegue un’operazione revival, vintage, regalando un’atmosfera anni 20, quasi decadente, all’opera. Lei assume i panni di una diva, come ormai non esistono. Prevale la nostalgia verso un sistema che ormai non esiste più. Si trasforma in un classico senza tempo.

Perché è erotica. Avvolta in un completo nero senza troppi fronzoli, se non due gocce di diamante a simulare lacrime sul viso, mostra in toto la sua femminilità e la sua forza. Una Donna, quella con la d maiuscola. Matura per affrontare i propri sentimenti e il demone dell’amore. Quella che lascia intravedere le forme del proprio corpo/cuore anziché svelarlo. Una musa dai movimenti perfetti.

Perché è minimale. Coco Chanel diceva che prima di uscire di casa bisogna guardarsi allo specchio e liberarsi di un orpello. In questi mesi ho imparato a lavorare per sottrazione. La gente sovente non ha cuore o tempo per sovrastrutture. È inutile cercare la complessità per descrivere qualcosa che non necessita di spiegazioni. Bisogna pulire lasciando l’anima pulsante. È inutile cercare di spiegare qualcosa che meriterebbe una spiegazione se non c’è interesse nel riceverla. Chi lo avrà, avrà il coraggio di domandare e ricercare.

Perché è romantica. A un amico blogger ho rivelato che preferisco le cantanti ai loro colleghi uomini perché ritengo la voce femminile un mezzo migliore per veicolare un messaggio. Sentite il vibrato. Ascoltate la fragilità che traspare. Prevale il ricordo e il vissuto. La purezza. Resta ciò che conta. Non riuscite a cogliere la profondità di queste parole che giungono in superficie come una disperata preghiera?

Will you still love me when I’m no longer young and beautiful?
Will you still love me when I got nothing but my aching soul?
I know you will, I know you will, I know that you will
Will you still love me when I’m no longer beautiful?

E nonostante tutta la forza che una donna sa tirare fuori, eccola di nuovo come corpo fragile e vittima. Davanti allo specchio, nuda e scoperta, riprodursi in molteplici copie per invocare la più potente richiesta d’amore. Di un amore senza tempo e senza età. Essenziale. E nonostante tutto, cupo.

Dear lord when I get to heaven / Please let me bring my man
When he comes tell me that you’ll let him / Father tell me if you can

E infine perché c’è l’orchestra. Con i musicisti che uno a uno prendono colore. Perdendo l’anonimato e la cupezza per risorgere a nuova vita. Fino a proiettarsi e a moltiplicarsi su più piani, quasi ad assumere nuove figure fino ad allora imprevedibili. Avevo un’idea simile per un film che vorrei realizzare. Una scena in cui un noto direttore d’orchestra si sarebbe esibito davanti al pubblico in sala. Adoro la figura del direttore d’orchestra. Forse perché mi ricorda un regista. E più in senso lato il mio dentro. Dentro di noi coesistono vari io, piccoli sé ciascuno con una propria voce. Come i vari musicisti. Se lasciati liberi di agire da soli, sono capaci di produrre cacofonie. Ma se opportunamente orchestrati hanno la forza di trasformare quel suono orripilante in una splendida melodia. Una melodia colorata.

Lana Del Rey - Young and beautiful

Io mi sento così. Come un direttore d’orchestra. Di me stesso. E della natura che mi circonda.

©aMe
Andrea Magliano

Premi

6 Mag

Giungono un po’ inaspettati, devo ammetterlo. E, proprio perché arrivano a sorpresa, in un momento in cui il blog cerca di sopravvivere al suo padrone, la loro forza è ancora più impattante. E il loro intento di strapparmi un sorriso e rallegrarmi in questa calda giornata primaverile riesce alla perfezione.

Di cosa sto parlando? Guardate un po’:

Premi2

Sono un maleducato a non aver realizzato un post personalizzato per ciascuno di questi premi e a non aver ringraziato in tempi rapidi i blogger, uno più bravo dell’altro, che hanno avuto la bontà di darmi questa nomina. E da buon maleducato ricorro a quel banalissimo fotomontaggio prodotto in Paint – proprio come la volta scorsa! -, in versione 2.0, che proprio come la volta scorsa non mi ha procurato alcun beneficio da parte degli sviluppatori di Paint! Ma persisto e insisto e spero che questa volta, grazie al mio banalissimo fotomontaggio prodotto in Paint, cedano!

Partiamo con i grazie:

  • per prima, devo salutare la grande e simpatica Valivi, che ho riscoperto, sempre combattiva e pronta ad affrontare nuove sfide, che ha assegnato il premio per il blogger Versatile;
  • successivamente il miglior corvo bianco che abbia mai avuto l’onore di conoscere, Corvobianco213, che mi ha regalato il Very Inspiring Blogger Award;
  • e per ultima, ma non meno importante, Samanta Giambarresi, che tra traslochi catanesi, allergie e una piccola, ma superba star che sta arrivando, mi ha insignito il Liebster Award.

Perché questi premi mi rendono ancora più felice? Cercherò di rispondere brevemente.

Se avete notato in due settimane ho pubblicato a malapena un paio di articoli, entrambi molto riflessivi. Al tempo stesso, sono scomparso dal visitare i vostri blog. Un po’ per mancanza di tempo. Un po’ perché avevo bisogno di allontanarmi e ragionare in ritiro zen. Tuttavia cercherò di recuperare. Ed è per questo che periodicamente mi vedete apparire sui vostri siti con decine di mi piace e qualche commento, sperando di non perdere alcun vostro articolo.

Tempo fa avevo rivelato che il blog sarebbe rimasto in vita almeno fino al perseguimento di uno di due obiettivi. Non vi ho rivelato quali. Raggiungere le 5.000 visite e/o i 100 articoli. Bene, il primo traguardo è già stato raggiunto diverse settimane fa. Il secondo si avvicina. Attraverso il blog mi sono voluto mettere in gioco svelando o mostrando pubblicamente alcuni miei aspetti o pensieri, cercando al tempo stesso, tuttavia, di non raccontare troppo della mia vita privata. Vi giuro, ridendo, che a volte è una bella sfida!

Durante aprile, il blog ha subito qualche evento curioso ed è stato un compagno di discussione – sì, lo so, sono pazzo! – per interrogarmi anche sul ruolo delle relazioni. Quando l’ho aperto, non avevo idea di come funzionasse WordPress e dunque mi appoggiavo quasi esclusivamente sui miei contatti e sugli amici più stretti. Mano a mano che i giorni passavano, sono iniziati ad arrivare i primi contatti esterni e ho iniziato a prendere un minimo di dimestichezza con questo mezzo e a conoscere qualche blogger e il mio target è in pratica mutato autonomamente. E con alcuni di quei blogger è sorto un rapporto di amicizia virtuale o di profonda stima.

Qualche settimane fa ho pubblicato su facebook questo stato:

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”
da “Il gattopardo”. Mai frase fu più adatta per descrivere e descrivermi.

E quella è la paura che vivo adesso. Ad aprile si sono ripresentate tante situazioni che mi hanno fatto rivivere i mesi antecedenti a Ottobre. Quelli che mi hanno portato a essere uno straccio, a non dormire e a rattristarmi. Ed eppure, ripenso a questi 9 mesi e al blog, e porca miseria quanto sono cresciuto! Quanti episodi, eventi, situazioni, sfide vinte che si sono susseguite! La vita è ciclica, ci può stare un mese di piatta, ma l’importante è non arrendersi e non spaventarsi. Ma usare quella paura per tirare fuori il nostro meglio. Perché dallo scorso intervento, Parole, ho proprio capito questo. Che la fine, anche nelle relazioni, la decretiamo noi stessi quando decidiamo di smettere di combattere deponendo le armi. Ed io e il blog non vogliamo smettere di combattere. Anzi siamo pronti alla prossima sfida 🙂

La mia segretaria virtuale mi fa notare che è tardi e dobbiamo ancora nominare gli altri blogger! E questo è un bel problema. Perché ce ne sono tantissimi e non me ne vogliano chi non viene citato. Ma i premi di sopra vanno assolutamente assegnati ai blogger che me li hanno dati augurando loro il meglio! Devo ringraziare .marta e Marco, per me i migliori in assoluto e a cui mi sento più legato. Poi al talentuoso ed estroso Francissius, compagno di lunghe chiacchierate. A Nu e alle sue illustrazioni a dir poco fantastiche. A Manuel e a Chiara, entrambi profondi e spirituali e con un particolare occhio verso ciò che li circonda. A Stelio, grande scrittore a cui auguro un grande successo editoriale per il suo libro. A Cate, per il suo carattere tosto e sensibile e il gusto musicale. A delicatepoppy, che apprezzo per le enormi qualità che ha. A ludmillarte, che ha coniato questo neologismo “sbl(br)ogg(cc)ata” e che sto imparando a conoscere e che vi consiglio. A E., per i suoi stati mentali e poesie. A oneredladybug, che spero sia guarita dalla rosolia e che è sempre un piacere leggere. A P@assioneMobile attraverso cui resto sempre aggiornato in fatto di telefonia. E poi a SaraYlian, Nicola Lositosolomenevo e alla sua bici, comeunjeko, loboscochiara, larosaviolabcarenini, ambra13La TriquetraValeriu Dg Barbu… Insomma ma quanti siete? 😉

Complimenti a tutti. Per tutto. E adesso festeggiamo!

Andrea