Archive | marzo, 2013

Fuoco

25 Mar

Vengo spesso su questa spiaggia,
qui dove il mare si ritrae
svelando un arido deserto.

Mi piace prendere in mano questa sabbia,
lasciar cadere ogni granello
uno alla volta.

Nel cuore della notte,
quando tutto tace
eccetto il proprio battito.

Mi piace giocare con questo rastrello,
disegnare forme nuove
e vecchi pensieri.

Scavare un otto rovesciato,
perché il cerchio si apre e si chiude
sempre su se stesso.

Il nostro passato e il nostro presente,
il nostro futuro.
Sempre in perpetua continuità.

Svuotare le tasche alla ricerca dell’accendino,
guardare affascinato quell’infinito prendere fuoco
e sedersi sulla duna ad aspettare.

Il mare filtra tra le fiamme,
coesistono e si purificano
svelando nuovi colori e nuovi misteri da scoprire.

Avete mai visto il mare in fiamme?
Io sì.
È lo spettacolo più bello.

©aMe
Andrea Magliano

Forse per il grande ritorno nel blog potevo inventare qualcosa di meglio. Non è nulla di speciale, lo so. Ma mi piace scrivere di getto. E ricercare i significati delle immagini che il mio cervello mi suggerisce in un secondo tempo. Ho sempre fatto autopsicanalisi. Solo così posso avere più consapevolezza di me, per avere maggior consapevolezza di chi mi circonda, di chi voglio bene e di chi no.

Per qualche motivo in tanti mi sostengono, ma qual è il mio vero talento?

Video dedicatomi da una vecchia amica con questo messaggio:

Con dedica speciale ad Andrea: una persona che credo abbia tutte le carte in regola per fare ciò che desidera!

@aMe
Andrea Magliano

L’uomo del dietro le quinte

20 Mar

Breve editoriale parte 2. Ho già detto che mi spiace essermi allontanato da WordPress in questi giorni. Non ho più pubblicato e al tempo stesso non ho più visitato nessun blog. Materialmente non ho il tempo a disposizione. Vorrei. Vi accenno in breve la ragione.

Non sono fidanzato, ma sto facendo i primi passi nel mondo del lavoro. La mia è pura gavetta. Sono assistente (ovvero jolly) di produzione e sul set di un film indipendente a zero budget, una microproduzione italiana, che auguro a tutti i partecipanti possa prendere il via e realizzare i loro sogni. Ma, come tutte le realtà di questo tipo, affronta tantissimi problemi di ogni genere a cui se ne somma uno aggiuntivo per me che vivo a Genova. La produzione e le riprese sono fissate a Torino. Così in queste settimane, ho sì e no dormito cinque ore a notte, trascorrendo quasi sedici ore sul set o comunque impegnato sul lavoro. E come potete immaginare, fare un film non è cosa semplice. In più, tra una ripresa e l’altra frequento un corso base di fotografia a Genova.

Essendo tuttavia una persona multitasking, mentre sul set combattevo la stanchezza, lo stress e altro, ho iniziato a partorire un’altra serie di pensieri. Sui rapporti personali che, in generale, ho sempre costruito o intrattenuto, dunque su come mi vedono gli altri. Fino a raggiungere questa risposta, che è dolce amara. E amando giocare con le parole, ho fatto il resto! Spero vi piaccia. È un mix di quello che penso e provo visti gli ultimi venti giorni. Dico la verità, rimpiango Febbraio, la sua pace e il suo viaggio eheh Ma anche questi giorni sono insegnamenti!

Per concludere, alla fine di questo weekend avrò un fermo di lavoro di qualche giorno e spero di dedicarmi ai vostri blog e a riprendere in mano i rapporti con tutti voi! Ancora scusa e grazie! Divertitevi! Spero a presto!

@aMe
Andrea Magliano

Sono l’uomo del dietro le quinte.
Sono colui che all’occorrenza sta nell’ombra.
Sono quello che ti sprona o ti massacra.

Sono l’uomo del dietro le quinte.
Sono colui che si carica delle tue frustrazioni e delle tue lamentele.
Sono quello che raramente riceve le tue gioie o un tuo aiuto.

Sono l’uomo del dietro le quinte.
Sono un Krakatoa. Tramo nell’ombra.
Vivo in silenzio e ti lascio fare la tua mossa.

Ma chi conduce il gioco?
Sono il Krakatoa. Sono una bomba.
Sembra che dormo, ma in realtà sono molto vigile.

E quando erutto te ne accorgi.
Non passo inosservato.
Per poi risorgere e rimodellare.

Io sono l’uomo del dietro le quinte.

Chi conduce il gioco?

©aMe
Andrea Magliano

Ironia portami via

12 Mar

Ovvero quando un articolo non è ironico. Ma un banale editoriale.

È da un po’ che non pubblico e che non riesco a visitare i vostri blog. E vi prometto che recupererò il prima possibile! E ringrazio i nuovi iscritti! Vi chiedo scusa e spero mi perdoniate. E spero di essere mancato almeno un pochino a qualcuno. Se non mi perdonate, ovvero non vi sono mancato, vi chiedo cortesemente di fingere. E se non volete fingere, cerco di corrompervi. Ditemi ciò che volete e cercherò di farlo. Ma vi avverto, vista la grande richiesta, i boxer di Hello Kitty sono terminati!

Questo è uno dei motivi per cui mi sono un po’ allontanato da WordPress.

In realtà, sono giorni un po’ (tanto) impegnativi per il lavoro, per alcune questioni private e per il tempo. Ma non preoccupatevi! Per risolvere ogni problema, ho già trovato una soluzione! Perché, avete visto, mi lamento sempre, ma provo sempre a uscirne e una soluzione la trovo sempre!

Mi sono iscritto a un gruppo di alcolisti anonimi! Non tanto perché abbia iniziato a bere. Quanto, invece, perché regalavano le ciambelle! E ai dolci non si dice mai di no. È il motivo principale per cui si tradisce. L’ho sentito a Voyager, in un’edizione straordinaria.

L’altro motivo per cui non ho più scritto è che in realtà le idee ci sono, il tempo per realizzarle no e soprattutto arrivo esausto e sfinito a fine giornata e non ho voglia di scrivere. Purtroppo l’ispirazione mi tradisce. Maledetta cassata siciliana con cui mi hai tradita! Però ci provo, siate clementi, se siete ancora in ascolto. E per chi è tardato ad arrivare, ripeto, i boxer di Hello Kitty sono finiti!

L’altra volta vi ho detto che non mi piace elogiarmi. Ma ogni tanto è necessario farlo, solamente quando sei stanco e un po’ stressato. E sapete, sono un po’ triste perché alcune cose che cerco ancora mi mancano. Però in questi mesi ho scoperto, ovvero riscoperto, alcune cose che pensavo di non avere, ovvero che avevo perso.

Per esempio una grandissima pazienza, troppa a volte. Che sono buono e forse mediocremente carino. Chi l’avrebbe mai detto. Tutto merito di quel filtro d’amore che ho comprato pensando fosse un campione di Chanel n5 pour homme. Ora l’effetto sta finendo, ma intanto la barra autostima si è alzata. E vi giuro, questa volta, non c’è nessuna allusione sessuale!

Che forse ho abbastanza capacità per inseguire il mio sogno. Che ho fatto due esercitazioni di fotografia, quella di percezione del colore è andata mezza e mezza, quella di nudo artistico è andata bene. Che ho guidato due domeniche fa la macchina e, per non averlo mai fatto da più di cinque anni, in pratica da quando ho preso la patente, è andata bene. In tutto questo non vuol dire che sono arrivato. Giammai. Non sarò mai arrivato. Perché la strada è ancora lunga. Perché si può – e si deve – solo e soltanto crescere. E migliorare.

Ma da tutte queste esperienze la barra autostima ha raggiunto il livello 2 e finalmente posso sbloccare il cappello di Mago Merlino e diventare apprendista stregone. Come Topolino, yeah!

Vi lascio tra queste divagazioni con una promessa per chi ancora non avesse girato su un altro canale. Il blog non chiude. Non ancora. Voglio portarlo ad almeno uno di due traguardi. E sono lì che, gradualmente, si avvicinano. Dalla prossima volta spero di ritornare a scrivere qualcosa di bello. In testa ho già articoli su Paranorman, vulcani, facebook, sesso, aerei, flusso di coscienza e isole. E per lasciarvi, vi mostro il mio stato di facebook. Perché alla fine spiega la nuova necessità. Buona giornata!

Cerco casa in Islanda.
In alternativa mi accontento dell’isola che non c’è.
Grazie
@aMe
Andrea Magliano

Un fiore per tutte le donne

8 Mar

C’era una volta un magnifico fiore.
Quel fiore era poco più di un seme.
Quando inconsapevole di che cosa era la vita,
cercava una strada in quella mattonella rotta.

C’era una piccola fessura.
Un taglio nella pietra.
Il fiore, in silenzio, tirò fuori tutta la sua forza.
Non aveva bisogno di aiuto.
Issa, issa, ecco la luce.
Ce l’aveva fatta. In silenzio.

Il fiore crebbe.
Si alzò verso le meraviglie che lo circondavano.
Ma tutto il bello nasconde delle insidie.
Ci fu la pioggia e il freddo.
Poi ci fu il caldo e la sete.
Il fiore restò fermo e immobile.

In tanti lo guardavano.
Emanava un ottimo odore.
Volevano tutti raccoglierlo.
Speravano nella sua attenzione.
Il fiore imparò a difendersi.
Tirò fuori le spine, ma non perse la sua eleganza.

Il fiore aveva sempre il sorriso.
Fissava intorno, felice della natura.
Mostrando una grande sensibilità.
Amava tuttavia quegli sguardi.
I poeti che si fermavano davanti.
E li vedeva scrivere fiori di pagine.
Adorava i cantanti che,
cullati dalla sua leggerezza,
componevano note suadenti.

E il fiore crebbe e divenne adulto.
Si aprì al mondo.
Sgorgò del rosso.
Ma la sensazione era piacevole.
I suoi petali splendevano.

Quel fiore divenne ciò che doveva essere.
Una bellissima rosa.
Grazie a tutte le donne.

Questa è dedicata a voi.

©aMe
Andrea Magliano

Aspettative

6 Mar

Voglio tornare a scrivere. Sono settimane strane queste. Sono successe un po’ di cose. Tante positive e nessuna realmente negativa. Alcune – capitate a me o a cui ho avuto modo di assistere – però quantomeno amare che mi hanno lasciato un po’ così. Non mi piace auto elogiarmi e questo post lo uso per porre una domanda concreta.

Mi sto accorgendo di essere più maturo della mia età per tante situazioni o fatti. Tanto è vero che, eccetto poche persone scarse che conto sulle dita di una mano, tendenzialmente parlo sempre e solo con gente dai 27 anni in su. Ma in tante altre sono totalmente immaturo. Cerco di crescere e di uscire da questi schemi mentali. Però mi trovo di fronte a dei ragionamenti fallati, che difettano in logica, imposti dalla società moderna. Almeno secondo me.

Mi dicono tutti che le amicizie, l’amore, le relazioni sono importanti. Sempre. Sono utili per sopravvivere. E hanno ragione. Ma al tempo stesso non bisogna mai avere aspettative nei confronti degli altri. Altrimenti ci restiamo male e ne usciamo sconfitti.

Mi accorgo che sono un buono di indole. Cerco sempre di essere gentile e di trovare una buona parola per tutti. Sprono la gente finché posso. Ma quando sbotto divento una bestia che uccide lentamente guardandoti negli occhi.

Di conseguenza la gente si convince che la tua bontà altro non è che una forma di debolezza. Che di te possono fare ciò che vogliono. Che tu ci sarai sempre ad ascoltarli e a incitarli. Ad aspettarli. La gente dà per scontato un po’ troppe cose. Quanto si sbagliano.

E in tutto questo raramente ti torna indietro qualcosa. Quando ti ritorna capisci di avere costruito delle relazioni importanti. Davvero. Mentre gli altri, beh, non rispondono alle tue richieste d’aiuto o negano la tua compagnia come fossi un appestato. La gente è egoista. Non tutti, ma tanti.

Non demordi e cerchi di conoscere nuove persone. Ma se tanto non devi più avere aspettative – perché questo è il consiglio di fondo che mi persistono a dare – perché dovrei cercare dei nuovi amici? Con la consapevolezza che, eccetto la mia famiglia e altri pochi nomi, dovrei sempre agire da solo e portare sulle mie spalle tutte le gioie e i dolori?

E se devo vivere le relazioni senza grosse aspettative come posso presumere di trovare l’amore della mia vita? Allora faccio come tantissime persone che instaurano rapporti di amicizia o di sesso per pura convenienza? Per la paura di restare da soli e accorgersi che da soli non sono capaci di fare nulla e totalmente incapaci a sopravvivere?

È triste vivere senza mai dover aspettarsi nulla. Convincersi sempre che tutto sia una lotta. Perché quando arrivi a vincere che cosa hai effettivamente vinto? Non lo so. Non riesco a comprendere questi ragionamenti. Mi piace quando qualcuno condivide una gioia o un dispiacere con me, ma mi piace condividere anche le mie gioie o preoccupazioni. Allora probabilmente non sono neanche io un buono. Anzi, sono io per primo un egoista.

Rifiuto di pensare che tutti sono marci. Perché so che non è così. È una verità a cui voglio credere per partito preso. Siamo tutti uguali e tutti sulla stessa barca. Sto imparando a prendere il meglio da ognuno e a non idealizzare più nessuno. Però che fatica ogni volta…

Boh. Le mie spalle si rafforzano. Non sono triste. Sono solo un po’ amareggiato, ma neanche. Cerco di capire come funziona il mondo. Perché comunque voglio capire. Voglio imparare e crescere. Perché comunque sono curioso e l’umanità nella sua infinità complessità mi attrae. E non si smette mai di imparare!

@aMe
Andrea Magliano

Non voglio essere un ribelle. / Non voglio convincere tutti quanti / che son cresciuto più… / negli ultimi mesi che gli ultimi anni. / Non voglio guardare per forza il cielo / per poi sentirmi una sua parte. / Non voglio né stelle né chi / per essere stella, si mette da parte. / E la mia storia la so solo io, / insieme a chi… mi ha amato davvero / e che insieme a me ha preparato / una valigia e mi ha guardato / dicendo tu corri, non sentirti solo, / che sempre con te ci sarò pure io / e sentiti stanco se vuoi / te lo meriti a volte, amore mio.

Ed ogni risposta la so solo io / e non cambierò con il tempo che passa / e mentre mi perdo pensando a / l’Amore e basta. / E questo ricorda che sono io / e sfido la vita sempre a testa bassa / perché per me conta solo / l’Amore e basta! / Ed i miei errori li conosco io, / anche se ancora una traccia resta , / davanti a tutti per te sono il tuo / Amore e basta!

Rubo parole alla gente, / urla parole… al caso, / ma non lasciare che la mia vita per te… / diventi un peso.

(L’amore e basta  by Giusy Ferreri feat. Tiziano Ferro)